SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO E PER GLI STRANIERI IN ITALIA: CHI NE HA DIRITTO

di | 12 Mar 2024

Nel momento in cui si nasce si acquista subito il diritto a iscriversi al Servizio sanitario nazionale. L’iscrizione è necessaria per avere un medico di base personale e usufruire di tutte le prestazioni, ambulatoriali e in regime di ricovero, offerte dalla sanità pubblica. Il genitore deve recarsi allo sportello «Scelta e revoca» del distretto di residenza con il codice fiscale del neonato (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, anche tramite il Comune o l’apposito sportello del centro nascita) e richiedere la registrazione del figlio all’anagrafe degli assistiti, scegliendo il pediatra. Dovrà iscriversi di nuovo al Ssn, seguendo la stessa procedura, chi riporta la residenza in Italia dopo averla trasferita per un periodo all’estero.

Minori stranieri

Chi, invece, non ha la cittadinanza italiana ma vive in Italia (e magari ci è nato) come accede alle cure? Se è un minore, l’iscrizione al servizio sanitario italiano è obbligatoria, anche nei casi in cui i genitori sono irregolari (cioè senza titoli di soggiorno validi). Quindi riceve assistenza al pari di un cittadino italiano.

Adulti stranieri

Per gli adulti esistono diverse modalità, in base a determinate condizioni. Chi proviene da un Paese extra Ue, come tante colf e badanti che lavorano nelle case delle famiglie italiane, se in possesso di un permesso di soggiorno (per lavoro subordinato o autonomo, motivi familiari, asilo politico, ecc.) o ne ha fatto richiesta (ed è in attesa del rilascio o rinnovo) ha diritto a iscriversi al Ssn e a godere di tutte le prestazioni sanitarie in modo gratuito per la durata del titolo di soggiorno (idem i parenti a carico). Lo stesso vale per i lavoratori extracomunitari assunti con contratto stagionale (che dura un minimo di 20 giorni). L’iscrizione resta volontaria per studenti, lavoratori alla pari, seminaristi e religiosi, dipendenti di organizzazioni internazionali, diplomatici. Ma c’è una quota da pagare: da 700 euro annui per gli studenti a un minimo di 2 mila euro annui per le altre categorie, a seconda del reddito. Se scelgono di non iscriversi, devono pagare tutte le cure mediche, anche urgenti, ma in ogni caso possono disporre di un’assicurazione sanitaria privata. Mentre gli stranieri extra Ue presenti in Italia senza permesso di soggiorno ricevono un codice Stp (straniero temporaneamente presente), che garantisce l’utilizzo di cure salvavita, di prevenzione e continuative per malattie croniche e l’accesso a specifici ambulatori sul territorio.

Cittadini europei

I cittadini di un altro Stato che fa parte dell’Unione europea (o di Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia), che sono venuti ad abitare in Italia per lavoro, pagando i contributi qui per la durata del contratto di lavoro (o rinnovabile per 1 anno per chi ha la partita Iva) beneficiano di un dottore di famiglia e di tutte le prestazioni sanitarie con l’iscrizione obbligatoria al Ssn. Ugualmente i disoccupati iscritti al centro per l’impiego (e familiari a carico), i lavoratori con contratto estero impiegati in una filiale italiana (e familiari), i pensionati (e familiari) e gli studenti che dimostrano di avere una copertura sanitaria da parte del Paese di appartenenza (certificato S1). Devono, al contrario, pagarsi l’iscrizione al Ssn i lavoratori alla pari e gli studenti che non sono coperti dal servizio sanitario del proprio Paese. I cittadini comunitari che non rientrano in nessuna di queste condizioni e che nel Paese di origine non godono di assistenza sanitaria e sono indigenti, per 6 mesi rinnovabili possono giovarsi di cure ambulatoriali e ospedaliere essenziali tramite il rilascio di un tesserino con codice Eni (europeo non iscritto) da parte della Regione in cui domiciliano. Italiani all’estero

Cittadini italiani che rientrano

I connazionali che hanno spostato la residenza all’estero, vengono cancellati dall’anagrafe degli assistiti del Ssn e perdono il diritto a ricevere gratuitamente tutte le cure. Tuttavia, in caso di rientro temporaneo in Italia e mancanza di copertura assicurativa privata o pubblica del Paese di nuova residenza possono fruire, a zero spese, di prestazioni urgenti ospedaliere per un massimo di 90 giorni in un anno solare.

fonte: https://www.corriere.it/salute