Dopo le elezioni politiche Zingaretti si dimetterà, peccato non l’abbia fatto prima…”

Dopo le elezioni politiche Zingaretti si dimetterà, peccato non l’abbia fatto prima…”

Riceviamo e pubblichiamo – Zingaretti dopo le elezioni politiche si dimette. Peccato… peccato non l’abbia fatto prima. Con l’elezione a parlamentare sicura in tasca, il presidente Zingaretti annuncia che si dimetterà, facendo cadere la giunta, quindi prefigurando elezioni anticipate in regione. Ce l’aspettavamo; pensavamo l’avrebbe fatto coerentemente fin dal momento della presentazione della sua candidatura. Il presidente (quasi ex) lascia dietro di sé un solco profondissimo, difficilmente equiparabile; ha ereditato una situazione molto critica dall’amministrazione precedente, ma in questi quasi 10 anni è riuscito a fare strage di diritti e servizi.

Ne ricordiamo solo alcuni:

– chiusura di un buon numero di ospedali (10? 20?) e di reparti un po’ ovunque, ultimo in ordine di tempo l’oncologia infantile del Policlinico Umberto I,
– privatizzazione spinta della sanità pubblica, regalata ai grossi player della sanità privata e a cooperative, che super sfruttano e sotto pagano i dipendenti,
– servizio di analisi specialistiche assolutamente scadente, con tempi di attesa insostenibili,
– pessima gestione dei rifiuti, con scelte anti ecologiche, antistoriche ed antieconomiche come discariche, inceneritori e bio-digestori,
– rilancio dell’inutile, costosa (per le tasche dello stato e dei viaggiatori) autostrada Roma-Latina,
– demolizione del servizio di trasporto pubblico delle ferrovie ex concesse,
– assunzioni e prebende dell’ultimo minuto, per raggranellare qualche voto in più.

Ci limitiamo a questo elenco, che potrebbe essere molto più lungo. Ci concentriamo sui trasporti, un servizio ancora pubblico, ma in cui il privato avanza a lunghi passi, un servizio previsto dalla costituzione, ma forse questo Zingaretti e i suoi sodali lo ignorano. Buona parte degli investimenti sono continuati ad andare verso l’alta velocità, che rappresenta solo il 10% del trasporto passeggeri (nulla al trasporto merci) e solo le briciole al TPL, che è il 90%, perché i pendolari possono aspettare, tanto non hanno alternativa.

Sulle ferrovie ex concesse il disastro è totale.

Non sappiamo chi verrà dopo di lui, ma è davvero difficile fare di peggio. Cosa avrebbe potuto fare Zingaretti e la sua giunta appena insediati nel 2013?

– Avviare da subito l’acquisto di nuovi per la Roma Lido e la Roma Nord, senza aspettare. Non l’ha fatto perché doveva cedere la Roma Lido ai francesi di Ratp. Mettere assessori competenti ai trasporti, invece abbiamo avuto Michele Civita e Mauro Alessandri, di spessore tecnico vicino allo zero.
– Operare un controllo stretto sull’operato di Atac, intervenendo energicamente ai primi segnali di mala gestione e non coprirne le malefatte, fino a pagare (vuoto per pieno) anche le corse non effettuate.
– Abbandonare il progetto speculativo e devastante del c.d. Stadio, cioè il ben più grande Business Park a Tor di Valle, invece di sponsorizzarlo, lui e i suoi sodali. Poi a bloccarlo ci hanno pensato i cittadini e la magistratura, che gli ha addirittura arrestato l’assessore Civita.
– Ascoltare le proposte dei cittadini e dei comitati per il miglioramento delle linee ex concesse. Invece si è sempre rifiutato di incontrare i portatori di interesse e di proposte.
– Investire subito nell’ammodernamento delle linee (stazioni, infrastrutture, …) senza aspettare la scadenza di mandato, oltretutto finendo “lungoooo” di almeno 5 anni rispetto all’arrivo, a fine 2016, dei primi finanziamenti del governo per i famosi e fumosi 180 milioni per la Lido e 154 per la Roma Nord (un tentativo goffo di poter utilizzare l’argomento in campagna elettorale regionale, che ha finito pure per far anticipare per garantirsi … un futuro da parlamentare).

Invece niente: han lasciato degradare la Roma Lido e la Roma Viterbo fino a livelli di terzo mondo, senza intervenire su ATAC, come più volte richiesto dai Comitati Pendolari e da molta stampa attenta al disastro in corso (neppure osiamo ricordare la Roma Giardinetti, non più riaperta dopo Centocelle, nonostante le molte mozioni del suo stesso Partito, grazie alla mancanza di iniziative del suo amico in Regione e oggi Assessore capitolino Eugenio Patané).

I numeri per la Roma Lido parlano chiaro e sono impietosi. Mettono con le spalle al muro Zingaretti, il suo partito Pd ed anche tutti i partiti suoi alleati in regione, vecchi e nuovi, che su questi temi non hanno mai aperto bocca perché non potevano giocarsi la comoda poltrona:

Inoltre: progetti delle tre nuove stazioni rimasti solo sulla carta del Piano Regolatore, treni che prendono fuoco per mancate manutenzioni, treni bloccati durante il tragitto e i pendolari fatti scendere sui binari, biglietterie chiuse, servizi igienici presenti solo sulle finte Carte dei Servizi di ATAC, ma anche stazioni chiuse … e lavori di manutenzione infrastrutturale appena partiti con una “posa cavo” … e la lista potrebbe essere molto più lunga.

Per la Roma-Civita Castellana Viterbo la situazione è al collasso.

I cantieri per i raddoppi non sono mai partiti; di nuovi treni non se ne parla prima del 2025.

È stato attivato un osservatorio dei sindaci che non è servito a nulla, se non a tener calmi i comuni che ne facevano parte e che più volte hanno richiesto dati e risposte ai problemi segnalati. La richiesta del Comitato Pendolari di parteciparvi è stata sempre rifiutata dalla regione Lazio, quando invece poteva essere utile avere a bordo chi sa veramente quali sono i problemi e come poterli risolvere.

Il passaggio a Cotral e Astral di luglio scorso ha portato “in dote” tutti i problemi di Atac, e ci si ritrova dopo 2 mesi con il 70% di servizio in meno, circa 130 corse soppresse al giorno, una frequenza in urbana che passa dai 10 ai 40 minuti, soprattutto negli ultimi giorni.

La tratta extraurbana è diventata una “gommovia” e ormai viaggia su bus Cotral; di treni se ne vedono sempre di meno da Sacrofano a Viterbo. Gli studenti che non sanno che ne sarà di loro: accumulano ritardi su ritardi a scuola; lavoratori pendolari che si stanno licenziando perché non possono più garantire un orario di lavoro certo.

La regione Lazio colpisce ancora al cuore il servizio pubblico di trasporto rendendolo sempre più inefficiente e la domanda è: che ci sta a fare un presidente? Ottimo risultato davvero!

Non c’è bisogno di commentare oltre il “fallimento Zingaretti”, delle sue due giunte e delle sue coalizioni. I numeri sono eloquenti. Dopo 10 anni non può più dare la colpa dello sfacelo a chi l’ha preceduto, come fanno i nuovi amministratori, non all’altezza del compito, appena eletti.

Cosa ci dirà in campagna elettorale il nostro (ex) presidente? Quali risultati porterà come fiore all’occhiello? Questi? E quali e quanti danni riuscirà a fare nel suo nuovo ruolo? Come abbiamo sempre sostenuto, questi personaggi vanno e vengono, noi, i Comitati dei Pendolari, ci saremo anche quando loro saranno spariti.

Zingaretti, Civita, Alessandri e tutto lo staff: andate, forse cambierete poltrona e pure colore della stessa, ma non tornate mai più! Non ci mancherete!

Comitato pendolari Roma Lido
Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord

 

dal sito www.tusciaweb.eu