Smart working per i lavoratori fragili della PA, proroga fino a fine 2023

di | 1 Ott 2023

La misura, chiesta dai sindacati e proposta dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, equipara il settore pubblico al privato

Il governo prorogar per altri tre mesi, fino a fine 2023, lo smartworking per i lavoratori fragili della Pubblica amministrazione in scadenza il 30 settembre: la misura è contenuta in nel decreto legge con disposizioni urgenti in materia di proroga di termini normativi e versamenti fiscali all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di mercoledì 27 settembre. La misura, chiesta dai sindacati e proposta dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo (video) , equipara il settore pubblico al privato, in cui è consentito il lavoro agile per i fragili fino al 31 dicembre.

Zangrillo: al lavoro per smart working per dipendenti fragili
La conferma arriva dagli esponenti del Governo. La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, ha affermato: «Stiamo ragionando – ha detto. su una eventuale proroga, perché la norma è a fini emergenziali e si basa sui dati epidemiologici che in questo momento ci dicono che la situazione è differente rispetto a quando lo smart working nel 2020 è stato introdotto come strumento di contrasto ad una situazione emergenziale. Però stiamo facendo delle valutazioni sui fragili e questo sarà oggetto di scelte nei prossimi giorni».

«Stiamo cercando di trovare una soluzione a tutela dei dipendenti fragili della Pubblica amministrazione, salvaguardando la salute di persone con patologie plurime o sottoposte a terapie salvavita ed evitando discriminazioni con le lavoratrici e i lavoratori del settore privato» ha confermato in una nota il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. «Non ho mai avuto preclusioni ideologiche nei confronti dello smart working, che durante la pandemia ha garantito la continuità di moltissimi servizi e che ancora oggi rappresenta una opportunità – sottolinea Zangrillo -. Molte aziende stanno continuando a utilizzarlo, non vedo quindi perché la stessa cosa non possa e non debba valere per la Pubblica amministrazione, tanto più nei confronti di chi è esposto a gravi rischi non dovuti soltanto al Covid-19 ».

dal sito www.ilsole24ore.com