Elezioni politiche, 25 settembre 2022: i principali motivi e temi driver di voto degli italiani

Elezioni politiche, 25 settembre 2022: i principali motivi e temi driver di voto degli italiani

Come conseguenza dell’ultima crisi di governo, gli italiani saranno chiamati a votare anticipatamente il prossimo 25 settembre. Quali sono i motivi per cui, oggi, gli elettori votano per un partito? E quali i temi che attirano maggiormente l’interesse? Ce lo racconta Enzo Risso – Direttore Scientifico, Ipsos – sulle pagine de Il Domani.

Pochi giorni fa -dopo la 67esima crisi di governo in Italia in 75 anni- il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato lo scioglimento delle Camere e le conseguenti elezioni anticipate, che si terranno il 25 settembre 2022. Le elezioni politiche 2022 -per la prima volta nella storia repubblicana italiana- si svolgeranno in autunno, per cui i partiti avranno poco tempo per prepararsi al voto. La campagna elettorale estiva si presenta breve e tutta in salita, con le macchine elettorali dei partiti che devono rimettersi in moto velocemente.

Dopo oltre due anni di pandemia, lo scoppio della guerra in Ucraina, l’inflazione, l’aumento dei prezzi e dei tassi d’interesse quali sono i motivi per cui, oggi, gli italiani votano per un partito? E quali i temi che attirano maggiormente gli elettori? Ce lo racconta Enzo Risso – Direttore Scientifico, Ipsos – sulle pagine de Il Domani.

Elezioni politiche 2022: le motivazioni
In linea generale, esistono almeno sette temi principali che spingono il corpo elettorale nel suo complesso a scegliere un partito rispetto a un altro. In primo luogo, si posiziona la capacità di un partito di essere attento ai problemi reali delle persone (23%). A seguire, subito dopo, il voto di appartenenza (il 22% vota un partito perché ne condivide le idee) e il livello di onestà di una forza politica (21%). Gli altri fattori motivanti sono dati da: la fiducia che riesce a ispirare il partito e il suo leader (19%), il programma e le scelte politiche che propone per il futuro del Paese (18%), la capacità e la responsabilità nel governare il Paese (17%) e la propensione a fare gli interessi di tutti (16%).

Scendendo nel dettaglio, emergono delle differenze tra gli elettori di centrodestra, di centro e centrosinistra.

  • Per gli elettori di centrodestra i principali fattori motivanti sono la fiducia nel partito o nel leader (29%), l’onestà (28%), la condivisione delle idee (26%), l’attenzione ai problemi reali (22%), la capacità di parlare in modo semplice e chiaro (18%), la voglia di cambiare le cose (14%) e l’essere contro la sinistra (13%).
  • Per gli elettori di centrosinistra, invece, si posiziona innanzitutto il programma (26%) e a seguire: l’attenzione ai problemi reali (25%), la condivisione delle idee (24%), l’attenzione alle fasce più deboli (22%) e la responsabilità nel governare (21%).
  • Gli elettori di centro mettono, invece, ai primi posti la condivisione delle idee (36%) e l’attenzione ai problemi reali (32%).

Elezioni 25 settembre 2022: i temi driver del voto
Guardando, invece, ai temi driver del voto -oltre alla necessità su lavoro e caro prezzi (trasversali tra i diversi elettorati)- troviamo la lotta alla corruzione (22%), la sicurezza (21%), l’ambiente e la riduzione delle tasse (19%), la richiesta di maggiore uguaglianza (18%), l’immigrazione e la riduzione del precariato (12%).

Anche in questo caso, scendendo nel dettaglio, l’agenda dei temi driver è differente tra i vari elettorati.

  • Per il centrosinistra in vetta troviamo l’ambiente (31%), la lotta alle diseguaglianze (29%), i diritti civili (23%), l’antirazzismo (22%) e la lotta alla mafia (19%).
  • Gli elettori di centrodestra sono molto sensibili ai temi della sicurezza e delle tasse (27%), l’immigrazione (26%), la difesa dei valori tradizionali (17%), le grandi opere e la difesa delle pensioni (16%) e il no alla casta (13%).
  • L’elettorato centrista, infine, è attento a temi quali corruzione (32%), l‘ambiente e sicurezza (28%) e grandi opere (18%).

In ultima analisi, per il ceto medio basso e i ceti popolari l’attenzione si concentra maggiormente su corruzione (29%), tasse e sicurezza (24%), lotta al precariato (18%) e no alla casta (13%). Il ceto medio, invece, si concentra su l‘ambiente (23%), sicurezza (21%), grandi opere (17%), tasse e diseguaglianze (16%).

 

Immagine dal sito www.ipsos.com

 

dal sito www.ipsos.com