ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE – LA BIENNALE DI VENEZIA. PADIGLIONE DELL’ALBANIA

di | 1 Mag 2024

Dal 20 Aprile 2024 al 24 Novembre 2024

VENEZIA

LUOGO: Arsenale

INDIRIZZO: Fondamenta di Fronte, Castello 30122

ORARI: 11 – 19 (dal 20 aprile al 30 settembre – ultimo ingresso 18.45) Fino al 30 settembre, solo sede Arsenale: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20 (ultimo ingresso ore 19.45) Orario autunnale: 10 – 18 (dall’1 ottobre al 24 novembre – ultimo ingresso 17.45) Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 22 aprile, 17 giugno, 22 luglio, 2 e 30 settembre, 18 novembre)

CURATORI: Antonio Grulli

SITO UFFICIALE: http://www.labiennale.org

La “teoria del bicchiere d’acqua” risale al periodo pre-rivoluzionario russo, ed è legata alla pensatrice radicale e femminista Alexandra Kollontai (San Pietroburgo, 1872 – Mosca, 1952).

Si tratta di una teoria basata sull’idea di una rivoluzione sessuale in cui gli impulsi vengono visti come una semplice necessità umana che deve essere soddisfatta con la leggerezza e spensieratezza con cui siamo soliti bere un bicchiere d’acqua. Ebbe una grande influenza sui circoli artistici e letterari di quegli anni, ma venne da subito osteggiata dagli apparati politici rivoluzionari.

La metafora del bicchiere d’acqua può sembrare a prima vista riferita solo all’aspetto della semplicità con cui si beve. Ma non bisogna dimenticare che l’acqua è la base della vita, esattamente come l’amore. Ed è strano che tematiche come l’amore e il desiderio sessuale ricoprano una minima parte dell’arte che viene prodotta ed esibita oggi, quasi si trattasse di tabù o di argomenti di poco conto. Amore, sesso e desiderio sono ancora oggi l’ultima grande forza eternamente rivoluzionaria, per sua costituzione, sulla quale il potere, sia esso politico, economico o ideologico, non riesce a imporre in maniera ferma il proprio controllo. È una forza sovrapolitica e esistenziale, simile a quella dell’acqua: inafferrabile, talvolta pacifica, ma in grado di abbattere qualsiasi ostacolo.

Perché un sentimento così essenziale, in grado di dare un senso o rovinare la nostra esistenza, anche più delle questioni politiche, viene trattato così poco dagli artisti?

Iva Lulashi (Tirana, 1988) si inserisce in questo grande vuoto dell’arte: l’amore, il desiderio – soprattutto femminile – la pulsione e la sessualità sono al centro del suo lavoro e sono soggetti universali in grado di trascendere le differenze e di superare i confini, non solo geografici.

 

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