CATTOLICI SPERSI NEI DUBBI

di | 1 Dic 2023

Lo smarrimento del mondo cattolico è in atto, più forte che mai. Le guerre, le crisi energetiche, la devastazione dell’ambiente, la tutela dell’uomo, come persona, richiedono dalla Chiesa di Roma risposte più mature ed esplicite, ma non ci sono. Esplodono invece ambiguità e approssimazioni roboanti elaborati con assoluta insensibilità verso i Credenti da farisei in tonaca all’inseguimento del carrierismo. Da questi ci arrivano compiacimento e autoreferenzialità per piacere alle massime gerarchie vaticane.
Ormai assistiamo con indifferenza ad un’eclisse cattolica nella società e nella politica e la condizione presente in questa fase storica dell’attuale Pontificato.
Si ha come l’impressione, diciamo così…, che dalla “bocca solenne” escano frasi rivoluzionarie al dunque puntualmente smentite e ritoccate.
Questo approcciarsi fa male al Popolo cattolico che non prende giustamente sul serio l’esercizio tautologico che proviene sia dal Loggiato di S. Pietro, da Santa Marta o da dove provenga. Del resto sono molte le voci di dissenso che si levano nel contraddittorio tra gerarchia e dottrina.
Cardinali e Vescovi accusati e puniti in pubblico poi, al primo stormir di foglie nei corridoi sacri, eccoli più in forma che mai! Siano Italiani, Tedeschi, Australiani o Statunitensi, Costoro contestano con cognizione e capacità economiche espresse dalle rispettive Conferenze Episcopali. Condivido quanto detto dal monaco teologo Enzo Bianchi: “C'è uno iato tra il pontefice profetico e il suo popolo. Non credo che si vada verso uno scisma, ma temo che la Chiesa stia scivolando verso un pericoloso smarrimento» E inoltre: «Con il Concilio Vaticano II si è arrivati ad una riforma della Chiesa per portare il Vangelo nel mondo, poi però ci si è ripiegati molto sulle stesse attività della Chiesa, che si è posta sempre come domina della storia, ha creduto che tutto
dipendesse da lei stessa, dimenticando la scelta di spoliazione che persino Cristo ha compiuto dal suo status di figlio di Dio. Ecco, piuttosto di avere la pretesa di dover e poter dire tutto su tutti e tutto, di essere maestra e guidare gli uomini, la Chiesa dovrebbe tornare a spogliarsi e a camminare accanto agli uomini, con compassione e umiltà, per offrire a tutti la grande speranza della resurrezione».
A queste parole si affiancano quelle forti della storica Lucetta Scaraffia: “Papa Francesco è una catastrofe per la Chiesa in Europa e nel mondo”.
La storica critica il Pontefice per la “autoreferenzialità”, per la “ambiguità” davanti alle guerre e all’antisemitismo, per l’ “odio anti-occidentale”, per i silenzi sulle donne iraniane, sugli armeni, sugli abusi dei preti, per i fallimenti della diplomazia vaticana: “La Chiesa non conta più niente, il Papa è come un influencer”.
In sintesi, come ha affermato il Cardinale conservatore americano Burke: “l’errore e il caos sono entrati nella Chiesa”.
Ed io aggiungo: da mò… Sottrarsi ad un commento senza giudizio è Impossibile, proprio per avere una fede e una coscienza: ma noi cattolici dovremmo avere un riferimento spirituale in considerazione che quelli politici non ci sono, almeno in Italia (fa eccezione Sergio Mattarella)?
La causa dell’irrilevanza politica dei cattolici, non è recente e risale almeno agli ultimi 50anni. Con la tragica fine di Aldo Moro e la scomparsa di Paolo VI, la “perdita morale”era in essere.
Il principio moroteo della solidarietà nazionale e di una ritrovata compattezza della componente cattolica per confrontarsi nelle emergenza con socialisti e comunisti di allora, non è stato mai accettato dalle super potenze mondiali (Usa soprattutto) per pregiudizio e paura di Unione sovietica e Cina. Andava bene una Democrazia cristiana di stampo conservatore.
Con rispetto, i leader Dc che si sono succeduti fino all’era Berlusconi, non erano certo all’altezza di quella idea di rigenerazione interpretata da Moro sull’archetipo cattolico-democratico del pensiero del filosofo Jean Maritain così amato da Paolo VI, anzi… centellinate spartizioni di potere.
Poi tutto il quadro politico si è velocemente imputridito sotto la morsa della questione morale e di Mani Pulite e la perdita di gravità dei Papi e dei Segretari di Stato vaticani ad oggi.
Il trattamento riservato al Cardinale Zuppi, inviato dal Papa a trovare una “soluzione diplomatica “della Chiesa per la pace per le guerre in corso, è stato un cocente e deludente tracollo di quella che è stata la grande politica estera vaticana.
Superare l’incultura in auge, sia storica che religiosa, è un traguardo difficile ma non più rinviabile.
Ritrovare la passione per la carità come servizio al prossimo senza nascondersi dietro slogan e/o del “meme“: ecosostenibilità, sussidiarietà ed altre gassate complesse, ritroviamo il gusto per parole semplici e in quanto tali convincenti.
Da piazza san Pietro aspettiamo l’ispirazione originaria di fonte evangelica che non ha scadenze.
Tutti questi religiosi impomatati, parlacciuti e col telefonino in esercizio permanente, tornassero a lavorare con il prossimo bisognoso con e tra la gente, dando l’esempio a molti politici da Instagram.
Lo smarrimento cattolico se così vogliamo chiamarlo, è ancora la condizione prevalente.

L’Immagine è un’opera di Guido Reni, “Pentimento di San Pietro”

 

di Luciano Tommaso Gerace