Nell’Argentina di Milei milioni di nuovi indigenti

di | 1 Mar 2024

Proteste in piazza in difesa delle mense sociali, a rischio chiusura causa tagli.

La svalutazione del peso di oltre il 50% decisa a dicembre dal governo di Javier Milei, unita all’inflazione, che a gennaio è stata del 20,6%, ha generato in Argentina 6 milioni di nuovi poveri negli ultimi mesi. Sono drammatici i dati rilasciati dall’Observatorio de la Deuda Social della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires, mentre non si arrestano le tensioni sociali e istituzionali in risposta ai progetti di riforma del presidente anarco-capitalista, che dall’altra parte ha invece incassato negli ultimi giorni l’approvazione del Fondo monetario internazionale.

Deficit zero, ma povertà e indigenza alle stelle. Si possono riassumere così i risultati economici dei primi mesi della presidenza Milei. Le proiezioni dell’Università Cattolica, calcolate sugli effetti della crescita dei prezzi e del crollo del valore della moneta – da 350 pesos per dollaro a 830 pesos – mostrano un indice di povertà che a gennaio avrebbe raggiunto il 57,4% della popolazione, cioè 27 milioni di persone: il dato più alto dal 2004, quando toccò il 54 per cento. Il livello di povertà è stato del 44,7% nel terzo trimestre del 2023, salito secondo le stime al 49,5% alla fine dell’anno. “L’aumento maggiore è stato registrato nelle famiglie della classe lavoratrice e in quelle della classe media che non sono beneficiarie di aiuti statali”, spiegano gli analisti dell’Università. Le poche misure a sostegno di pochi beneficiari, come l’aumento dell’assegno universale per i figli e del contributo per la spesa alimentare, hanno solo mitigato la crescita esponenziale degli indigenti, cioè i poveri assoluti, passati dal 9,6% nel terzo trimestre del 2023 al 14,2% di dicembre, fino al 15%, ovvero 7 milioni di persone, a gennaio di quest’anno. Milei accusa i suoi predecessori: “La vera eredità del sistema della casta”, il suo commento. “La distruzione degli ultimi cento anni non ha paragoni nella storia dell’Occidente”.

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/