CON IL MATTARELLA BIS È PREVALSA LA CONSAPEVOLEZZA

                                       Vignetta di Mauro Biani

Alla fine non se ne poteva più. La serie di votazioni inconcludenti avevano fiaccato i grandi elettori e ancora di più si avvertiva crescere lo scontento e lo smarrimento della opinione pubblica che al fondo esprimeva sfiducia verso l’inconcludenza della politica e dei partiti. Come se sull’orlo del baratro il precipizio fosse quasi inevitabile.
E’ sorto così un soprassalto di responsabilità che ha finalmente spinto il Parlamento ad eleggere nuovamente Sergio Mattarella.
Maggioranza assai ampia assolutamente indispensabile per offrire ragionevolezza e autorevole credibilità ad una richiesta così impegnativa al servizio della comunità nazionale, all’uomo che già per sette anni aveva svolto un servizio così prezioso con grande equilibrio.
Tuttavia i problemi non mancheranno ai partiti e agli stessi schieramenti che in modo così precario si sono mossi. Specie all’interno del centro destra in particolare per la posizione della Meloni perdente su tutta la linea. Ma anche Forza Italia, per l’uscita personale di Berlusconi e i suoi inesauribili movimenti tattici. Ma Forza Italia fino a quando sarà esclusivamente Berlusconi e quando quali dirigenti la guideranno e con quale politica che non sia il comando del capo?
Anche a Salvini però non mancano problemi seri. Oltre alla capacità di spiegare gli insuccessi cui andava incontro senza limitarsi a darne la colpa agli interlocutori dovrebbe chiarire al suo interno gli scricchiolii e le non poche perplessità sulla sua strategia. In sostanza Giorgetti non pare un caso isolato, così come tra i presidenti di Regione che non apprezzano certe differenziazioni o fughe in avanti nei confronti del governo. Il tutto accentuato dal movimentismo ininterrotto per l’elezione del Quirinale , solo in parte recuperato alla fine con la scelta di votare Mattarella. Sull’altro fronte il segretario del Pd ha avuto buon gioco nel sostenere –sin dall’inizio- la medesima posizione , con la richiesta di un accordo tra i due campi indispensabile per raggiungere il risultato. Così come si sono concluse positivamente le cose la sua impostazione gli ha dato ragione e il risultato non è da poco.
Una riflessione non semplice appare già urgente per i 5stelle in relazione anche alle divaricazioni in occasione delle scelte dei possibili candidati, del ruolo dello stesso presidente Draghi e al fondo sulla stessa guida del movimento. Pesano da tempo le divisioni tra i parlamentari e la esplicita netta differenziazione di Di Maio che esige un chiarimento urgente. Paradossalmente, nonostante sia pure da una situazione precaria e difficile, la soluzione estrema della conferma di Mattarella ed il ruolo positivo avuto dal presidente del Consiglio, sono fortunatamente destinate a migliorare il quadro complessivo dei problemi difficili da affrontare.
Proprio il ruolo di Mattarella e Draghi anche sul piano europeo ed internazionale è visto positivamente come fattore di stabilità e di rafforzamento del ruolo dell’Italia. Ma se le forze politiche non si mostrassero in grado di una doverosa riflessione e di una capacità di sostanziale rinnovamento per stabilire un positivo raccordo di fiducia e di credibilità con l’opinione pubblica ed i cittadini, problemi seri potrebbero aprirsi, nonostante la conclusione positiva della difficile pagina del Quirinale.

 

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di Nuccio Fava

 

 

Nuccio Fava
*Nuccio Fava, presidente dell’Associazione Giornalisti Europei, è stato direttore del Tg1 e del Tg3 e delle Tribune politiche Rai

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