L’EUROPA NON DEV’ESSERE UN FORUM DI INTERESSI FRA STATI
Ormai Il modello economico europeo è in forte declino. La retorica sul mercato interno e sulla microconcorrenza non è sufficiente perché le condizioni di Usa e Cina sono di sfrenata competizione per innovazioni e dimensioni negli scenari mondiali. Occorrono grandi dimensioni di investimenti unificati, con un maggiore intervento pubblico.
L’idea di Mario Draghi di una Europa competitiva al passo con i tempi è una priorità. Come anche nel nostro Paese ravvisiamo importanti vulnus (in estrema sintesi e con diverse caratteristiche geopolitiche) ragioni del fallimento delle politiche Ue.
L’Italia è l’unica grande economia dell’Occidente con un tasso negativo di crescita della produttività nell’ultimo ventennio: vuol dire che ci impoveriamo ogni giorno che passa. La nostra scuola forma studenti le cui competenze sono tra le più scadenti d’Europa: quindi un futuro sbarrato, che non si supera grazie a qualche bonus. Non siamo stati in grado di elaborare un facsimile di riforma delle istituzioni per adeguarle al resto della terra. Ed è praticamente dal dopo Democrazia Cristiana che l’agenda giudiziaria scandisce meccanicamente i tempi della politica della vita pubblica. Dunque: istituzioni , formazione e giustizia sono i punti deboli del nostro Paese e dell’Europa.
Capiamo così perchè Draghi sia osteggiato con fare diversi in Italia e in Europa stessa : l’idea fa paura In quanto toglierebbe spazi consolidati di economia nei quali sguazzano predoni finanziari con speculazioni inimmaginabili , dall’energia alle tecnologie ultramoderne. L’indifferenza del Governo e dell’Opposizione a candidare Draghi è una prova di debolezza e di un complesso di invidie lontane nel tempo …c’è persino chi come il leader di Forza Italia che si è inventato la candidatura di Roberta Metsola (attualmente Presidente Parlamento Ue) a guida della Commissione pur di scartare Draghi. Così come in Europa su Mario Draghi si passa dalle ambiguità del Presidente francese a quelle della Germania ,con una ex Cancelliere tedesco Angela Merkel, ancora protesa sulla candidatura dell’attuale Presidente ,male che vada la proporrebbe a guida del loro partito di appartenenza, la Cdu . Vi è un gran bisogno invece dell’esperienza di Mario Draghi come guida della Commissione europea, nel rispetto dei motivi storici ispiratori dell’Ue stessa. Se Mario Draghi curasse meglio la sua comunicazione non da “big businessman”, ma riscoprendo, come da buoni ricordi liceali presso i Gesuiti, la gioia di comunicare con semplicità. Senza farsi coinvolgere da improvvisate dissertazioni sull’intelligenza artificiale, sponsorizzate da multinazionali spietate che licenziano tramite sms. Si affranchi dal colore grigio della mediocrità ricorrente. Torniamo alle origini di questa Europa. E a proposito di intelligenza artificiale, ci duole che il Santo Padre sia stato invitato ad una sessione della IA del G7 anziché partecipare ai lavori come Esponente di Pace. “Questi fraticelli in carriera appiccicati ai telefonini” quanti sbagli fanno fare al prode Francesco…
“Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”, questo il titolo di un appello, noto come “Il Manifesto di Ventotene” pubblicato nel 1944 , ovvero come uno dei testi fondanti dell’Unione europea .Un documento che nasce con l’idea di una rivoluzione democratica d’Europa per creare una federazione europea ispirata ai principi di pace e libertà, con un parlamento e governo e ai quali affidare ampi poteri. Il Manifesto del quale Eugenio Colorni curò la redazione e ne scrisse la prefazione. Il Manifesto venne diffuso in seguito grazie soprattutto all’impegno di alcune donne che lo portarono sul continente dall’isola di Ventotene e lo diffusero negli gli ambienti dell’opposizione di Roma e Milano. E a proposito, in questi giorni di ponte, non quello che non si farà a Messina ma di festa dal 25 aprile al 1 maggio con annessi e connessi, ho ricevuto in dono un libro stimolante dal titolo: “Confinati politici ed isolani, sotto le leggi speciali 1926-1943” di Filomena Gargiulo . L’autrice è una maestra elementare appassionata della storia dell’isola e delle importanti vicende che hanno avuto grandi protagonisti, circa 900, il più famoso dei quali è stato sicuramente Altiero Spinelli e con lui molti altri personaggi di primo piano della storia d’Italia e dell’antifascismo, con ruoli anche istituzionali, Sandro Pertini in primis. Nell’indimenticabile laboratorio , non solo di sofferenza e di restrizioni, prima di tutto la negazione della libertà e il controllo asfissiante e ossessivo ininterrotto – non è però venuta a mancare anche la dolorosa riflessione sul futuro dell’Italia e soprattutto sulla sconfitta del regime di Mussolini. Ne è nato un documento formidabile sull’aspirazione per la costruzione nell’Unione europea come approdo di progresso e di futuro di speranza e di nuova vita civile per l’intera Europa. Alle domande ricorrenti sul perché dobbiamo essere ancora interessati al dibattito sul fascismo tanti anni dopo le vicende di Ventotene, ho cercato di rispondere chiarendo che il rischio delle riduzioni delle libertà ed addirittura della loro perdita sono presenti in ogni epoca storica se i cittadini non la alimentano e non compiono uno sforzo quotidiano per affermarla con senso di responsabilità personale e di rispetto e dialogo paritario verso tutti gli altri, in uno sforzo continuo di comprensione e di solidarietà specie verso i più fragili e bisognosi. Inoltre la trasparenza di atti tenuti nascosti “nell’armadio della vergogna” devono essere conosciuti dai Cittadini, sapere quanti esponenti fascisti si sono riciclati nel potere dell’era post. E’ la stessa inderogabile necessità di una ritrovata specchiata pace civile e non certo per rilasciare patentini di liceità democratica . Così si incentiva quella cultura anti democratica per una crescita culturale del Paese. Perché nell’ambito delle selezioni di manager e nei concorsi pubblici non si è mai pensato (o voluto) inserire la voce provenienza culturale, politica o formativa ? Non confondendo con esperienze precedenti, voce di grandi ambiguità. Chiediamocelo…non c’è privacy che tenga, considerando che tratteranno i dati sensibili dei Cittadini.
Francesco Petrucci
immagine: Il Manifesto di Ventotene
*https://www.ladige.it/blog/2021/08/18/i-segreti-dell-oro-di-fortezza-e-l-armadio-della-vergogna-1.2976952
Armadio della vergogna è un’espressione del giornalismo italiano usata per la prima volta dal cronista Franco Giustolisi in alcune inchieste per il settimanale L’Espresso.Essa fa riferimento a un armadio rinvenuto nel 1994 in un locale di palazzo Cesi-Gaddi in via degli Acquasparta nella città di Roma, nel quale erano contenuti fascicoli d’inchiesta riguardanti il periodo della seconda guerra mondiale. Si trattava di 695 dossier e un Registro Generale riportante 2.274 notizie di reato, raccolte dalla Procura generale del Tribunale supremo militare, relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante la campagna d’Italia (1943- 1945) dalle truppe nazifasciste.
Sociologo. Si è laureato presso l’Università di Roma la Sapienza.
Osservatore nei corsi economici presso L’Unione delle Camere di Commercio.
Esercitatore presso la Cattedra di Filosofia Moderna con il prof Franco Bianco.
Assistente presso la cattedra di Metodologia e Tecniche della ricerca sociale con il prof. Gianni Statera.
Ha lavorato presso la Group Italia Spa; la Confederazione della Uil nazionale e della Cisl nazionale distaccato da Società Autostrade Spa.
Consulente dell’AD Alitalia Spa.
Assistente dell’A.D. Olivetti-Eurocomputers.
Iscritto ANC Associazione Nazionale Carabinieri.
Presidente del Comitato Culturale del Giornale online “ITALIANITALIANINELMONDO.COM”.

