Smart working, proroga di almeno 3 mesi per fragili e genitori con figli under 14

Smart working, proroga di almeno 3 mesi per fragili e genitori con figli under 14

Su input del ministro Orlando nel prossimo decreto Aiuti si punta alla proroga dello smart working al 100% in scadenza il 31 luglio per soggetti fragili e genitori con figli under 14. Si sta valutando se estendere la proroga al 31 ottobre o al 31 dicembre

Sono in arrivo due importanti novità sullo smart working. Una per le famiglie e l’altra per le imprese. Su input del ministro Orlando nel prossimo decreto Aiuti si punta alla proroga dello smart working in scadenza il 31 luglio per soggetti fragili e genitori (entrambi lavoratori) con figli under 14. Si sta valutando la durata: se estendere la proroga al 31 ottobre o al 31 dicembre.

Comunicazione semplificata smart working resa strutturale
L’altra semplificazioni riguarda le imprese. Il dl semplificazioni alla Camera ha accolto la proposta del ministero del Lavoro (chiesta dalle parti sociali) di prorogare il regime semplificato di comunicazione dello smart working da parte delle imprese in modo strutturale. Fino al 31 agosto lo smart working è stabilito con decisione unilaterale dell’azienda. Dal 1 settembre viene ripristinato l’accordo individuale tra lavoratore e azienda ma, come avviene già adesso, le aziende non dovranno allegare centinaia di accordi. Basta inviare in via telematica foglio excel con durata e dati senza allegati degli accordi individuali. Si attende ora il via libera del Senato.

A chi è riservata l’opzione smart working
L’opzione dello smart working è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, genitori di almeno un figlio/a under 14. A condizione che anche l’altro genitore lavori o non sia «beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa».

Lavoro agile per i lavoratori più esposti a rischio contagio
Il medesimo diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in smart working è riconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.

 

Immagine dal sito www.ilsole24ore.com

 

dal sito www.ilsole24ore.com