Visco: «La crescita ristagna, 100 milioni di persone torneranno in povertà estrema»

«In Italia è un po’ peggiorata la distribuzione dei redditi tra il 1980 e oggi. La questione cruciale del nostro paese riguarda il ristagno della crescita». Lo ha dichiarato Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, nel suo intervento a Economia e Società – Disuguaglianze e democrazia. Quale futuro per un capitalismo democratico?, organizzato dalla casa editrice Il Mulino ed Eur Culture per Roma. «Nel 2019 il pil pro capite si attestava su livelli prossimi a quelli di inizio millennio – ha aggiunto Visco -, ed è cresciuto il livello di famiglie con livelli di reddito e di consumo al di sotto delle convenzionali soglie di povertà».
Per Visco, con la pandemia dobbiamo valutare anche «le ricadute di natura psicologica e sociale», effetti che possono «avere implicazioni anche sulle economia» e «a livello globale» lo stato di cose determinato dalla pandemia di Covid-19 «può avere effetti sul piano della povertà estrema», tanto che si stima che «oltre 100 milioni di persone torneranno in stato di povertà estrema».
Ma ora, ad aggravare la situazione, c’è la guerra in Ucraina, la cui invasione «da parte della Russia sta mettendo a repentaglio l’assetto economico e finanziario internazionale emerso alla fine della Guerra Fredda e la stessa cooperazione multilaterale. Questo punto rende difficile prevedere le conseguenze». Insomma, tra pandemia e accorciamento delle catene globali di valore, che è ciò che si è registrato negli anni della pandemia, e il conflitto scatenato dalla Russia, i progressi dell’ultimo decennio, secondo il governatore, non potranno che rallentare. «Perché non avvenga, è necessario che ci sia un intervento istituzionale e un coordinamento anche a livello di cooperazione internazionale rilevante».

dal sito www.corriere.it