In Europa c’è l’accordo sul salario minimo (i principi generali)

In Europa c’è l’accordo sul salario minimo (i principi generali)

Gli Stati membri della Ue hanno due anni di tempo per recepire la direttiva
L’Unione europea ha raggiunto l’accordo sul salario minimo. Nella notte il Parlamento e il Consiglio hanno trovato l’intesa politica sulla direttiva che stabilisce i principi generali sul salario minimo. Gli Stati membri hanno due anni di tempo per recepire la direttiva nel diritto nazionale. La nuova legge, una volta adottata definitivamente, “promuoverà l’adeguatezza dei salari minimi legali e contribuirà così a raggiungere condizioni di lavoro e di vita dignitose per i dipendenti europei”, sottolinea una nota del Consiglio.
“Negli orientamenti politici abbiamo promesso una legge per garantire salari minimi equi nell’Ue. Con l’accordo politico di oggi sulla nostra proposta sui salari minimi adeguati, la realizziamo. Le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro renda”, ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, commentando l’accordo sul salario minimo raggiunto in sede Ue.

“La direttiva stabilisce procedure per l’adeguatezza del salario minimo legale, promuove la contrattazione collettiva sulla determinazione del salario e migliora l’accesso effettivo alla protezione del salario minimo per quei lavoratori che hanno diritto a un salario minimo ai sensi del diritto nazionale, ad esempio un salario minimo legale o contratti collettivi”, spiega il Consiglio Ue.
“Gli Stati membri con salari minimi legali sono tenuti a mettere in atto un quadro procedurale per fissare e aggiornare questi salari minimi secondo una serie di criteri chiari. Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto che gli aggiornamenti dei salari minimi legali avverranno almeno ogni due anni (o al massimo ogni quattro anni per quei paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica)”. L’accordo inoltre prevede che “le parti sociali dovranno essere coinvolte nelle procedure di definizione e aggiornamento dei salari minimi legali”.
“Poiché la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari è uno strumento importante per garantire che i lavoratori possano beneficiare di salari minimi adeguati – spiega il Consiglio – la direttiva mira ad estendere la copertura dei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva. Ecco perché i colegislatori hanno convenuto che i paesi dovrebbero promuovere il rafforzamento della capacità delle parti sociali di impegnarsi nella contrattazione collettiva, compresa la protezione dei rappresentanti dei lavoratori”.
L’accordo provvisorio tra il Consiglio e il Parlamento europeo, in particolare, “prevede che laddove il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell’80% gli Stati membri dovrebbero definire un piano d’azione per promuovere la contrattazione collettiva”. Il piano d’azione dovrebbe definire una tempistica chiara e misure concrete per aumentare progressivamente il tasso di copertura della contrattazione collettiva”.

dal sito www.askanews.it