LA RICERCA MUSICALE TRA RITMI AFRO-BRASILIANI E SOCIALITÀ UNA VERA “COMBINAÇÃO”
Intervista di Pietro Bergamaschini

                                          Carybé, Mùsicos

 

“La musica è come la vita: si può fare in un solo modo, insieme.”
Ezio Bosso

Pensare di poter in poche pagine raccontare la vita artistica, e non solo, del Maestro Rossini, appare impossibile oltre che estremamente riduttivo e sminuente, questo per la grandezza culturale ed artistica dell’Uomo, del Maestro. Arte e Spirito fusi insieme che hanno costruito un qualcosa di decisamente “vitale”, necessario, con una valenza e un peso nella storia della musica, nella cultura della musica, del ritmo, e non solo italiana, ma anche internazionale.
Stefano Rossini per caso si imbatte, alla giovane età di dodici anni mentre passeggia con una coetanea, in una scuola di jazz nel quartiere Prati di Roma, e curiosi entrambi, si informano su cosa sia una scuola di jazz, e cosa si studia, a quei tempi una cosa inconsueta. Stefano rimane affascinato dalle informazioni prima, poi dalle prime lezioni. E inizia da batterista una carriera nel mondo della musica jazz. Casualmente ha in casa, vari dischi di musica brasiliana, precisamente di Samba jazz, nato nei primi anni Sessanta ed esportato successivamente, di autori come Milton Banana, Rubens Bassini. Stefano inizia così a mescolare, “contaminare” per i puristi insegnanti del tempo, i ritmi jazz classici, con le influenze della ritmica afrobrasiliana contenuta in quei dischi. La “combinação” delle ritmiche che fuoriuscivano dalla fusione dei due ritmi, affascinavano il giovane Stefano e lo stimolavano verso nuovi orizzonti musicali. Crescendo e continuando a suonare nei piccoli locali romani, poi sempre più famosi, un giorno lo ascoltò, in un locale a Trastevere, Sergio Bardotti che rimase affascinato dalla sua ritmica percussionista brasiliana, e lo introdusse nello Star System nel mondo della musica italiana del tempo. E così Stefano inizia a collaborare attivamente con vari artisti. Intraprende così la lunga e importante carriera di un personaggio che ha partecipato attivamente, e ancora partecipa, alla costruzione di una Cultura della musica. Tra concerti e dischi lavora con numerosi artisti da Anna identici, Vecchioni, Bindi, spostandosi tra Roma e Milano. Lavora con i più importanti cantanti degli Ottanta e Novanta, poi spettacoli e tournee con Ornella Vanoni (una collaborazione di cinque anni) e in sud America, poi al Teatro la Fenice con il grande successo del duetto Vanoni – Paoli dello spettacolo “Insieme”, per poi passare a Fred Bongusto, Peppino di Capri, e Renato Carosone (con cui ha dieci anni di intensa e interessante oltre che costruttiva collaborazione), sempre con “l’occhio” (forse meglio “l’orecchio”) teso alle musicalità ritmiche della cultura brasiliana. Con Carosone ha l’opportunità di assoli, voluti dal Maestro Carosone, e veniva notato e riportato in articoli sui giornali del settore. Cresce musicalmente e culturalmente, un talento che matura continuando a studiare e ricercare, ed inizia anche alcune docenze. Alla base della vita artistica c’è sempre ricerca, studio, nuove esperienze, collaborazioni, esperimenti. Collabora con grandi della musica Afro-americana, come Ray Mantilla, il chitarrista brasiliano Toquinho, il pianista Joao Donato, e il chitarrista Irio De Paula con il quale collabora stabilmente nel suo “Trio Samba Jazz”, esibendosi in manifestazioni ed importanti festival jazzistici. Fino ad accorgersi e comprendere che si era arrivati alla “decadenza” della musica d’autore, la fine dei Grandi Artisti, e così verso la fine degli anni Novanta decide il grande passo, rinuncia al mondo della musica, sente la necessità di dare un nuovo indirizzo al suo lavoro. Col suo patrimonio culturale, una ovvia conseguenza di una vita cresciuta dal jazz puro alle contaminazioni (volute, cercate, fortemente sentite, nell’anima, nel cuore e nelle mani) passando per la musica leggera italiana di alto livello, sempre impegnato (con una ossessione positiva e costruttiva della ricerca) ad affiancare, a fondere e mescolare, culture e ritmiche diverse, orientato sempre verso la ritmica afro-brasiliana, lascia definitivamente il mondo della musica “in declino ed oramai priva di espressione” per una scelta difficile e innovativa. Costituisce una scuola collettiva di strumenti a percussione sulla esperienza delle scuole di samba brasiliane che aveva iniziato a visitare o forse meglio a studiare già da tempo. Il Maestro Rossini sulla formazione delle note G.R.E.S. (Gruppo Ricreativo e Scuola di Samba), fa nascere una scuola che mescola le percussioni, la passione per la musica, per il ritmo al “sociale”: la collettività degli studenti e la individualità degli strumenti. Far comprendere che un “passatempo” come la musica, può, deve essere portato innalzato a Cultura. E che l’individualità dei singoli soggetti con ognuno uno specifico strumento si fonde con l’insieme della collettività del gruppo. L’impatto con la situazione dei Conservatori istituzionali era risultato forte e deludente per i molteplici aspetti della mancanza, o meglio, decadenza di Cultura dalla metà degli anni Novanta in poi. La scuola di Stefano invece fornisce strumenti, e vuole far comprendere la cultura brasiliana con dei documenti presi in Brasile, facendo immergere in quello che è la vita brasiliana e il motivo della nascita dei ritmi, proietta anche nelle pause dei corsi, i video, i concerti, cerca e riesce a trasmettere quello che è alla base del ritmo degli strumenti che insegna ad usare. Unire la musica, il ritmo al sociale e scoprire un mondo, il Brasile e la sua cultura attraverso una didattica non solo musicale, ma anche di informazione e di interazione con popolazioni straniere. Questa la Scuola del Maestro Rossini.

“Dove le parole non arrivano… la musica parla.”
Ludwig Van Beethoven

Non serve un libro per raccontare la vita del Maestro Rossini. L’unico modo per scrivere una Sua biografia, sono i suoi album dal primo, “Stefano Rossini Batuque Percussion”, interamente da solo, e gli altri due con collaborazioni esterne. Ora In lavorazione il quarto, in cui sicuramente darà vita ad altre fantastiche e meravigliose opere con arrangiamenti ritmici afrobrasiliani. Oltre agli altri realizzati negli anni con altre collaborazioni. Per il Maestro Rossini il ritmo non è altro che il battito vitale del nostro cuore, che ci tiene in vita.
Insomma, chi è il Maestro Rossini? Un “rivoluzionario” per i puristi accademici? Un Maestro oltre che di musica, percussioni, anche di Vita? Un antropologo culturale musicale? Un uomo che ha esplorato e studiato le radici culturali africane e brasiliane e le possibili nuove interpretazioni? O basta per definirlo “Un Grande Maestro ed Artista”. Difficile da descrivere una “combinação” umana ed artistica che fa vibrare l’anima, e fa battere il cuore al ritmo della Samba per una vita migliore, per una vita insieme, uniti dalla Cultura della Musica. Questo è quello che si respira nello studio del Maestro: storia, cultura, didattica, filosofia, umiltà e generosità.
Grazie Maestro Rossini, grazie per averLa incontrata, per aver conosciuto un Uomo, un Artista, che ha dato alla musica una Cultura della Musica col cuore, donando la Sua passione alle persone, agli addetti del settore, ai musicisti, ai Suoi studenti.
Grazie Maestro.

 

di Pietro Bergamaschini

 

Stefano Rossini
Nato a Roma si è dedicato per molti anni allo studio di tutti gli strumenti a percussione qualificandosi nel settore con molteplici esperienze professionali.
In particolare ha arricchito la sua esperienza e i suoi studi musicali con la conoscenza di numerosi strumenti della cultura afroamericana.
Ha conseguito gli studi musicali presso il Conservatorio “A.Casella” dell’Aquila. – Vanta collaborazioni importanti nel campo della musica Afro-americana, fra cui il percussionista Ray Mantilla, il percussionista Lionel Hampton, il chitarrista brasiliano Toquinho, il percussionista Luis Agudo,il batterista Robertinho Silva, il chitarrista Toninho Horta, il pianista e compositore Joao Donato, il sassofonista Sergio Galvao, il chitarrista e compositore Guinga, la sassofonista brasiliana Daniela Spielmann e il chitarrista Irio De Paula con il quale collabora stabilmente nel suo “Trio Samba Jazz”, esibendosi in manifestazioni e importanti festival jazzistici e con il quale nel 2006 a realizzato il cd “Samba Jazz”. Nel campo della musica leggera ha ottenuto consensi e riconoscimenti, collaborando con i nomi più importanti della musica italiana fra cui: Ornella Vanoni, Gino Paoli, Renato Carosone, Gianni Morandi, Umberto Bindi, Fred Bongusto, Renzo Arbore, Grazia Di Michele, Peppino Di Capri, Nini Rosso…

Biografia dal sito www.stefanorossini.net

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