PARACADUTARE I CANDIDATI, E LE IDEE?

                           Gabriel Pacheco, Book Lovers

Adesso possiamo dirlo a ragion veduta, pardon, a liste rese pubbliche. Gli uomini e, in misura ovviamente inferiore, le donne già in cariche politiche si sono difese da par loro. Praticamente tutti, nonostante la riduzione di un terzo del numero dei parlamentari, sono riusciti a trovare posto nelle liste dei loro partiti, dei loro “poli”. Naturalmente, i leader non si sono fatti mancare niente.
Troppi commentatori parlano di duelli, ma laddove nei collegi uninominali ci sono, visibili, due leader in posizione di preminenza, gli elettori non si lascino ingannare. Ciascuno e tutti si sono premuniti candidandosi anche in collegi che ne consentiranno comunque l’elezione. Ecco spiegato perché, nonostante le molte critiche, raramente da parte loro, la Legge Rosato non è stata neppure minimamente ritoccata. Consente le pluricandidature e ai dirigenti offre anche la possibilità di scegliere con buona approssimazione chi degli esponenti del loro partito/polo vogliono collocare in posizione eleggibile.
Poi, grazie all’assenza di qualsiasi requisito di residenza, si manifesta il fenomeno dei paracadutati. Sono persone, spesso con lunga carriera politica, che non trovano posto nel loro territorio e vengono mandati lontano dove non sono, nel bene e nel male, abbastanza noti e dove probabilmente, fatta, forse, la campagna elettorale, non torneranno più. Prossimo giro nuovo “paracadutamento”. Naturalmente, la rappresentanza politica risentirà negativamente di tutti questi trucchetti che gli elettori non possono sventare tranne forse nei collegi definiti “contendibili” ovvero dove lo spostamento di non molti voti può effettivamente fare la differenza. Ma quello spostamento deve essere organizzato e coordinato. Al momento non se ne vedono neppure le prime avvisaglie. Certo l’interrogativo più importante riguarda chi vincerà, con il centro-destra, pur diviso su tematiche europee e sulla leadership, piazzato in testa, ma ancora in grado di commettere errori anche decisivi. Giustamente, però, gli elettori, mi permetto di interpretarli, vorrebbero sapere con quali capacità e competenze i candidati promettono di affrontare e risolvere i problemi la cui gravità è innegabile: energia e inflazione con tutto quel che ne segue in termini di bollette, di salari e di costo della vita. È lecito pensare e temere che i professionisti della politica, i soliti noti più i rientranti, come Marcello Pera e Giulio Tremonti, non abbiano idee e ricette particolarmente originali. C’è chi, consapevole delle sue carenze, si aggrappa alla “agenda Draghi”, ma per attuarla bisognerebbe ricorrere al suo ideatore con la consapevolezza che Draghi saprebbe opportunamente adattarla e aggiornarla. Il compito dei professionisti della politica si presenta arduo, ma se lo sono cercati loro. Non resta che suggerire agli elettori italiani di valutare con attenzione chi dice che cosa e quanto credibile è. Chi non vota non conta. Consente agli altri di scegliere per lui/lei e non avrà nessun
diritto di lamentarsi. (AGL)

di Gianfranco Pasquino

 

Gianfranco Pasquino
GIANFRANCO PASQUINO (Torino, 1942), allievo di Norberto Bobbio e di Giovanni Sartori, è professore emerito di Scienza politica all’Università di Bologna. Associate Fellow alla SAIS-Europe di Bologna, è stato direttore, dal 1980 al 1984, della rivista “il Mulino” e, dal 2000 al 2003, condirettore della “Rivista italiana di Scienza politica”. Dal 2010 al 2013 presidente della Società italiana di Scienza politica, è autore di numerosi volumi, i più recenti dei quali sono Cittadini senza scettro. Le riforme sbagliate (2015), Bobbio e Sartori. Capire e cambiare la politica (2019, tradotto in spagnolo nel 2020) e Italian Democracy. How It Works (2020). È particolarmente orgoglioso di avere condiretto insieme a Norberto Bobbio e Nicola Matteucci per Utet il celebre Dizionario di politica (2016, nuova edizione aggiornata). Per Utet ha inoltre pubblicato La Costituzione in trenta lezioni (2016), L’Europa in trenta lezioni (2017) Minima politica (2020) e Libertà inutile (2021). Dal luglio 2005 è socio dell’Accademia dei Lincei. (Utet)