VIVA L’ITALIA, VIVA IL PRESIDENTE MATTARELLA

Fortunatamente posso riprendere il mio contributo dopo avere goduto del potente spettacolo culturale e civile dell’inaugurazione della Scala, con un Boris Godunov potente e ammonitore, splendido anche per suggestioni contemporanee sulle tentazioni del potere e le sue tragiche degenerazioni e costi terribili per l’intero popolo.
Singolarmente ed in modo significativo si potrebbe parlare di un magnifico dono musicale ma non solo per coincidenza temporale ma anche per un riflesso civile più ampio, da straordinaria opera russa è venuta a coincidere con l’inizio di un grande travaglio per l’atto più importante del governo Meloni da approvare entro dicembre con la manovra di bilancio.
Le discussioni, i confronti, l’emergere di riserve e critiche tra le stesse forze di maggioranza, il confronto con forze sociali, sindacati, Confindustria, associazioni e categorie, sono stati generosi ma con risultati abbastanza critici e problemi irrisolti o rinviati. Con il rischio che sarebbe molto grave anche nei confronti dell’Europa e per il successo dei relativi finanziamenti in gioco.
Ho trovato soprattutto rischioso l’attacco di settori non secondari della maggioranza con pesanti rilievi espressi dalla maggioranza nei confronti di Banca Italia, nemmeno si trattasse di una forza politica alle prese con il quotidiano dibattito e l’assunzione di prese di posizione in vista del dibattito parlamentare o nella dialettica politica del giorno per giorno. Una grave caduta non solo di stile ma pericolosa per la qualità e la risposta da assicurare difronte ad una situazione tanto seria e difficile.
Si tratterebbe anche sul piano del metodo e della cultura politica dell’espressione impropria di orientamenti e scelte del governo destinate a gravare problemi e difficoltà non solo al presidente del Consiglio ed ai suoi ripetuti tentativi di moderare e riequilibrare errori che danneggiano non solo le difficoltà non piccole del governo ma quella dell’Italia intera con la conseguenza di accrescere le nostre difficoltà politiche ed economico- sociali con inevitabili conseguenze dell’Europa.
In un contesto già doloroso e precario a causa della guerra in Ucraina e le pesanti conseguenze anche sul piano economico e sociale interno per la crisi energetica che aggrava enormemente la condizione di famiglie, pensionati e poveri nonché il mondo delle imprese, gravate dai costi crescenti in ogni campo per il galoppo dell’inflazione e la perdita del poter di acquisto per gli stipendi dei lavoratori, specie quelli con stipendi più modeste in gravi difficoltà a coprire la fine del mese.
Una prova molto ardua, dunque, per la presidente Meloni che si muove comunque tutto sommato con abilità e l’equilibrio possibile, specie a causa di frequenti differenziazioni tra i settori della sua stessa maggioranza che appare non di rado impegnata a sventolare bandierine propagandistiche della propria parte, invece che più costruttive proposte utili al cammino dell’intero governo.
Resta comunque fondamentale il ruolo di garanzia costituzionale, non solo per la politica ma per tutti i cittadini e l’intero paese, del presidente Mattarella e della sua proiezione europea e internazionale.

Immagine dal sito www.giornaledibrescia.it

di Nuccio Fava

 

Nuccio Fava
*Nuccio Fava, presidente dell’Associazione Giornalisti Europei, è stato direttore del Tg1 e del Tg3 e delle Tribune politiche Rai

Immagine dal sito www.eccellenzecalabresi.it