Euro ai minimi dal 2017 a causa del gas. Bloomberg: verso la parità col dollaro

Euro ai minimi dal 2017 a causa del gas. Bloomberg: verso la parità col dollaro

L’euro sta scivolando ai minimi degli ultimi cinque anni dopo che la Russia ha ufficialmente tagliato il gas a Polonia e Bulgaria, che si sono rifiutate di pagare in rubli. La materia prima è volata fino a 125 euro (+12%) questa mattina, mentre la Germania sta trattando col Cremlino sulla fornitura energetica | Gas, piano emergenza Ue contro Gazprom

L’euro sta silenziosamente, scivolando ai minimi degli ultimi cinque anni, questa mattina perde lo 0,25% a 1,0611 sul dollaro, un livello che non vedeva da inizio 2017. E un cambio che dalla nascita della valuta comune è stato registrato altre tre volte, nel 2015, nel 2003 e nel 1999. Il punto minimo è stato toccato a novembre 2000 con un cambio di 0,83.

A dare un calcio all’euro, la decisione ieri della Russia di lasciare a secco, a partire da questa mattina, Polonia e Bulgaria, due Paesi Ue che si sono rifiutati di pagare il gas in rubli al Cremlino. E infatti la materia prima scambiata al TTF di Amsterdam è balzata fino al 12% a 115 euro per megawatt ora questa mattina (per sgonfiarsi poi a 109,5 euro) dopo essere salita del 6,6% ieri sera per la stessa ragione. Intanto, il petrolio Wti americano guadagna lo 0,5% a 102,15 dollari il barile.

Oggi Gazprom ha comunicato di aver sospeso completamente la fornitura di gas a Bulgargaz (Bulgaria) e PGNiG (Polonia) per il mancato accordo in rubli. “Alla fine della giornata lavorativa del 26 aprile, Gazprom Export non ha ricevuto il pagamento in rubli per il gas fornito ad aprile da queste due società, Bulgargaz (Bulgaria) e PGNiG (Polonia), come richiesto dall’ordinanza presidenziale russa n. 172 del 31 marzo. Il gas fornito dal 1° aprile deve essere pagato in rubli attraverso nuove coordinate bancarie, di cui le controparti sono state tempestivamente informate”, ha detto il colosso dell’energia.

Per contro, il gruppo tedesco Uniper sta proseguendo le trattative con Gazprom sulla questione del pagamento del gas in rubli, ha spiegato Tiina Tuomela, il Cfo della società teleconferenza con gli investitori. Uniper crede ancora che il pagamento sia possibile, ma il gruppo intende muoversi entro i limiti delle sanzioni europee. La situazione diventerà più chiara entro la fine di maggio, quando la società dovrebbe effettuare il primo pagamento in linea con la nuova legge, ha aggiunto il Cfo.

Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, la valuta comune “è sulla buona strada per arrivare alla parità col dollaro”, un trend iniziato quando la Federal Reserve ha annunciato il piano di rialzo dei tassi, iniziato ad aprile con un +0,25% cui seguirà a maggio un +0,5%, mentre la Banca centrale europea si muove con molta più lentezza. I timori per l’Europa sono di un progressivo deterioramento della cornice economica, come si è visto oggi riflesso nell’indicatore GfK Consumer Climate che è crollato in Germania al livello di -26,5, il punto storico più basso a causa della guerra in Ucraina che per ora non offre cenno di terminare. La propensione agli acquisti è scesa a sua volta al punto più basso dal 1999.

A questo si aggiunga la difficile situazione in Cina, dove il governo sta eseguendo in queste ore test di massa su oltre 20 milioni di persone a Pechino in vista di un possibile lockdown dopo che Shanghai è chiusa da oltre un mese. La frenata della seconda maggiore economia al mondo fa temere agli investitori blocchi strutturali delle catene di approvvigionamento che causano a loro volta una fiammata ulteriore dell’inflazione, un segnale pericoloso di stretta monetaria per le banche centrali.

La paura è che si torni all’epoca di Paul Volcker, il governatore della Fed che negli anni Ottanta mandò gli Usa in recessione a causa di un brusco rialzo dei tassi. L’euro si colloca sopra 1 dollaro dalla fine del 2002 e un’inversione di tendenza netta come quella che ora gli analisti sia spettano “era considerata del tutto improbabile fino all’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio scorso”.

dal sito www.milanofinanza.it