La pandemia lascia in eredità cinque profili di consumatori

La pandemia lascia in eredità cinque profili di consumatori

Dai “prudenti” ai “rimbalzisti” ecco le nuove categorie di consumatori nel 2022 secondo uno studio di NielsenIQ. La spesa per la casa resterà centrale anche quest’anno

Cinque. Sono i profili di consumatori che la pandemia ha lasciato in eredità a livello mondiale e che secondo NielsenIQ guideranno le nuove tipologie di acquisto nel 2022.
Il Covid ha modificato profondamente la capacità e i comportamenti di spesa, tanto che il 20% dei consumatori ha cambiato le proprie priorità. Non solo. La pandemia, come mostra lo studio “The new economic devide”, ha innescato un nuovo divario economico e una polarizzazione a livello mondiale e nel nostro Paese, lasciando in eredità cinque profili di consumatori, ciascuno con tratti distintivi ben definiti, in cui è possibile tracciare le nuove abitudini di acquisto per quest’anno. Mentre il Consumer Outlook 2022 mostra che anche nei prossimi 12 mesi sarà centrale il ruolo della casa, con la spesa alimentare che registrerà un aumento medio del 22% ma con sfumature diverse a seconda del profilo considerato.

I profili ai raggi X
Il gruppo più numeroso è rappresentato dai cauti. Sono il 38% nel mondo e ben il 52% in Italia. Non hanno avuto alcun impatto sulla sicurezza finanziaria, ma rimangono prudenti nelle spese. Poi ci sono i “lottatori” (strugglers), che hanno sperimentato e continuano a vivere nell’insicurezza finanziaria a causa del Covid. Nel mondo sono il 23%, mentre in Italia rappresentano una quota del 10 per cento. Per l’88% di essi il supermercato è il punto vendita preferito. La spesa di prodotti alimentari aumenterà per tutti ma non per loro, che infatti stimano una diminuzione del 17% quest’anno. Sono anche i più attenti al prezzo: uno su tre seleziona il prodotto più conveniente indipendentemente dal brand e sceglie l’offerta più economica.

Il 21% degli intervistati nel mondo (e il 14% in Italia) appartiene invece alla categoria dei”rimbalzisti” (rebounders). Dopo l’insicurezza finanziaria si sono rialzati e sono di nuovo in pista. Il 14% di essi (contro una media del 7% a livello nazionale) compra solo ed esclusivamente online. E il 23% si fa consegnare la spesa a casa. Sono attenti alla sostenibilità e all’origine dei cibi. C’è anche chi, come quelli che appartengono al profilo degli “unchanged”, non ha subito alcun impatto dal Covid e ha continuato a fare acquisti senza preoccupazioni. Nel mondo sono il 12% e in Italia il 18 per cento. Questa categoria si mette in luce per il maggior aumento atteso della spesa di prodotti alimentari nel 2022: +27 per cento. E infine i “thrivers” che hanno risparmiato durante la pandemia e ora si sentono più sicuri finanziariamente rispetto all’inizio dei contagi. Sono il 6% nel mondo e il 7% in Italia. Uno su tre nel nostro Paese alle grandi superfici preferisce i negozi indipendenti e le botteghe e attribuisce grande importanza al cibo fresco.

dal sito www.ilsole24ore.com