CORRUPTION PERCEPTIONS INDEX 2023: ITALIA STABILE E LONTANA DAI PRINCIPALI PAESI UE

di | 1 Mar 2024

Secondo l’Indice di Transparency International l’80% della popolazione mondiale vive in nazioni con punteggi inferiori alla media. Per il sesto anno consecutivo la Danimarca è in testa alla classifica, ultima la Somalia.

Pubblicato da Transparency International il “Corruption Perceptions Index” 2023. L’Italia si è posizionata al 42esimo posto su 180 Paesi (l’anno scorso era 41esima), confermando il punteggio di 56. Per il nostro Paese + 14 punti dal 2012 ma il confronto in Ue è impietoso, con l’Italia 17esima su 27 Paesi. L’Indice classifica i Paesi in base ai livelli percepiti di corruzione nel settore pubblico. Si basa su un set di 13 dati indipendenti e utilizza una scala da zero a cento, dove zero significa altamente corrotto e cento significa basso livello di corruzione.

L’edizione 2023 evidenzia che solo 28 dei 180 Paesi analizzati hanno migliorato i propri livelli di corruzione negli ultimi dodici anni, mentre 34 Paesi hanno registrato un peggioramento significativo. La maggior parte degli Stati non riesce a fermare la corruzione: più dell’80% della popolazione mondiale vive in Paesi con punteggi inferiori alla media globale di 43 punti. I Paesi democratici, continua il Rapporto, registrano punteggi migliori (73 punti di media) rispetto ai Paesi in cui vige un regime autoritario (32 punti di media). Per il sesto anno consecutivo, la Danimarca è in testa alla classifica, con un punteggio di 90 punti. Finlandia e Nuova Zelanda seguono da vicino con punteggi di 87 e 85 punti. Di contro, i Paesi in conflitto o con libertà molto limitate e istituzioni deboli registrano i punteggi peggiori. Quest’anno, Somalia (11), Venezuela (13), Siria (13) e Sud Sudan (13) sono in fondo alla classifica. Tra i 34 Paesi che hanno registrato un calo significativo dal 2012 ci sono democrazie importanti come la Svezia (82) e il Regno Unito (71). Mentre tra i 28 Paesi che registrano miglioramenti troviamo territori molto diversi in termini di democrazia e reddito, come le Seychelles (71), la Guyana (40) e l’Ucraina (36). Dal 2016, evidenzia il Rapporto, l’aumento dell’autoritarismo e l’indebolimento dei meccanismi di check and balance hanno causato un declino globale della giustizia e dello Stato di diritto.

I limitati progressi contro la corruzione in tutto il mondo non sorprendono affatto, sottolinea il Rapporto, considerando le debolezze croniche dei sistemi giudiziari. La continua carenza di risorse, unita agli insufficienti livelli di indipendenza dai governi, fanno sì che la corruzione rimanga spesso impunita. E l’impunità incentiva a sua volta ulteriori illeciti. La lotta per la giustizia e la lotta alla corruzione vanno di pari passo: dove il sistema giudiziario non è in grado di sostenere lo Stato di diritto, la corruzione prospera.

Per contrastare la corruzione, promuovere la giustizia e rafforzare lo Stato di diritto, Transparency International suggerisce ai governi sei azioni da intraprendere:

  • Rafforzare l’indipendenza del sistema giudiziario. Proteggere il sistema giudiziario dalle interferenze è fondamentale per il suo funzionamento. Occorre promuovere nomine basandosi sul merito e garantire che il sistema disponga di personale e risorse adeguate.
  • Rendere la giustizia più trasparente. Garantire l’accesso pubblico alle sentenze, alle transazioni extragiudiziali e alle procedure legali contribuisce a scoraggiare la corruzione.
  • Introdurre meccanismi di integrità e monitoraggio. Occorre garantire che i membri del sistema giudiziario non abusino delle tutele speciali per svolgere le loro funzioni.
  • Promuovere la cooperazione all’interno del sistema giudiziario. I sistemi giudiziari sono complessi, ma è essenziale garantire che le diverse componenti possano collaborare efficacemente.
  • Migliorare l’accesso alla giustizia. Proteggere il diritto delle persone ad accedere alla giustizia è un primo passo contro l’impunità e la corruzione.
  • Ampliare la responsabilità nei casi più grandi di corruzione. Laddove questi casi vengano riscontrati in Paesi con sistemi giudiziari che “non vogliono o non possono” agire contro i delinquenti, le istituzioni giudiziarie in giurisdizioni straniere con uno Stato di diritto più forte possono svolgere un ruolo cruciale nel contrastare l’impunità gestendo i procedimenti di grande corruzione.

 

 

Fonte e immagini: https://asvis.it/