USA E GB: ‘MILIONI COLPITI DA ATTACCHI HACKER DELLA CINA’

di | 1 Apr 2024

Londra sanziona. Anche in Nuova Zelanda, ‘colpito Parlamento’.

Una vasta campagna di spionaggio informatico portata da un gruppo “sponsorizzato dallo Stato” cinese, che avrebbe colpito milioni di persone tra legislatori, accademici, giornalisti, e aziende tra cui anche appaltatori della difesa.

E’ questa l’accusa mossa dai governi di Stati Uniti, Regno Unito e Nuova Zelanda che hanno mosso accuse, imposto sanzioni e puntato il dito contro Pechino e la sua guerra cyber contro i tre Paesi. A scoperchiare il vaso di Pandora è stata per prima Londra, accusando apertamente il Dragone di essere dietro il prolungato cyberattacco contro gli archivi della Commissione elettorale britannica – condotto a partire dall’agosto 2021 secondo quanto denunciato la scorsa estate e attribuito inizialmente a non meglio precisati “attori ostili” – bollandone la portata alla stregua di una “sfida epocale” alla sicurezza nazionale e di una “minaccia alla democrazia” d’oltre Manica.

Solo poche ore dopo, Gli Stati Uniti hanno accusato sette persone di nazionalità cinese di aver portato avanti cyberattacchi che hanno avuto nel mirino membri del Congresso, funzionari della Casa Bianca, candidati e società americane. Il Dipartimento di Giustizia e l’Fbi hanno parlato di attacchi vasti e spalmati su 15 anni, nei quali sono rimasti intrappolati milioni di account online di americani mentre il piano cinese prendeva di mira funzionari americani. E insieme a loro, anche la Nuova Zelanda ha riferito di aver collegato un gruppo cinese “sostenuto dallo Stato” a un attacco informatico ai servizi parlamentari avvenuto tre anni fa.

Secondo le autorità statunitensi, alcune attività di hackeraggio condotte dai sette cinesi hanno avuto successo e hanno compromesso reti e account email. Fra le accuse più allarmanti avanzate dagli Stati Uniti, c’è quella relativa al fatto che gli hacker hanno preso di mira gli account email di diversi funzionari di una campagna elettorale di cui non è stato fatto il nome dal maggio 2020. “Fino a quando la Cina continuerà a puntare gli Stati Uniti e i nostri alleati, l’Fbi continuerà a inviare il suo un messaggio chiaro, ovvero che il cyber spionaggio non sarà tollerato e perseguiremo senza sosta coloro che minacciano la nostra sicurezza e prosperità”, ha assicurato il direttore dell’Fbi Christopher Wary.

fonte: https://www.ansa.it/