UN PERCORSO EMOTIVO PER CAPIRE

                                               Murale a Praga

Il confronto tra Putin e Zelensky è necessario.
Non ci sono passi in avanti nella crisi ucraina, anzi c’è un peggioramento come se tutti gli sforzi per favorire la strada della diplomazia si arrestassero alle pie intenzioni.
Calzante l’aforisma di Marcello Marchesi “Il peggio è passato”. “Ha lasciato detto qualcosa?” “Di non preoccuparsi che tanto ripassa”…
Si percepisce un grande cinismo nell’atteggiamento della Russia che scarica sugli Usa particolarmente la responsabilità della situazione critica.
Non solo, ma tende ad attribuire al Presidente Biden un freno ai tentativi di possibile dialogo, espressi dai leader europei ed in qualche misura dalla stessa Nato. Inoltre mentre Biden è impegnato con l’Ucraina, si sta
verificando uno strappo gravissimo con Emirati, Sauditi (gli alleati del Golfo) e anche la stessa riduzione di presenza militare in Medio Oriente è considerata un tradimento da Israele.
Purtroppo però non ci sono evidenti segnali di spostamenti di rientro dei mezzi corazzati e delle truppe russe. Anzi , alla frontiera con l’Ucraina, irredentisti filo russi bombardano abitazioni ed anche edifici civili (almeno da come narrano le testimonianze raccolte dai corrispondenti).
Da parte americana, anche essa controversa, attraverso rilievi satellitari si denuncia il pericolo che la Russia lavori all’invasione, progettando artificiosi incidenti per provocare un attacco.
Si creano così stati d’animo preoccupanti tra i civili, comprensibili, ma che sono destinati inevitabilmente a fare salire la tensione.
La loro preoccupazione è non solo condivisibile ma è irragionevole pensare che le nostre buone espressioni possano rassicurarli.
C’è un tragico paradosso non nuovo nella storia di una generale aspirazione alla pace che però rimane solo nel campo delle buone intenzioni e addirittura si finisce per provocare una nuova guerra al fine di stabilire la pace . La guerra in corso logora comunque la Russia e la porta sempre più verso la Cina. Quest’ultima interessata a vedere come va a finire per invadere Taiwan. ( Pare siano pronti 140mila uomini per occuparla).
E a proposito di Cina mi piace ricordare un aforisma di Ennio Flaiano: “capire la Cina non è soltanto impossibile, ma inutile”.
Gli Americani cercano di imporre all’Unione Europea i propri disegni bellicosi. Se ci sarà un accordo per il “cessate il fuoco”, come tutti speriamo, sarà a tavolino tra Usa – Russia – Cina e con una presa d’atto UE e una forzatura geo politica militare sull’Ucraina.
Già gli antichi romani avevano teorizzato “si vis pacem para bellum” (se vuoi la pace prepare la guerra) che appunto era lo strumento per giustificare le conquiste militari e l’ampliamento dell’impero.
Anche l’esportazione delle civilizzazioni a scapito delle sofferenze e della schiavizzazione dei popoli sconfitti.
Una linea politica ragionevole è stata messa in campo dal nostro Presidente del Consiglio, seguito da Francia e Germania, che ha dichiarato di lavorare ad un colloquio diretto tra Putin e Zelensky.
Nel nostro Paese, destra e sinistra (proprio alla scassata sinistra italiana non si addice il novaxismo-putinismo) hanno purtroppo sbandierato una certa equidistanza tra aggredito e aggressore senza pensare a difendere i diritti umani e di autodeterminazione.
Forse ,come da sondaggi, non c’è una spiccata simpatia per lo stesso Presidente ucraino …
La situazione resta molto complessa ma mettere direttamente a confronto i due massimi esponenti, espressione dei rispettivi popoli che sicuramente sono contrari alla guerra, resta la strada forse migliore per
raggiungere una soluzione politica reciprocamente giusta ed accettabile.
Il vero problema è come mettere Putin in condizioni di ritirarsi senza essere umiliato.
Dato, che potrebbe spiegare perché il presidente ucraino, Zelensky, rivolga appelli agli Usa alla calma e a non adottare misure ritorsive troppo forti, che obbligherebbero Putin a “rilanciare”, magari con armi estreme. Un fatto è certo: i soldati russi si chiedono come mai, dopo essere stati schierati dal marzo scorso sui confini ucraini, se ne stanno fermi in attesa dell’ordine di attacco, mentre gli ucraini ricevono dall’Occidente un gran numero di armi moderne. Putin ha una situazione interna pericolosa per la sua tenuta; potrebbe perfino concedere a papa Bergoglio di recarsi in Russia per poi strumentalizzarlo agli occhi del mondo per autocelebrarsi …
Schizofrenie delle guerre?
Oggi, si ha come sensazione che molti politici, opinionisti e commentatori stiano lentamente riposizionando il
loro giudizio relativo alle sanzioni commerciali e finanziarie applicate alla Federazione Russa.
Sono rimasti solo alcuni irriducibili sostenitori. Perfino sul sostegno a oltranza, con l’invio di armi da “difesa” e di offesa all’Ucraina, pare ci sia una sorta di riconsiderazione sugli effetti reali delle decisioni prese dai governi occidentali.
Comincia a insinuarsi il dubbio anche sui presunti successi dell’esercito ucraino. Improvvisamente si ritorna a
sollecitare la negoziazione tra le parti in conflitto per una soluzione accettabile per i due belligeranti. Nell’auspicare un’autonoma e coraggiosa politica diplomatica dell’Unione Europea, finora latitante, che si prodighi a mutare cose e avvenimenti.
Per capire la situazione ,nella sua gravità, di persone che lottano e muoiono per un ideale, occorre attraversare un percorso emotivo di compenetrazione, fortificando il rifiuto a guerre, violenze ed eccidi.

di Francesco Petrucci

 

 

Francesco Petrucci
Sociologo. Si è laureato presso l’Università di Roma la Sapienza.
Osservatore nei corsi economici presso L’Unione delle Camere di Commercio.
Esercitatore presso la Cattedra di Filosofia Moderna con il prof Franco Bianco.
Assistente presso la cattedra di Metodologia e Tecniche della ricerca sociale con il prof. Gianni Statera.
Ha lavorato presso la Group Italia Spa; la Confederazione della Uil nazionale e della Cisl nazionale distaccato da Società Autostrade Spa.
Consulente dell’AD Alitalia Spa.
Assistente dell’A.D. Olivetti-Eurocomputers.
Presidente del Comitato Culturale del Giornale online “ITALIANITALIANINELMONDO.COM”.