Quali sono i paesi europei più poliglotti?

di | 1 Mar 2023

Quali sono i paesi europei più poliglotti?

Il 21 febbraio si festeggia la Giornata internazionale della lingua madre delle Nazioni Unite, omaggio alla diversità culturale e al multilinguismo. Ma quali sono i paesi europei più poliglotti?

Nel complesso, gli europei sono piuttosto bravi nelle lingue: circa il 65% della popolazione del continente parla almeno una lingua diversa dalla propria lingua madre. A titolo di confronto, solo il 20% circa degli adulti negli Stati Uniti è in grado di farlo.

Ma non tutti sono ugualmente dotati, ci sono discrepanze notevoli da paese a paese. I paesi nordici eccellono nel bilinguismo, mentre l’Europa meridionale fatica un po’ di più. Forse non sorprende che i paesi in cui l’inglese è la lingua madre non sembrino interessati all’apprendimento di una lingua straniera: il Regno Unito è in fondo alla classifica, con il 34%. Solo il 50% degli irlandesi, inoltre, parla un’altra lingua.

Come si diventa bilingui o poliglotti?
Essere fluenti in diverse lingue è un’abilità spesso elogiata nel mondo professionale (lo è sicuramente nella Torre di Babele di Euronews!). È inoltre un ottimo modo per conoscere culture diverse ed essere in grado di comunicare con persone provenienti da tutto il mondo.

Sono due le strade per diventare bilingui: o si nasce in una famiglia bilingue o si impara una seconda lingua a scuola, o anche più tardi nella vita, ad esempio viaggiando.

Ciò su cui gli specialisti sono concordi è che prima si impara una seconda lingua e più facile è padroneggiarla. Esistono due tecniche principali consigliate dagli esperti di sviluppo linguistico per i genitori.

La prima prevede di insegnare la lingua “secondaria” a casa. Per esempio, due genitori tedeschi che allevano i loro figli in Svezia, a casa parleranno in tedesco, e i figli assorbiranno e diventeranno fluenti nello svedese fuori casa.

L’altra tecnica comune è chiamata “una persona una lingua”. Prendendo in considerazione una madre polacca e un padre slovacco che crescono un bambino in Ungheria, la madre parlerà solo polacco al bambino e il padre solo slovacco. Il più delle volte in tali situazioni i genitori useranno un’altra lingua ancora per rivolgersi l’un l’altro, o la lingua del paese in cui vivono, oppure l’inglese (o una delle loro lingue madri).

“I bambini bilingui hanno un ritardo nel parlare”. Ebbene, questo assioma è parzialmente vero. I bambini che imparano due lingue (o più) dalla nascita acquisiscono la stessa quantità di vocabolario totale dei loro coetanei monolingue alla stessa età, ma il numero di parole che conoscono è da dividere per due lingue.

Quando ne parlano solo una, quindi, può sembrare che manchi quella che è considerata la normale quantità di vocabolario per quell’età specifica, ma questo sarebbe il caso se conoscessero una sola lingua. Una disparità che svanisce rapidamente, man mano che il bambino continua a crescere.

dal sito it.euronews.com