Zingaretti assente in Consiglio: “Altro che missioni ufficiali andava in tv”. Due indagati in Regione

Zingaretti assente in Consiglio: “Altro che missioni ufficiali andava in tv”. Due indagati in Regione

Il presidente del Lazio non è stato coinvolto, ma nel mirino degli inquirenti ci sono le persone che hanno materialmente firmato gli atti con cui l’ex segretario del Partito Democratico è risultato assente a causa di “impegni istituzionali”

Zingaretti non è stato coinvolto, ma nel mirino degli inquirenti ci sono le persone che hanno materialmente firmato gli atti con cui l’ex segretario del Partito Democratico è risultato assente a causa di “impegni istituzionali”.

Per ricostruire i fatti nelle scorse settimane è stato convocato in procura anche il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, che in presenza del suo legale ha chiarito la sua posizione. La vicenda nasce il 29 ottobre del 2019, con una richiesta di accesso agli atti firmata dai consiglieri Chiara Colosimo e Antonio Aurigemma.

I due politici di Fratelli d’Italia intendevano “verificare i presupposti della regolarità delle sedute in questione e, in particolare, la reale esistenza dei motivi istituzionali che avrebbero giustificato l’assenza del consigliere, Presidente Nicola Zingaretti, essendo tale verifica determinante ai fini della regolarità della deliberazione”.

A quei tempi Zingaretti era al vertice del Partito Democratico. E dalle parti della Regione Lazio non era così scontato assicurare il numero legale alla maggioranza. Per questo motivo dai banchi dell’opposizione sospettavano che gli “impegni istituzionali” di Zingaretti sarebbero stati solo millantati.

A quella richiesta era seguita la risposta del Capo di Gabinetto Albino Ruberti, che aveva ribadito “l’assoluta correttezza delle procedure seguite ed il pieno rispetto della normativa regionale relativa agli incarichi istituzionali del Presidente della Regione” e aveva consentito ai consiglieri di “spulciare” gli atti.

Così erano emerse 48 assenze, concentrate nel periodo che dal primo giorno di luglio del 2019 arriva fino al 24 ottobre dello stesso anno. “Le missioni o gli incarichi politico istituzionali del Presidente rientrano in una pluralità di impegni non elencabili in via tassativa”, aveva ricordato Ruberti. E anche la corte dei Conti non aveva ravvisato eventuali danni alle casse dello Stato.

La faccenda era finita all’attenzione dei magistrati contabili in seguito ad un esposto in cui veniva evidenziato che Zingaretti avrebbe partecipato alle feste di partito o ad appuntamenti televisivi, dirette Facebook e dibattiti politici proprio quando era assente dall’assemblea per “impegni istituzionali”.

La vicenda è poi finita tra i corridoi della procura di piazzale Clodio, dove lo scorso giugno il sostituto procuratore Carlo Villani ha aperto un’indagine ipotizzando il reato di abuso d’ufficio.

Un reato che avrebbe commesso, secondo gli investigatori, chi ha presentato le giustificazioni finite nel mirino dei pm.

dal sito www.roma.repubblica.it