UNA NUOVA LOGICA DELLA PREVENZIONE
il DPC, affidabilità e terzietà tecnico-operativa

Dopo i disastri di terremoti, frane, esondazioni, crolli e soprattutto dopo le morti, è troppo facile dare la colpa alla mancanza di rispetto delle norme e individuare il male assoluto ricordando le lucrose sanatorie fatte dallo Stato e dai partiti per i vari tipi di abusi. In queste ore è un susseguirsi di dichiarazioni di esperti, di associazioni e di qualche politico. Tutte voci che a posteriori lanciano strali, rimproveri e rammarichi per il “non fatto” nei confronti di chi ha commesso illegalità e di chi non ha saputo e voluto controllare. L’elenco qui è lungo e impegna molto in prima persona la politica e la pubblica amministrazione che da anni mostrano la loro colpevole irresponsabilità e inefficienza. L’aggiornamento del Governo di Giorgia Meloni si è manifestato recentemente con la delega al Ministro Musumeci del Dipartimento di Protezione Civile. Senza la retorica ormai consunta, il nuovo incarico al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, in questo tempo di emergenza climatica, di disastri ambientali e, in ultimo, del movimento franoso di Ischia, avviene in un momento di scelte e di decisioni non rinviabili per l’Italia e la stessa Protezione Civile.
La tragedia di Ischia chiama subito in causa, ovviamente sotto una prospettiva di più ampio respiro, anche Gennaro Sangiuliano, prestigioso ministro della Cultura, oltre all’energico Pichetto Fratin ministro per l’Ambiente che sembrerebbe propenso a far arrestare sindaci corrotti. Di fatto tutto il territorio della nazione, dai musei, all’intero patrimonio storico del costruito, fino alla protezione paesaggistico-ambientale configura la cultura come bene materiale e immateriale da proteggere e trasmettere direttamente nelle mani di questi ministeri. In questo senso crediamo sia onere e responsabilità particolarmente del ministro Sangiuliano anche quello di promuovere iniziative volte alla difesa attiva e passiva dell’enorme ricchezza culturale di cui l’Italia dispone.

Affidabilità e terzietà tecnico-operativa
Anche sotto questo aspetto il Dipartimento di Protezione Civile, proprio a seguito dei provvedimenti che il Governo ha varato con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, deve poter assumere decisioni tutte comunque finalizzate alla ripresa ed al rilancio sistemico del Sud e più in generale alla realtà del territorio italiano. A fronte dei grandi temi del sistema culturale del Paese e visti gli scenari che si presentano, è proprio la Protezione Civile che per effetto della sua grande affidabilità e terzietà tecnico-operativa che la caratterizza rispetto alla politica, viene a trovarsi oggi a fare i conti con la sua storia e soprattutto con il futuro per il suo possibile nuovo grande ruolo tutto da ripensare in termini organizzativi per la difesa e la protezione quale affidabile super visore del patrimonio storico-ambientale e culturale italiano. I finanziamenti previsti dal PNRR destinati alle riforme e agli investimenti di cui l’Italia ha urgente necessità tramite i fondi europei richiedono anche da parte delle strutture dello Stato nuovi adattamenti (forse anche costituzionali) e, in taluni casi, una totale riconfigurazione programmatica ed amministrativa conforme all’impianto sistemico che il Piano tutto richiede.

Protezione ex ante mediante e pianificazione co-partecipata
In questo caso, per il DPC si apre l’opportunità, proprio in quanto Istituto politicamente indipendente dai territori su cui opera attraverso le sue emanazioni (Regioni, Comuni), di rilanciare il suo ruolo ad alta vocazione sistemica e culturale integrata. Insomma una sorta di Centrale di coordinamento, aggiornata ai mutamenti in atto nel mondo (climatici, ambientali, eco sistemici), indirizzata verso un nuovo modo di ripensare anche la “protezione”, mediante una pianificazione co-partecipata, in vista di una funzionalità territoriale nel suo complesso sostenibile, concordata e condivisa laddove necessarie emergono le diverse competenze dei ministeri della Cultura e dell’Ambiente. Azioni che non possono limitarsi come è ora per un futuro effettivamente sostenibile dove l’integrazione e la funzionalità dei servizi strutturali è indispensabile, al già collaudato ma solo intervento dell’assistenza e del soccorso ex post svolto dalla sua creazione con grande merito e incisiva efficacia. Ma aprirsi ove possibile alla salvaguardia ex ante dei beni culturali da problematiche di carattere sismico, idrogeologico o addirittura da incendio. Una vasta gamma di nuove competenze sono attualmente tutte da reinterpretare sulla base di una nuova concezione della prevenzione, della prevedibilità e dell’intervento sulle quali impegnare la presenza scientifica e proattiva del Dipartimento, vero e proprio HUB indispensabile per raccordare trasversalmente le diverse attività dei Ministeri in capo a cui sono incardinate le specifiche competenze.

La migliore protezione è prevenire
Tra le principali macro-missioni emergono oltre alle infrastrutture e ai trasporti, l’ambiente naturale e antropico, la rivoluzione verde e la transizione ecologica e altro ancora. Nei fatti, all’attenzione del ministro Musumeci, Sangiuliano e Pichetto Fratin, si pone il problema del risanamento territoriale e ambientale dove la presenza del Dipartimento può mettere in campo metodologie e azioni per prevenire la insostenibilità, l’inefficienza e il degrado, predisponendo e concordando innovativi piani di azione da concordare con le Regioni per rendere coerenti i nuovi obiettivi con quelli più datati e ancora non aggiornati rispetto ad una nuova e più vasta logica della prevenzione.

Un punto di vista indipendente
Una presenza qualificata quella DPC a fronte della necessità soprattutto della verifica e del controllo nei momenti strategici di definizione delle decisioni riguardanti il territorio nazionale, dai trasporti ai piani territoriali, dalle infrastrutture strategiche, ai nuovi piani regolatori territoriali e comunali: quando troppo spesso questi ultimi sono oggetto di poca attenzione nei confronti del “rischio” e molto più esposti alla pressione e agli interessi della politica. Un ulteriore nuovo e gravoso impegno di scelte e di indirizzo quindi quello del Ministro Musumeci in merito ai provvedimenti del massimo efficientamento del sistema delle reti materiali (PNT) e immateriali in vista dello sviluppo su reali basi di sostenibilità ed efficacia. La pianificazione dello sviluppo territoriale, dei singoli piani urbanistici, dell’apparato logistico e intermodale, del sistema trasportistico, laddove il Dipartimento avrebbe da esprimere un suo più informato e soprattutto indipendente punto di vista, orientando per competenza e capacità decisionale gli orientamenti tecnici più corretti in funzione della prevenzione e dello sviluppo sostenibile. L’orizzonte della ripresa italiana deve passare al più presto anche attraverso questo speciale tipo di “filtro”, trasformando in modo non retorico ciò che si presenta come un problema per l’Italia in una grande opportunità di cambiamento nella certezza della protezione dal rischio in termini di prevenzione, controllo e decisionalità. In meglio, riscoprendo anche qui il Merito.

Immagine dal sito www.cnr.it

 

di Domenico Alessandro De Rossi
Vicepresidente CESP – Membro FIDU Federazione Italiana Diritti Umani

 

Domenico Alessandro De Rossi
Presidente della Commissione FIDU “Diritti della Persona privata della libertà”. Architetto e urbanista. Già professore a contratto di “Pianificazione territoriale” alla facoltà di Ingegneria Università del Salento. Progettista del Piano Carceri nazionale della Libia nel 2004 per la nuova Città Giudiziaria e nuovo centro operativo della Polizia di Stato della Libia.
Progetto del programma strategico per la costruzione di nuovi penitenziari a Tripoli, Bengasi, Sirte, super visione delle Human Rigths Commission N.U. Incarico del Dipartimento della Giustizia e delle attività Penitenziarie e O.D.A.C. Organization for Development of Administrative Centers, (Repubblica della Lybia nel 2003 presidente della Commissione Human Rights delle N.U).
Articoli sull’argomento architettura penitenziaria e diritti umani su quotidiani, conferenze e trasmissioni radiofoniche. Pubblicazioni di contesto penitenziario: “L’universo della detenzione: storia, architettura e norme dei modelli penitenziari”- Mursia Editore 2011 (in collaborazione AA.VV.) – “Non solo carcere” Mursia editore 2016 (in collaborazione AA.VV.). Giurisprudenza Penale (fascicolo 2019 -2 bis) “Architettura penitenziaria. Diritti umani e qualità della salute. Istituto Superiore di Sanità, Rapporti Istisan 19/22 Salute nella polis carceraria: “Ambiente, diritti umani e qualità della salute”.
Studioso di fenomeni sociali legati all’ambiente e ai diritti umani, già consulente DAP per nuovi modelli edilizi di istituti carcerari, ha curato per il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria il settore progettuale in occasione del primo Salone della Giustizia, Rimini 2010.
Tiene lezioni per la Polizia Penitenziaria DAP in coordinamento con altre professionalità della FIDU e CESP. promuove da anni incontri, dibattiti, convegni, articoli ed interviste intorno alla problematica che veda il processo progettuale destinato agli edifici penitenziari ispirato ai principi Costituzionali (art.27) e alle neuroscienze in conformità con le disposizioni CEDU Corte Europea dei Diritti dell’uomo. In collaborazione con altre professionalità ha in corso di studio la pubblicazione di un saggio dedicato al rapporto tra neuro scienze, ambiente e relazioni sistemiche interattive.

Biografia dal sito www.cesp-europa.org