La Chiesa italiana valuta una inchiesta sugli abusi sui minori

La Chiesa italiana valuta una inchiesta sugli abusi sui minori

Zollner: o la Chiesa decide di farlo o alla fine sarà costretta

E’ dibattito nella Chiesa italiana in merito all’ipotesi di un’indagine indipendente sugli abusi sessuali del clero sui minorenni.
Negli anni passati gli episcopati di diversi paesi (Stati Uniti, Germania, Francia, da ultimo Portogallo) hanno commissionato inchieste indipendenti, altrettanto hanno fatto singole diocesi, come negli ultimi giorni Monaco di Baviera, e i governi di altri paesi (Irlanda, Australia), ne hanno svolte, indagini che, in ogni caso, hanno registrato, su un arco temporale pluriennale, numeri di abusi (dal 4% al 7% del numero totale di sacerdoti) che hanno colpito l’opinione pubblica. Una prospettiva che ha indotto già negli anni scorsi diversi giornalisti ad interpellare la Conferenza episcopale italiana sui dati statistici effettivi degli abusi in Italia e ultimamente ha portato alcune associazioni, come “Donne per la Chiesa” di Paola Lazzarini, a chiedere alla Cei di fare altrettanto.

Ipotesi che, però, all’interno della Conferenza episcopale italiana trova alcuni a favore, altri contrari, tanto più in vista dell’elezione del nuovo presidente a maggio. “La giustizia non è giustizialismo”, ha detto al Corriere della Sera l’attuale presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, “e non si renderebbe un buon servizio né alla comunità ferita né alla Chiesa se si operasse in maniera sbrigativa, tanto per dare dei numeri”. La Cei ha avviato nei mesi scorsi una rete di “centri di ascolto” diocesani.
“La gente, come abbiamo visto in tante parti del mondo, non si fida più della giustizia all’interno della Chiesa, non accetta più numeri che sono stati rivisti e ricavati da processi o persone controllate dalla Chiesa perché vogliono sapere da fonti indipendenti e oggettive quello che viene fuori e quindi in questo senso prima o poi questa esigenza arriverà”, ha detto padre Hans Zollner, gesuita e psicologo, intervistato alla trasmissione “La finestra su San Pietro” (Radio Rai1). “O la Chiesa decide di farlo per conto suo e ordinare a persone indipendenti come successo in Germania, in Francia, come adesso anche la Conferenza episcopale portoghese sta facendo oppure a un certo punto sarà costretta perché lo Stato, o chi per lo Stato, adirà a sè questo tipo di processi. Secondo me l’alternativa è che o cominciamo noi a fare una vera luce in questi fatti o saranno altri a ordinare e gestire questa vicenda”. I centri di ascolto? “Certamente è un inizio ma non penso che basti perché molte vittime non si fidano più di un centro di ascolto della Chiesa e devono essere ascoltate”.

Il 15 febbraio intanto nasce il Coordinamento delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia, con una conferenza stampa intitolata “Oltre il grande silenzio” e l’hastag #ItalyChurchToo. Partecipano l’Osservatorio religioso sulla violenza contro le donne, Donne per la Chiesa, la Rete l’abuso di Francesco Zanardi, Adista, il Comitato vittime e famiglie, Voices of faith. Previsto l’intervento di alcuni sopravvissuti e testimoni.

dal sito www.askanews.it