Variante Delta, mutazione aumenta la sua diffusione: perché è più infettiva. Lo studio

Variante Delta, mutazione aumenta la sua diffusione: perché è più infettiva. Lo studio

Il coronavirus nella sua mutazione “ex indiana” è altamente infettiva rispetto alle altre varianti. Ma qual è il segreto di tutta questa “violenza” di trasmissione e della sua enorme carica virale? Lo riferisce uno studio pubblicato su Nature

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Gli studiosi hanno concentrato i loro studi su “una mutazione che altera un singolo aminoacido nella proteina spike Sars-Cov-2, la molecola virale responsabile del riconoscimento e dell’invasione delle cellule. Questo cambiamento è noto come P681R. La presenza di questa breve sequenza di aminoacidi aveva allarmato gli scienziati già quando il Sars-CoV-2 era stato identificato per la prima volta in Cina. Prima di allora ”non era mai stato trovato nella famiglia di coronavirus a cui appartiene Sars-CoV-2″, spiegano gli esperti del team di Pei-Yong Shi

Si parla di un  meccanismo di “pre-attivazione” del virus, a causa del quale le particelle virali sarebbero in grado di infettare le cellule più velocemente. “La proteina spike viene tagliata in modo molto più efficiente nelle particelle con variante Delta che nelle particelle Alfa, facendo eco ai risultati riportati a maggio dalla virologa Wendy Barclay dell’Imperial College di Londra e dal suo team, che ha confrontato Delta con un ceppo precedente. Gli scienziati: “La mutazione potrebbe anche accelerare la diffusione di Sars-CoV-2 da cellula a cellula”

Si legge ancora su Nature: “Un team guidato da Kei Sato, un virologo dell’Università di Tokyo, ha scoperto che le proteine spike che portano il cambiamento P681R si fondono con le membrane plasmatiche delle cellule non infette quasi tre volte più velocemente delle proteine spike prive del cambiamento”

Alla base della capacità infettiva della variante Delta c’è più di una mutazione alla proteina spike. Secondo i ricercatori , sebbene le prove stiano dimostrando che il cambiamento di P681R è una caratteristica cruciale di Delta, è improbabile che sia l’unica mutazione responsabile della rapida diffusione della variante

In Uganda è stato riscontrata la mutazione di P681R in una variante che si è diffusa ampiamente nel Paese all’inizio dell’anno, ma che non si è mai diffusa come Delta, anche se le due hanno molte proprietà in comune. Questo potrebbe essere determinato dal contesto epidemiologico e generico in cui si è diffusa Delta. “Una delle “sorelle” di Delta, la variante Kappa identificata in India, pur con molte mutazioni, incluso P681R, non ha prodotto effetti così forti”. Nel nostro Paese, invece, è andata come stiamo vedendo oggi: la diffusione è massima

Da inizio luglio al 16 agosto l’82,4% dei tamponi sequenziati è risultato positivo alla variante Delta, mentre la variante Alfa è ferma all’8%. Se a luglio il virus nella nuova variante era pari all’86,8%, oggi il suo sequenziamento ha raggiunto il 96,2% tra l’1 e il 16 agosto. Secondo il settimo rapporto diffuso dall’Istituto superiore di Sanità, negli ultimi 45 giorni 7.576 casi Covid da variante Delta (93,4%) sono autoctoni contro 535 (6,6%) importati

 

dal sito www.tg24.sky.it