Bizantini, Luoghi, Simboli e Comunità di un Impero Millenario

Bizantini, Luoghi, Simboli e Comunità di un Impero Millenario

“Esiste una Campania archeologica dopo la caduta di Roma e raccontare in una grande mostra i mille anni di questo impero è per il MANN una nuova tappa del percorso, partito dai Longobardi, verso una più completa identità del nostro stesso museo. Napoli bizantina è un tema cruciale e per molti sarà una sorpresa, alla scoperta di un intreccio di destini tra la città e l’impero lungo sei secoli, dopo la sottomissione a Roma, il tratto più lungo della sua storia. E anche quando il dominio bizantino di Napoli evaporò, questo legame con l’Impero non fu mai rinnegato e si trasformò in volano per tenere vivi i contatti con il Mediterraneo, la tensione verso altri mondi. Il MANN è quindi il luogo ideale in Italia per raccontare questa storia”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

La mostra sui Bizantini, curata da Federico Marazzi (Università deli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli), sviluppa in quindici sezioni le fasi storiche successive all’impero Romano d’Occidente, dedicando un focus a Napoli (città “bizantina” per circa sei secoli, dopo la conquista da parte di Belisario e le sue armate nel 536 d.C.) e approfondendo i legami fra Grecia e Italia meridionale.

Il progetto scientifico dell’esposizione è stato sviluppato da un team di studiosi italiani della civiltà bizantina, guidato dallo stesso Federico Marazzi e composto da Lucia Arcifa, Ermanno Arslan, Isabella Baldini, Salvatore Cosentino, Edoardo Crisci, Alessandra Guiglia, Marilena Maniaci, Rossana Martorelli, Andrea Paribeni ed Enrico Zanini.

Diversi i temi affrontati – la struttura del potere e dello Stato; l’insediamento urbano e rurale; gli scambi culturali; la religiosità;le arti e le espressioni della cultura scritta sia letteraria che amministrativa – oltre quattrocento le opere esposte, provenienti dalle collezioni del MANN e da prestiti concessi da 57 dei principali musei e istituzioni che custodiscono in Italia e in Grecia materiali bizantini (33 istituti italiani, 22 musei greci isole incluse, Musei Vaticani e Fabbrica di San Pietro). Grazie alla prestigiosa collaborazione con il Ministero Ellenico della Cultura, molti dei materiali esposti sono visibili per la prima volta: diversi manufatti sono stati rinvenuti, infatti, nel corso degli scavi per la realizzazione della metropolitana di Salonicco. Altri reperti, concessi in prestito dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli, sono stati ritrovati negli scavi della linea 1 della metropolitana.

Gli oggetti in allestimento si distinguono per la varietà di materia e funzione: sculture, mosaici, affreschi, instrumentum domesticum, sigilli, monete, ceramiche, smalti, suppellettili d’argento, oreficerie ed elementi architettonici danno conto di una complessa realtà, connotata da eccellenze manifatturiere e artistiche. Grazie ai simboli dell’Impero d’Oriente, la creatività del mondo antico “transita”, così, verso il Medioevo, con un linguaggio rinnovato dalla fede cristiana e arricchito da innesti culturali iranici e arabi. L’esposizione è accompagnata da un ricco apparato editoriale: catalogo scientifico (in uscita a gennaio 2023), guida breve, pubblicazione degli itinerari bizantini della Campania e guida dedicata ai bambini.

Dopo circa quarant’anni dall’ultima esposizione in Italia, una La mostra racconta il mondo affascinante e complesso dell’Impero Bizantino: quell’Impero Romano d’Oriente (Romèi erano chiamati e si autodefinivano i suoi abitanti), sopravvissuto per quasi dieci secoli alla caduta della pars Occidentis, quando il barbaro Odoacre nel 476 riuscì a deporre l’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo. Fu allora che Costantinopoli, la città sul Bosforo, l’antica Byzantion rifondata nel 330 dall’Imperatore Costantino come “Nuova Roma”, divenne il centro e il cuore politico, istituzionale e culturale dell’Impero Romano. Un Impero che, di fatto, continuò a vivere fino al 1453 (anno della caduta della capitale in mano ai Turchi di Maometto II), assumendo nel tempo connotati diversi: la lingua greca, ad esempio, era usata per gli atti ufficiali e il Cristianesimo era stato assunto come religione di stato, fondante l’identità dell’Impero.

Nell’atrio del MANN, su un grande capitello in marmo proconnesio del VII secolo d.C., proveniente da Costantinopoli, campeggiano la croce e il chrismón (il monogramma composto dalle lettere greche X-chi e P-rho) del nome di Cristo: l’arte e la bellezza sono i principali veicoli per celebrare il trionfo della cristianità.

Accanto a questo manufatto alcuni oggetti simbolici introducono al percorso espositivo che si sviluppa nel Salone della Meridiana, dove il visitatore è accolto da opere iconiche che rappresentano un mondo in profonda trasformazione. Le classi aristocratiche, infatti, sono portavoce di un nuovo sentimento cristiano: l’imperatore non sarà più considerato un dio in terra, ma il rappresentante in terra dell’unico Dio e Costantinopoli diverrà la porta di accesso a un nuovo mondo.

L’esposizione racconta le caratteristiche della società bizantina servendosi di elementi diversi che concorrono alla realizzazione dell’esperienza di visita: i reperti, ottenuti in prestito da tante prestigiose istituzioni; i contenuti multimediali, la grafica di sala, mappe, linee del tempo, gigantografie e riproduzioni in dettaglio di siti di culto ortodosso, interni di chiese e monasteri, magnifici mosaici delle chiese ravennati e opere iconiche inamovibili.

Informazioni Evento:
Napoli, Museo Archeologico Nazionale di Napoli
dal 21 Dicembre 2022 al 13 Febbraio 2023

 

dal sito www.mann-napoli.it