FABULA PRAETEXTA*

di | 1 Mar 2024

I  5.379 elettori del Destracentro  in Sardegna che fanno vincere Alessandra Todde del Sinistracentro  avranno pure qualche ragione. Alessandra Todde  supera Paolo Truzzu  per 0,4 punti di differenza  2.615 voti circa. Situazione capovolta  per Il voto di lista  che  vede il Destracentro con  6 punti percentuali più  del Sinistracentro : 48,8 contro 42,6% .

Non sono dati sconvolgenti , mettono però in rilievo le crepe del Destracentro.

Perdonatemi Lettori  ,scrivo di  Destra e  Sinistra prima  di Centro perché si fa fatica ad avvistare il Centro  tanto  quanto  la presenza attiva  dei Cattolici impegnati in politica , i Cattolici veri con una loro storia . Il Presidente del Consiglio ha decisamente trascurato di approfondire  la composizione dell’elettorato ed ha promosso, imponendola ,una soluzione raffazzonata scegliendo come candidato il Sindaco di Cagliari, non proprio amato dai suoi Concittadini , allontanando il consenso della Lega che si era vista mandare a casa il candidato . Del resto  il Premier non è nuova a queste cadute da cavallo.

Ricordiamo il tonfo elettorale di Michetti su Gualtieri con la ovvia vittoria di quest’ultimo. Le impuntature in politica non premiano, una lunga casistica ne dimostra interamente accadimenti e trasformazioni. I continui pellegrinaggi all’Estero, oggi più che mai con la Presidenza italiana del G7 ,non conferiscono alla Premier quell’allure da statista , come narrata da molti suoi accoliti, ma la tengono lontana dai Territori con tutte le problematiche che possono scaturire. Non mi soffermerò sulla Sardegna, terra che amo particolarmente, mi permetto di ricordare che a breve andranno alle urne Abruzzo, Basilicata ,Umbria e Piemonte , con le Elezioni Europee alle porte , ma  queste saranno un capitolo a parte . Le espiazioni e le buone intenzioni maturate nella Quaresima porteranno il Capo del Governo a far tesoro dell’accaduto sardo per “stare con il piedi nei Territori e con gli orecchi adagiati sul terreno per percepire mosse e contromosse” per non perdere il primato del suo partito che ha fatto lievitare da piccolo a grande . Decida lei, è la Giorgia Meloni di Governo o di Opposizione?

Non solo per la politica ma anche per la società tutta, specie in fasi storiche di grande travaglio, come quelle che viviamo fin troppo esasperate e contrapposte.

In Italia poi si registra un eccesso di bagarre e discussioni senza sbocco. Si giunge perfino a sostenere due verità contrapposte con la scelta dell’una o dell’altra rappresentata come la più utile per il partito nel suo complesso.

Al tempo stesso ciascuno ritiene convincente la propria e in grado di consentire il migliore risultato nei confronti dell’elettorato di riferimento. Tutte le discussioni finiscono nell’esaurirsi nella scelta ritenuta, realmente o come presunzione, la più idonea a raggiungere il risultato migliore. Prendiamo l’idea stravagante del “premierato”, utilizzata nella Proposta di Legge Calderoli sull’Autonomia differenziata delle Regioni. Tale proposta, in fase avanzata di iter parlamentare ,va ulteriormente ad aggravare la già grave Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 .

Questa “ideuzza” rappresenta maldestramente una sorta di scambio tra Fratelli d’Italia e Lega al fine di far eleggere una specie di capo assoluto dal Popolo per realizzare un presunto Stato federale, portando a scelte  dove prevarranno interessi economici consolidati  e provocando  probabilmente una divisione ennesima  del Paese , insidiando i poteri del Capo dello Stato.

Certo i tempi si stringono per tutti e anche un po’ buffa questa discussione sul faccia a faccia fra la leader dei Fratelli d’Italia e della Segretaria del PD. Purtroppo per quanto siano brevi i tempi per la formazione delle liste, non sono lunghissimi. Quindi bisognerà rispettarli per non rischiare di avere amare sorprese , per tutti .

In Italia ci siamo troppo eccitati per governi del capo, sempre con frutti non entusiasmanti sia durante i 20 anni di primato berlusconiano, sia della  presunzione esorbitante di Renzi, fagocitatore prima di Monti e poi di  Letta. Nonché grande illusionista e promotore di quel Referendum costituzionale che gli è costato la più grande e clamorosa sconfitta della sua tutto sommato breve esperienza dei 1000 giorni.

Con disinvoltura ed interessi contrastanti si è però giunti, ciascuno col proprio stato di necessità, specie dopo le bocciature della Corte Costituzionale di porcellum e mattarellum, alla furba trovata di ingannare l’opinione pubblica con il riferimento al modello francese prima e tedesco poi. In effetti la fantasia nostrana rischia sempre di cadere anche in politica nel gioco delle tre carte e insieme allo sbarramento del 5% per abbattere i cosiddetti partitini che alla fine però hanno tutti accettato.

La tentazione della conquista sicura del potere fondata sostanzialmente su liste bloccate, la negazione del voto disgiunto e la sottovalutazione completa della sfiducia costruttiva. Il modello tedesco risulta quindi come un alibi, una gigantesca foglia di fico per mantenere un Parlamento composto in gran parte da nominati e imposti dalle segreterie dei maggiori partiti. Col rischio di riproporne la incostituzionalità come per il porcellum ed il renzellum, soprannominato italicum, entrambi censurati dalla Consulta.

Ma l’obiettivo altrettanto chiaro è la volontà di  riconquistare palazzo Chigi. Si ripropone pertanto una concezione di una politica sostanzialmente oligarchica, personalistica, dominata da capi  indiscussi ed indiscutibili. Si comprende così il cieco rifiuto di ogni tentativo di far contare davvero il Cittadino-elettore. Il  processo democratico non può essere impedito o peggio ignorato .

Se venisse  a mancare l’ascolto e il dialogo con le componenti della società, la politica non riuscirà ad assolvere seriamente la sua funzione e la sua responsabilità nei confronti dei Cittadini. Specie di quelli in difficoltà e senza lavoro, soprattutto donne e giovani che finiscono per sentirsi estranei e contrapposti alla politica prevalente e allo stesso governo, parlamento e istituzioni.

Paradossalmente è comprensibile che il dibattito sulla legge elettorale finisca per non interessare il Cittadino-elettore che si sente preso in giro e strumentalizzato a causa di un nuovo, si far per dire nuovo , sistema di voto. Insomma il vero rischio che corriamo è quello di avere governo e parlamento inadeguati e incapaci, permeabili drammaticamente alla corruzione e alla criminalità. E in tutto questo ragionamento manca il quadro internazionale ,ho evitato di appesantire la Vs paziente attenzione Cari Lettori.

Alla fine della fiera ,cosa resterà della prima donna Presidente del Consiglio  : un Pnrr incompleto , un Ponte di Messina  nelle intenzioni leghiste o un tentativo di farsi eleggere Premier dal Popolo? Forse andrà a finire come nell’edizione di quest’anno di Sanremo, passerà  alla storia per il penoso ballo del qua qua di Travolta ,Amadeus e Fiorello….

di Francesco Petrucci

immagine: L’Essenziale Opera di Vanni Santoni

*Fabula : https://www.treccani.it/vocabolario/fabula/