L’ABRUZZO AL VOTO: SFIDE E PROPOSTE

di | 8 Mar 2024

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui l’Abruzzo ha brillato come regione economicamente trainante dell’intero centro sud Italia.

Dagli anni 2010 in poi, complici una tragica crisi economica globale, terremoti, catastrofi naturali, pandemie e guerre varie, e una classe politica con una insufficiente visione del futuro e concentrata principalmente sulle ineludibili contingenze, quel vantaggio è stato drasticamente eroso.

Oggi l’Abruzzo si trova a dover fare i conti con una serie di condizioni difficili da affrontare e soprattutto sanare.

Lo spopolamento costante delle comunità più montane, l’invecchiamento della popolazione, una morfologia del territorio che ha richiesto e continua a richiedere interventi straordinari,  sono condizioni che impattano su alcuni cardini strutturali:

Sanità’, in una regione con una età media alta, la rete assistenziale necessita di servizi dedicati.

Rallentamento della ripresa economica che incide pesantemente su tutti gli aspetti produttivi: automotive, agricoltura, turismo, credito, cultura.

Sono questi gli ambiti su cui dovrà focalizzarsi o proseguire il lavoro dell’Amministrazione regionale.

Ad entrambi i candidati, il Presidente uscente Marsilio, per il centro destra, e il prof. Luciano D’Amico, economista, già Rettore dell’Università degli Studi di Teramo,  per la coalizione del centro sinistra,  abbiamo posto una sola domanda:

Quale Abruzzo vorrei? 

Luciano D’Amico: “Sono ambiti e argomenti che sono il cuore della proposta. Per quanto riguarda la sanità, ci troviamo di fronte a due problemi molto gravi: le lunghissime liste d’attesa e il sovraffollamento dei pronto soccorso. Dobbiamo rispondere con azioni di breve e di lungo periodo. Serve digitalizzazione, formazione, prevenzione, informazione, educazione sanitaria, rafforzamento della diagnosi precoce, campagne vaccinali. Nel respiro più lungo, occorre riorganizzare le ASL, introdurre il fascicolo elettronico, incentivare l’impegno straordinario di medici e operatori.

Occorre poi valorizzare in modo più deciso la medicina territoriale, tenuto anche conto della disponibilità di fondi del PNRR dedicati a questo scopo. Ne beneficerebbero innanzitutto le aree interne.

Abbiamo poi naturalmente a cuore il rilancio economico della nostra regione, specialmente se si considera che è il presupposto fondamentale per aumentare l’offerta di posti di lavoro, di qualità.

E’ fondamentale che la Regione recuperi un ruolo di regia per mettere a punto una strategia per la crescita e il rilancio di settori chiave. Occorre abbandonare il malcostume dei finanziamenti a pioggia, l’orizzonte di sviluppo deve essere sistemico e condiviso.”

Luciano D’Amico

Chi è:  (Torricella Peligna, 3 gennaio 1960)  economista, è  professore ordinario di economia aziendale all’Università degli Studi di Teramo, di cui è stato anche Rettore dal 2013 al 2018. Membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, D’Amico è stato titolare di corsi in discipline aziendalistiche presso l’Università d’Annunzio, l’Università di Teramo, l’Università degli Studi Internazionali di Roma e la Libera Università Mediterranea di Bari. Ha inoltre collaborato con il nucleo di valutazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università di Verona. Dopo aver assunto la direzione generale della Fondazione dell’Università di Teramo, è stato eletto rettore del medesimo ateneo dal 2013 al 2018, n ambito amministrativo, D’Amico ha diretto l’azienda Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi (ARPA), nominato dall’assemblea dei soci il 13 agosto 2014. Durante il suo mandato, l’economista ha guidato il processo di risanamento dei conti dell’azienda in un periodo di transizione culminato, nel 2015, nell’accorpamento alla Società Unica Abruzzese di Trasporto (TUA).