ARTE ALLA BIENNALE DI VENEZIA: ITALIANI OVUNQUE

di | 1 Mag 2024

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte, a cura di  Adriano Pedrosa, si terrà da sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024 (pre-apertura 17, 18, 19 aprile). “Sono onorato e riconoscente  – ha dichiarato Pedrosa – per questo prestigioso incarico, soprattutto come primo latino-americano a curare l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, e di fatto il primo a risiedere nell’emisfero sud del mondo”.

Adriano Pedrosa (Brasile) è dal 2014 il Direttore Artistico del Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand – MASP, dove ha curato numerose mostre, tra cui Histories of Dance (2020) e Brazilian Histories (2022). È stato premiato con il 2023 Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence, conferitogli dal Central for Curatorial Studies del Bard College di New York.

Così Pietrangelo Buttafuoco: “La 60esima edizione della Biennale Arte è già tutta nel suo titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. Due parole potenti e “scandalose” che spalancano scenari attuali e universi possibili, al cui orizzonte si compone la linea di pensiero curatoriale, nitida nel colpo d’occhio della distanza, vibrante di contrasti complessi se osservata più da vicino.
Adriano Pedrosa firma per La Biennale una Esposizione che riflette la sua personale attitudine di studio e ricerca su cui non pesa il pregiudizio del già conosciuto. Dove la vertigine dell’ignoto è parte integrante del processo fruitivo, e lo sperdimento si fa leva efficace per individuare nuovi punti cardinali.
Proprio la bussola è importante per comprendere questo cambio di paradigma. Pedrosa è il primo curatore della Biennale Arte proveniente dal Sud America, e quindi sa bene che gli stessi punti cardinali sono forme simboliche antropizzate, col Nord in testa – con tanto di comodo cappello – e il Sud ai piedi, tenuti scalzi manco a dirlo. Straniero tra gli stranieri è – a piedi scalzi – il viandante in cammino tra i tratturi più impervi, il mendico nei cui stracci sovente si nasconde un Dio, quel nume sconosciuto a se stesso da cui gemma il rinnovarsi delle stirpi. È Enea che si lascia alle spalle il fuoco di Ilio per fondare – da straniero – una civiltà dell’universale dove nessuno più è un barbaro ma un cittadino. Ed è pertanto che il principio guida della selezione degli artisti privilegia chi non ha mai partecipato alla Esposizione. Illuminando il percorso dei Modernismi al di fuori dell’anglosfera. Presentando geografie dimenticate e ai confini del dettato vigente, seppure ben chiare sul planisfero. Dando consistenza a vuoti che di fatto non lo erano – un po’ come accade nelle sculture di Rachel Whiteread – e restituirsi, infine, al pensiero aurorale, quella nostalgia delle cose – accade nel linguaggio, nell’inverarsi del flatus vocis – che non ebbero mai un cominciamento.”
 

https://www.labiennale.org/it/arte/2024/italiani-ovunque

immagine: Aligi Sassu Tobiolo 1965