LA CRISI RUSSIA – UCRAINA FA CROLLARE L’EXPORT SARDO

di | 1 Mar 2024

Confartigianato: ”Perdite per 24milioni di euro”

a crisi tra Russia e Ucraina, dopo 2 anni di crisi e violenze, sta avendo conseguenze importanti sulle esportazioni dalla Sardegna verso Mosca, San Pietroburgo e Kiev ma anche, e soprattutto, nei confronti del settore turistico. Secondo i dati di Confartigianato Sardegna, su base Istat, in questi ultimi 24 mesi, l’export delle piccole imprese isolane, come alimentari, abbigliamento, articoli in pelle, macchinari e attrezzature, tessile, mobili, legno e sughero, stampati ma anche prodotti chimici e di raffinazione, è crollato di 24 milioni: 22 verso la Russia, 2 verso l’Ucraina.

Il conflitto ucraino-russo, ha avuto un effetto indiretto anche su 30mila imprese sarde e circa 95mila addetti, a causa dei rincari delle materie prime, dell’energia e dei carburanti, come gas, petrolio, grano e alluminio. Il caro-carburanti ha colpito anche il trasporto merci e persone, comprimendo i margini per 2.989 medie e piccole imprese con più di 10mila addetti. Le carenze di materie prime provenienti da Russia e Ucraina, associate a costi crescenti delle forniture, hanno coinvolto le imprese nei settori dell’alimentare, dei metalli e delle costruzioni, un perimetro in cui operano 15.477 medie e piccole imprese con oltre 41mila addetti.

Situazione critica a causa del rallentamento dei flussi turistici: dal 2022 sono “scomparsi” dagli hotel, dagli aeroporti, dai ristoranti, dalle spiagge e dai negozi ben 80mila russi equivalenti a 400mila presenze. Il blocco dei vacanzieri dalla Russia, inoltre, ha innescato effetti differenziati sul territorio. Tra le regioni in cui la spesa dei turisti russi, in rapporto all’economia del territorio, è più elevata, figura la Sardegna.

fonte e immagine: https://www.rainews.it/