Statali, cambia tutto da questa data

Statali, cambia tutto da questa data

Il ministro della P.a., Renato Brunetta, ha annunciato il rientro degli statali negli uffici entro fine settembre. Una svolta che, secondo il report di Mazziero Research, farebbe aumentare il Pil del 2%

Entro la fine di settembre tutti gli impiegati della Pubblica amministrazione torneranno a lavoro nei loro rispettivi uffici. Ad annunciare il cambio di passo dopo il periodo dell’emergenza sanitaria legata al Covid19 è stato il ministro della P.a., Renato Brunetta, parlando con l’emittente televisiva Antenna Sud a margine del Festival dei Sensi che si è tenuto a Cisternino, in provincia di Brindisi. Una svolta, questa, sul rientro degli statali negli uffici, legata anche alla necessità di dare ulteriore sostegno alla ripresa economica, i cui primi segnali in Italia si sono già manifestati. Quest’anno, infatti, la crescita raggiungerà, o forse supererà, il 6%. Numeri che fanno ben sperare il governo.

“Siamo in boom economico, stiamo crescendo del 6% su base annua, mai successo nel nostro paese. Certamente c’è una parte di rimbalzo rispetto al tragico anno precedente ma c’è anche una componente di credibilità del Paese, con Draghi, il governo, le riforme e l’Europa”, ha affermato il ministro che ha evidenziato come in questa fase ci sia “un paradosso, perché siamo in boom economico senza aver speso ancora le risorse europee” ma con “quelle nostre, con la nostra politica economica, con la nostra credibilità riacquistata sui mercati internazionali. E immaginiamo cosa potrà succedere nei prossimi mesi con la piena realizzazione delle riforme approvate”. Per Brunetta, inoltre, “quest’anno si potrà crescere anche più del 6%, ma anche il prossimo. In due anni avremo più che recuperato quello che abbiamo perso nel 2020”.

A supportare la tesi della necessità di ritornare alla normalità pre-pandemia vi è, poi, un report di una società indipendente, Mazziero Research, preso in seria considerazione dall’esecutivo. Nello studio si spiega che la crescita del Pil per il 2021 sarà del 5,7% ma potrebbe aumentare ancora se tutti i lavoratori pubblici e quelli privati tornassero in ufficio. E neanche di poco. In questo caso ci sarebbe una crescita aggiuntiva del 2%, pari a circa 30 miliardi di Pil. “Un rientro dallo smartworking contribuirebbe al ritorno alla normalità e fornirebbe una spinta a settori che ancora non hanno avuto modo di recuperare pienamente come ristorazione collettiva, caffetteria, abbigliamento e altre attività indotte che consentirebbero di far crescere ulteriormente il Pil di circa il 2% su base annua (stima approssimativa dopo 12 mesi dal rientro)”, si legge nel report.

Brunetta, ha ricordato il Messaggero, non è l’unico esponente del governo favorevole al rientro degli statali in ufficio. Anche il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, nei giorni scorsi aveva sottolineato come si importante dire addio al lavoro a distanza. “Sull’obbligatorietà del green pass penso a tutte quelle attività dove c’è da garantire la continuità di un servizio, per esempio gli operatori Trasporto pubblico locale, i dipendenti dei market e dei servizi essenziali, ma anche i dipendenti degli uffici comunali e pubblici dovranno tornare alla normalità e in presenza: hanno la responsabilità di garantire un servizio al Paese e a contatto con il pubblico”, ha spiegato Costa che ha sottolineato come non sia possibile “che in alcuni territori siano ancora chiusi e in smart working”.

La fine del lavoro a distanza per gli statali si intreccia alla discussione sul green pass. L’obiettivo del governo è far vaccinare quanti più italiani possibile così da garantire una ripartenza autunnale in sicurezza. Un concetto ribadito dallo stesso Brunetta: “Siamo all’ultimo miglio, manca pochissimo, 10 giorni di vaccinazioni a 500-600.000 al giorno e avremo raggiunto l’equilibrio della sicurezza. E cioè l’immunità di gregge, la sicurezza rispetto alle varie classi di età. Ormai sappiamo molto sulla pandemia, sul virus, sulla sua riproduzione e sulle varianti. Certo la partita non è chiusa, ma ancora 10/15 giorni a pieno regime e potremo affrontare l’autunno in piena sicurezza”.

Resta, però, da capire quali saranno le regole per il rientro degli statali negli uffici. Quel che appare certo è che si metterà fine al ricorso dello smart working. Un ritorno alla normalità che potrebbe spingere ancor di più la nostra economia.

 

dal sito www.ilgiornale.it