Rapporto Giovani 2022 – La voce degli Under 35

Rapporto Giovani 2022 – La voce degli Under 35

Settemila ragazze e ragazzi tra i 18 e i 34 anni sono stati i protagonisti dell’indagine promossa dall’Istituto Toniolo. Millennials e GenZ si sono rivelati più attenti a vivere il presente e meno propensi a scendere a compromessi per il proprio futuro rispetto agli scorsi anni. Scopri che cosa è cambiato e quali sono i valori in cui si riconoscono oggi.

Eventi

Come ogni anno, ecco i risultati del Rapporto Giovani 2022: uno spaccato della vita, dei valori e delle prospettive future delle ragazze e dei ragazzi under 35 in Italia.

L’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo – ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – dal 2012 collabora con Ipsos per indagare e rappresentare su scala nazionale la voce delle ultime generazioni di studenti e lavoratori.

L’indagine, infatti, ha presentato un questionario a settemila persone tra i 18 e i 34 anni – la fascia d’età che sta per concludere gli studi, che frequenta l’Università o che ha già fatto il suo ingresso nel mondo del lavoro – per analizzare la loro visione attuale su aspetti come formazione, famiglia, carriera e vita sociale.

Più valore, meno compromessi
Ciò che risulta dal Rapporto è che i giovani sono sempre meno focalizzati sul “fare carriera a tutti i costi” e sempre più attenti a vivere il momento attuale.

La pandemia, oltre ad aver rivoluzionato il nostro modo di vivere la quotidianità, ha portato Millennials e GenZ a riflettere attentamente su che cosa vogliono dalla vita.

La salute – anche mentale – diventa quindi un fattore imprescindibile per raggiungere la serenità; a questo si affianca la possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia.

Un trend sempre in crescita è quello dell’attenzione verso l’ambiente e la sostenibilità anche nella ricerca del lavoro: nell’impiego ideale si condividono pienamente i valori aziendali e si contribuisce a salvaguardare il Pianeta.

Il Rapporto ha evidenziato inoltre che una fetta consistente degli intervistati – circa il 30% – non conosce in modo approfondito il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la misura del Governo che ha l’obiettivo di rilanciare l’economia italiana anche affrontando temi come digitalizzazione, innovazione e rivoluzione verde.

Oltre alla crescente attenzione delle nuove generazioni verso gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, risulta che l’isolamento forzato degli ultimi anni ha minato l’autostima e le capacità di lavoro di squadra. Ciò influisce non soltanto sull’entusiasmo sul posto di lavoro, ma anche sulla volontà di porsi degli obiettivi e di impegnarsi per realizzare i propri sogni.

Attività come il volontariato, l’attivismo e il servizio civile possono in parte sopperire a questa regressione nei rapporti sociali, soprattutto se svolte durante gli studi, quando i giovani risultano più ricettivi agli stimoli esterni.


“Ripartono da quello che vogliono dalla vita e non da quello che la realtà offre loro. Non intendono più adattarsi al ribasso perché altrimenti non ci sarà più limite. […] I giovani hanno necessità di sentirsi parte attiva del cambiamento del Paese e allo stesso tempo vanno messi nelle condizioni di migliorare la loro situazione.”

Alessandro Rosina – Professore, Università Cattolica di Milano

Questa frase di Alessandro Rosina – ordinario di Demografia e statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico dell’indagine – riassume perfettamente la situazione attuale: è il mondo del lavoro ad aver bisogno di giovani qualificati, non il contrario.

Se vuoi saperne di più, leggi l’estratto del Rapporto 2022.

dal sito www.giovani2030.it