Pratiche commerciali scorrette. L’Agenzia delle Entrate sanziona le famiglie truffate

di | 1 Dic 2022

Pratiche commerciali scorrette. L’Agenzia delle Entrate sanziona le famiglie truffate

Aziende fanno sottoscrivere contratti “All inclusive” con annessa fornitura di energia, ma c’è l’inganno che tutto sia detraibile. Raggirati molti consumatori

È scattato l’allarme per l’invio di migliaia di sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. I destinatari sono degli ignari consumatori, vittime inconsapevoli di pratiche commerciali scorrette che sono stati convinti, in mala fede, a detrarre fiscalmente le quote relative al consumo dell’energia elettrica. Un illecito che nasce dall’attività di alcune società che stanno promettendo ai consumatori di non pagare più le bollette, in tutto o in parte, anche fino a 20 anni, attraverso l’istallazione di un bene rinnovabile, quindi detraibile fiscalmente, e la fornitura contestuale di energia elettrica “gratis”. Una in particolare forniva una scatoletta bianca che collegata a un contatore avrebbe dovuto far arrivare nelle case dei consumatori energia elettrica green e detraibile. Parliamo delle detrazioni Irpef, previste anche dall’ultima legge di Bilancio, applicabili solo e soltanto al costo del bene rinnovabile. Queste possono riguardare per esempio una caldaia, un impianto fotovoltaico o un mini pannello, da mettere fuori sul balcone. «Purtroppo – spiega Paolo Schiona, presidente Atecon Aps-Associazione Tutela Energia e Consumatori – molte società offrono servizi “tutto incluso” dove, in aggiunta all’acquisto del bene che può essere detratto fiscalmente, uniscono e camuffano come finta regalia, la fornitura di energia elettrica oppure di gas. Il prezzo del prodotto viene così maggiorato rispetto al costo reale e l’azienda, sebbene proponga la vendita del bene più l’energia, fattura il tutto come ‘bene rinnovabile’. A questo punto la finanziaria, che non vigila attentamente, emette un bonifico per le detrazioni, che unito alla fattura e alla certificazione Enea, dà la possibilità al cittadino di detrarre tutta la cifra». Il consumatore, però, portando in detrazione il costo del bene rinnovabile, commette una violazione fiscale sanzionata dall’Agenzia delle Entrate con una ammenda fino a circa 1.000 euro, per ogni anno detratto. «La situazione – prosegue Schiona – riguarda sempre più famiglie italiane e noi, come associazione, stiamo portando avanti una battaglia per far riconoscere l’illegittimità di queste pratiche commerciali e tutelare i consumatori. La gestione delle utenze energetiche in questo periodo, vista la complessità della materia normativa, può rendere necessario un supporto utile a identificare eventuali anomalie e/o imprecisioni per richiedere, qualora si rendesse necessario, il maltolto. Questo perché il mercato delle offerte a volte è gestito da società poco trasparenti e con contratti a volte non ottemperati così come sottoscritti. Quindi, per evitare che il problema si presenti è necessaria una tutela preventiva, non quando il problema si è palesato. Nel nostro caso forniamo ai cittadini l’analisi della documentazione relativa al contratto di acquisto del bene rinnovabile, verificando se è congrua o meno con le detrazioni previste. In caso di problemi, la persona ha così la possibilità di muoversi anticipatamente rispetto all’Agenzia delle Entrate, facendo vedere la propria buona fede». Portare in detrazione quote non spettanti o comunque in violazione della normativa fiscale, può avere risvolti civili, tributari e anche penali. Un primo controllo dovrebbe partire proprio dalle società finanziarie, in quanto enti deputati a vigilare su quanto finanziano, fornendo così una prima forma di tutela al consumatore stesso. Purtroppo i danni generati dalle violazioni fiscali colpiscono sostanzialmente ogni cittadino che paga le tasse. Proprio perché quei soldi finiscono nelle casse di quelle aziende che operano in maniera scorretta, diventando presenti in maniera sempre più massiccia nel mercato. «È nostro obiettivo riportare l’attenzione su un problema che riguarda davvero tante famiglie italiane, accusate ingiustamente di aver commesso un reato di natura fiscale ai danni dello Stato – conclude Schiona – nel nostro caso, tutelare preventivamente i consumatori, significa anche fornire loro le informazioni utili per capire se la proposta commerciale che ricevono è una proposta concreta oppure una scorretta e vessatoria. Ma è bene sottolineare che, come associazione, non vogliamo assolutamente contrastare il mercato dell’energia rinnovabile. Anzi, vogliamo tutelare tutto il comparto del consumo, aiutando sia i consumatori e sia quei professionisti che operano nel mercato in modo onesto ma devono fare i conti con l’attuale crisi economica e con competitor sleali. Già è faticoso lavorare diligentemente, immaginiamoci doverlo fare contrastando società che in maniera scorretta, rubano clienti».

dal sito www.avvenire.it