In memoria di Mirella Giai

di | 4 Mag 2023

Ricordare la figura di Mirella Giai a breve distanza dalla sua morte spinge gli appassionati militanti italiani, impegnati nei vari ambiti socio-politici, a volgere lo sguardo a ritroso sui numerosi fotogrammi che l’hanno vista protagonista indiscussa lungo un secolo della storia recente, contraddistinta dalle tante lotte per l’emancipazione umana e civile a sostegno degli italiani all’estero. Mirella Giai ha trascorso una vita sul campo di battaglia: dalla Pampas alla Terra del fuoco e nell’intero continente latino americano in difesa dei diritti dei nostri connazionali, degli indifesi, degli ultimi e soprattutto delle donne, che in Argentina, durante la dittatura, hanno rappresentato un baluardo insormontabile tenendo testa ai militari e agli squadroni della morte.

Negli anni bui della dittatura militare argentina Mirella è stata in prima linea assieme a numerose donne a difesa dei diritti umani. Insieme al sindacalista e presidente della Filef, Filippo Di Benedetto, e al vice console d’Italia di Buenos Aires, Enrico Calamai, si prodigò ad assistere e a far espatriare migliaia di italoargentini perseguitati dalla dittatura militare, il cui destino diversamente avrebbe incrociato tragicamente quello di milioni di desaparecidos.

Emigrata in Argentina dal Piemonte all’età di 22 anni assieme al padre, il comandante partigiano Federico Giai, si prodigò nella costruzione della rete associativa e sindacale italoargentina impegnandosi anche nella rappresentanza del Com.It.Es. di Rosario. La sua voce si è distinta, a ragione, nel Senato della Repubblica italiana dove è stata eletta nella lista del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero nel periodo dal 2008 al 2013 in rappresentanza della circoscrizione dell’America latina.

Quella di Mirella Giai è stata una vita trascorsa in prima linea in difesa e per l’affermazione dei diritti degli italoargentini, vissuta sempre da attenta osservatrice delle vicende politiche e sociali italiane e argentine. E’ stata leader carismatica e appassionata, una guida e un esempio per la nostra gente non solo in Argentina, i cui tratti continueranno ad ispirare e ad essere presenti nelle future generazioni tanto profondi quanto sentiti sono gli insegnamenti che ci lascia in eredità.

 

di Michele Schiavone