Più falchi in Bce, Hbsc: primo rialzo dei tassi a luglio

Più falchi in Bce, Hbsc: primo rialzo dei tassi a luglio

Dopo il tedesco Holzmann e il finlandese Rehn, anche Villeroy considera “ragionevole” alzare i tassi d’interesse sopra lo zero. Hbsc prevede quattro balzi da 25 punti base l’uno

“È “ragionevole” che i tassi d’interesse della Bce salgano sopra lo zero entro la fine del 2022″, ha dichiarato questa mattina a Parigi il governatore della Banque de France e membro del board della Bce, Francois Villeroy de Galhau. Solo ieri il membro dell’ala hawkish del board di Francoforte, Robert Holzmann, alla domanda diretta su quando la presidente, Christine Lagarde, seguirà il collega d’oltre oceano ha risposto: “questo è quello che abbiamo in programma di fare; lo discuteremo, e probabilmente lo faremo, nel nostro meeting di giugno”.

Le più caute parole di Villeroy, aggiunte al commento del tedesco Holzmann, sembrano presupporre almeno tre aumenti del tasso sui depositi: un primo a luglio, un secondo a settembre e un ultimo a dicembre, per raggiungere così un inasprimento simile a quanto attualmente prezzato dai mercati monetari. “Abbiamo pressioni contrastanti sulla politica monetaria”, ha aggiunto Villeroy. “Siamo tra l’incudine e il martello: da un lato dobbiamo garantire che la ripresa continui e dall’altro dobbiamo evitare che le aspettative di inflazione più elevate si rafforzino e si riflettano nel mercato del lavoro”.

Il governatore francese ha voluto precisare che le aspettative di inflazione nella zona euro “sembrano sempre meno ancorate” al target del 2% della Bce e che “dobbiamo monitorare da vicino il tasso di cambio”, perché “un euro troppo debole mette a rischio il raggiungimento del nostro target di inflazione”.

Gli ha fatto eco il governatore della Banca di Finlandia e membro del Consiglio direttivo della Bce, Olli Rehn: “dovremmo spostare relativamente rapidamente” i tassi “allo zero e continuare il nostro graduale processo di normalizzazione della politica monetaria”. Naturalmente, ha aggiunto Rehn, “tutto questo a condizione che la guerra della Russia in Ucraina non si intensifichi sostanzialmente, il che potrebbe far deragliare tutte le previsioni e la ripresa economica”.

Ma i membri del board non sono gli unici a prendere posizioni sempre più da falco. Secondo il presidente dell’istituto tedesco Ifo la Bce dovrebbe seguire la Federal Reserve nell’aumento dei tassi di interessi, vista l’alta inflazione nella zona euro. “Il rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti porta a un apprezzamento del dollaro americano contro l’euro, che aumenta la pressione inflazionistica in Europa”, ha affermato il capo dell’Ifo, Clemens Fuest, al quotidiano Augsburger Allgemeine.

Girandola di dichiarazioni a seguito delle quali Hsbc ha aggiornato le sue aspettative e ha prospettato quattro rialzi dei tassi di interessi da parte della Bce di 25 punti base l’uno per i mesi di luglio, di settembre, di dicembre 2022 e di marzo 2023. “Se i prezzi dell’energia si dovessero stabilizzare, l’inflazione dovrebbe scendere già nella seconda metà del 2022 e avvicinarsi al target del 2% per la metà del prossimo anno”, hanno previsto gli esperti di Hsbc. Tale aumento dei tassi, complessivamente pari a 100 punti base, rimane inferiore a quanto il mercato sta prezzando in questo momento, circa 200 punti base da ora alla fine del 2023.

dal sito www.milanofinanza.it