Covid Gran Bretagna, Johnson: stop a isolamento obbligatorio per contagiati

Covid Gran Bretagna, Johnson: stop a isolamento obbligatorio per contagiati

Ecco il piano britannico per convivere con il virus. Cosa cambierà e qual è la strategia per la primavera-estate

Nel Regno Unito scatta il nuovo piano per la convivenza con il virus. L’obiettivo del premier Boris Jonhson, alla luce del calo (ormai consolidato) di contagi e ricoveri, è quello di “convivere con il Covid” in una fase in cui la “pandemia non è finita” ma la diffusione della variante Omicron è tornata sotto controllo, dopo lo “tsunami” di dicembre-gennaio. L’annuncio odierno “segna un momento di orgoglio dopo un periodo fra i più difficili nella storia del nostro Paese”, il momento in cui si può “cominciare a imparare a convivere con il Covid” ha spiegato Boris Johnson, che nel pomeriggio ha presentato i dettagli della svolta in Parlamento e poi in un briefing da Downing Street. Una svolta che “non sarebbe stata possibile senza lo sforzo di tanti”, ha aggiunto il primo ministro, elogiando in primis la somministrazione “a velocità fenomenale” nel Regno delle terze dosi vaccinali booster condotta da parte del servizio sanitario nazionale (Nhs) dopo la comparsa di Omicron: dosi ormai inoculate all’81% della popolazione britannica adulta. Nel contempo ha insistito che non si tratta di buttar via tutte le cautele, ma semmai di tornare alla responsabilità individuale; mentre si continuerà a far leva sia sui vaccini, sia sui nuovi farmaci. “La pandemia non è finita – ha quindi concluso, pur evocando in prospettiva il passaggio graduale verso la fine della fase emergenziale e verso un’infezione endemica – ma grazie a una incredibile campagna vaccinale siamo ora un passo più vicini al ritorno alla normalità. Affinché le persone possano finalmente riavere indietro le loro libertà, mentre continuiamo a proteggere noi stessi e gli altri”.

Stop obbligo isolamento per i positivi
A partire da giovedì 24 febbraio saranno “cancellate” tutte le restrizioni anti Covid ancora in vigore. Verrà quindi a cadere l’obbligo, anche per chi non è completamente vaccinato, di mettersi in autoisolamento dopo un contatto ravvicinato con un positivo. Fino al 1 aprile, tuttavia, a chi risulterà positivo verrà ancora consigliato di rimanere a casa. “Incoraggeremo le persone con i sintomi del Covid-19 ad esercitare la responsabilità personale, così come incoraggiamo le persone che potrebbero avere un’influenza a considerare anche gli altri”, ha detto. In merito alla fine dell’isolamento anche per i positivi deciso in UK il professor Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS Galeazzi di Milano, ha spiegato: “Lì sono stati temerari sin da subito ma è un destino che anche noi dovremo percorrere, credo già a partire da giugno” ha detto a Rai Radio1, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’. Il clima che si respira sembra essere molto diverso da solo qualche mese fa. La pandemia è davvero completamente finita? “No – ha sottolineato Pregliasco a Rai Radio1 – dovremmo essere più attenti con la gradualità messa in atto sino ad oggi”.

Le perplessità del mondo scientifico
La decisione ha sollevato la presa di posizione di un gruppo di medici ed esperti Uk. “In qualità di esponenti della comunità scientifica e medica del Regno Unito, scriviamo questa lettera aperta per esprimere la nostra preoccupazione riguardo ai piani del governo per porre fine a test, indagini di sorveglianza e obbligo legale di isolamento per i casi di Covid-19. Chiediamo venga chiarito il parere scientifico su cui poggiano queste decisioni politiche”. E “non crediamo che ci sia una solida base scientifica. E’ quasi certo che aumenterà la circolazione del virus e non ci sarà visibilità delle varianti di preoccupazione emergenti”. La lettera aperta indirizzata da un gruppo di medici e di esperti di diverse università britanniche (e discipline) ai consiglieri medico-scientifici Chris Whitty e Patrick Vallance, per chiedere chiarimenti sulle scelte in programma, è stata pubblicata ieri 20 febbraio sul web e al pomeriggio di oggi ha superato quota 2.400 firme.

I test
Altra novità, dal primo aprile, riguarderà i test per la ricerca del Coronavirus nel Regno Unito: non saranno più gratuiti, sia nel caso di persone sintomatiche che asintomatiche. Johson ha poi precisato che che ci sarà una (sola) eccezione, “per le persone anziane e per quelle più vulnerabili al Covid, se hanno sintomi”. In questo unico caso il test sarà gratuito.

La quarta dose

 

dal sito www.ilgiorno.it