ALESSANDRA MADDALENA, VICEPRESIDENTE ANM: “LA RIFORMA CREERÀ CITTADINI DI SERIE A E B”

di | 1 Giu 2024

Arriva alla Camera l’ordine del giorno, a prima firma Costa, che trova il gradimento della maggioranza, in cui si chiede al governo di superare il trojan. Alessandra Maddalena, vicepresidente dell’ANM, le sembra normale che a una settimana di distanza dall’inchiesta sulla Liguria dove tale strumento è risultato decisivo, la politica valuti di eliminarlo?

“Guardi, ci sarà un Tribunale del Riesame che si pronuncerà a breve. Questa inchiesta, come tutte le altre, seguirà il suo corso, naturalmente nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, che è un principio fondamentale di civiltà giuridica. Però trovo preoccupante che, ad ogni indagine riguardante un esponente politico di rilievo, segua una immediata reazione di una parte della politica volta ad indebolire gli strumenti di investigazione sul malaffare pubblico. Sarebbe come togliere ad un medico gli strumenti necessari per approfondire i gravi sintomi di una malattia. Chi lo vorrebbe mai? Da cittadina, prima che da magistrato, comincerei a sentirmi meno tutelata dallo Stato”. Il procuratore Cantone ha spiegato che le nuove norme rischiano di rendere pressoché impossibili le indagini sulla corruzione. Lei è d’accordo?

“Sono d’accordo. Già con l’abolizione dell’abuso di ufficio si realizzerà un indebolimento della complessiva azione di contrasto al malaffare pubblico. Non bisogna dimenticare che tante indagini nate da tali ipotesi si sono poi sviluppate in inchieste su diffusi sistemi corruttivi. Eliminare poi l’uso del trojan per la corruzione significherebbe, di fatto, impedirne la scoperta nella maggior parte dei casi. Mi spiego. La corruzione per sua natura è un accordo illecito che i protagonisti hanno tutto l’interesse a mantenere segreto. Solo attraverso l’uso di sistemi ingegnosi e sofisticati, come il captatore informatico, si può sperare di contrastare il fenomeno in modo davvero efficace ed esteso. Chi propone l’eliminazione del trojan confida davvero nella onestà del corrotto o del corruttore di autodenunciarsi? Mi consenta di dubitarne. Peraltro, indebolire gli strumenti di investigazione sulla corruzione significherebbe ostacolare anche le indagini sulla criminalità organizzata. Non devo essere io a ricordare gli intrecci tra malaffare pubblico e crimine organizzato scoperti dalle forze di polizia e dalla magistratura grazie agli attuali mezzi di investigazione”.

 

Fonte: https://www.associazionemagistrati.it/