L’Ue si spacca sul gas, Berlino dice “no” al tetto ma introduce uno scudo da 200 mld in Germania | Bruxelles: “Aiuti di Stato? Siano Paesi a fare obiezione”

L’Ue si spacca sul gas, Berlino dice “no” al tetto ma introduce uno scudo da 200 mld in Germania | Bruxelles: “Aiuti di Stato? Siano Paesi a fare obiezione”

Oggi il Consiglio straordinario Energia, ma “il price cap non è sul tavolo”. Parigi chiede di “fare di più e con solidarietà”. Ue: “Servono unità e solidarietà”. Berlino: “Price cap sul gas russo è una sanzione”

Cresce l’irritazione anche da parte di Roma nei confronti di Berlino: dopo il “no” al price cap sul gas, ha introdotto uno scudo da 200 miliardi per frenare il caro-bollette in Germania. Sull’onda delle polemiche la Commissione europea è intervenuta per spiegare che “devono essere gli Stati a notificare a Bruxelles” se il piano tedesco per sostenere famiglie e imprese dall’aumento dei prezzi dell’energia si può classificare come “aiuto di Stato” ed è compito dell’esecutivo Ue di “monitorare che ci siano ragionevoli livelli di aiuto di Stato ed evitare distorsione nel mercato unico”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea al briefing quotidiano. Intanto cresce l’attesa per l’esito del Consiglio straordinario sull’Energia e per questo la Commissione chiede “unità”.
Berlino si difende: “Scudo non c’entra nulla con il price cap” – “La Germania introduce un freno al prezzo del gas e questo non ha nulla a che fare con il tetto al prezzo del gas”. Lo ha affermato la portavoce del ministro dell’Economia, a Berlino, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, sull’irritazione provocata in Italia dalla decisione tedesca di introdurre uno scudo da 200 miliardi di euro per frenare il prezzo del gas, nel contesto della opposizione tedesca al tetto al prezzo del gas in Europa.

Repubblica ceca: “Mi aspetto unità e solidarietà” – “Mi aspetto unità e solidarietà, questi sono i principi base. Siamo in guerra e la battaglia decisiva sarà quest’inverno, quindi dobbiamo restare uniti”. Lo ha detto il ministro dell’Industria della Repubblica Ceca, Jozef Sikela, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, prima del Consiglio straordinario Energia, facendo riferimento allo scudo da 200 miliardi annunciato da Berlino per calmierare i prezzi in Germania. “Il price cap al gas non è sul tavolo oggi – ha quindi aggiunto Sikela -. Mi aspetto che andremo avanti passo dopo passo, implementando le misure strada facendo. Potrebbe essere il prossimo punto in agenda”.

“Trovare soluzione accettabile per tutti gli Stati membri” – Secondo la commissaria europea all’energia, Kadri Simson, l’Ue deve trovare una via che tutti i 27 Stati membri possano accettare. “Poiché diversi Stati membri si aspettano soluzioni diverse, la Commissione deve presentare un’idea che goda di un ampio sostegno”, ha detto. “Dobbiamo trovare un modo che sia accettabile per tutti gli Stati membri”.

Berlino contro il price cap generalizzato al gas – Un obiettivo che pare ancora lontano, con il governo tedesco che ribadisce il suo ‘no’ al price cap generalizzato. Non per “ragioni ideologiche”, ma perché è necessario “garantire la sicurezza degli approvvigionamenti” e con un tetto su tutte le importazioni “c’è un alto rischio che il Gnl vada verso l’Asia o altrove”. Il rischio per Berlino, spiegano fonti diplomatiche, è che il caro energia diventi “un problema ancora più grande” tagliando l’Europa fuori dalle forniture. L’unica soluzione accettabile per il governo tedesco, sottolineano ancora le stesse fonti, è quella di negoziare direttamente con i fornitori.

Quanto all’ipotesi di un tetto solo sul gas russo, il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha detto che si tratta di “una sanzione”. “Per questo sono aperto, se i Paesi dell’Europa sudorientale non temono carenze. Ho detto qui all’inizio della crisi che la Germania non è ancora pronta, abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Soprattutto dobbiamo parlare con i Paesi amici, la Norvegia, gli Stati Uniti, l’Algeria, perché i prezzi saranno abbassati”.

Draghi: “Ue sia unità” – Lo scudo da 200 miliardi annunciato da Berlino per calmierare prezzi in Germania ha innescato anche la reazione del premier Mario Draghi. “Non possiamo dividerci a seconda dello spazio nei nostri bilanci nazionali, serve solidarietà”, ha avvertito. E chi probabilmente gli succederà a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni, ha aggiunto: “Nessuno Stato membro può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario”.

Parigi: “Fare di più e con solidarietà” – Per la ministra francese per la Transizione energetica, Agnes Pannier-Runacher, l’Ue deve “fare di più e concludere più rapidamente”. “E’ in corso un’intensa attività diplomatica, ne ho parlato con i miei omologhi belga, tedesco, spagnolo, italiano, polacco, rumeno, e ceco, siamo tutti consapevoli di avere una responsabilità, quella di difendere le nostre imprese e la nostra industria, e di creare solidarietà europea intorno a queste questioni energetiche”.

dal sito www.tgcom24.mediaset.it