L’India ha sorpassato la Cina: è il Paese con più abitanti al mondo. Il confronto

di | 1 Mag 2023

Popolazione da record che può significare crescita economica e di consumi oltre a un maggior ruolo internazionale. Tra i rischi da evitare ci sono maggior povertà e disoccupazione. Ed è un sorpasso che rappresenta sfide problematiche per Pechino e promettenti possibilità per Delhi

L’India ha sorpassato la Cina. Adesso è il Paese con più abitanti al mondo. Con una popolazione da record che può significare crescita economica e di consumi oltre a un maggior ruolo internazionale. Tra i rischi da evitare ci sono maggior povertà e disoccupazione

Un sorpasso che rappresenta sfide problematiche per Pechino e promettenti possibilità per Delhi. Nel 1980 Deng Xiaoping varò severe sanzioni per contenere il nucleo familiare cinese a un unico figlio. Obbligo che funzionò anche troppo bene. Nel 2015, Xi Jinping aumentò allora a due, poi a tre i figli concessi, per infine togliere le sanzioni, rendendo più ostico il divorzio

L’inarrestabile decrescita demografica, secondo il World Economic Forum, porterà alla perdita di 700 milioni di lavoratori (il 23%) entro il 2050. Così sarà davvero difficile raggiungere gli obiettivi economici, zavorrati dagli attuali 203 milioni di ultra-65enni cinesi, il 14,3 % della popolazione. L’India ne ha la metà, 103 milioni, il 6,8

Secondo le stime, nel 2100 (quando gli indiani potrebbero essere il doppio dei cinesi) le pensioni in Cina costeranno il 20% del Pil, in India solo il 4%. Meno giovani e più anziani significa più spese ospedaliere e pensionistiche. E una forza lavoro in decrescita innesca anche l’aumento del costo del lavoro

La crescita economica in Cina è al 4 %, mentre l’India ha più volte superato il 6 %, scalzando il Regno Unito come quinto Pil mondiale, alla rincorsa di Germania e Giappone. Per la Banca di Stato indiana, tra sei anni l’India sarà la terza potenza economica mondiale

Naturalmente, per centrare questo obiettivo dovrà creare più posti di lavoro, anche facendo lavorare di più madri e figlie tenute a casa da una cultura maschilista. E soprattutto dovrà invertire una stagnazione occupazionale che dura da 10 anni. Nel 2017, c’erano 413 milioni di occupati, nel 2019 erano calati a 406 milioni, nel 2022 erano scesi a 402 milioni

Il mercato del lavoro è fermo, gli investimenti deboli non solo per il rallentamento pandemico, ma anche per i danni della demonetizzazione del 2016 e un clima imprenditoriale complicato da politiche protezionistiche non abbastanza fluide per gli investimenti esteri

Per vincere questa sfida l’India potrebbe investire ancora di più nelle infrastrutture, rinnovare regole imprenditoriali soffocate dalla burocrazia e rielaborare un piano nazionale per dare ossigeno a uno sviluppo industriale che punti di più sulle esportazioni. Insomma, una crescita in divenire che il governo indiano non può lasciarsi sfuggire

dal sito www.tg24.sky.it