I LEVIATANI DEI TERRITORI

di | 1 Giu 2024

Non so Voi cari Lettori, ma io mi sono accorto del proliferare di centri acustici per l’udito.  Ci sentiamo di meno dopo il covid e annessa reclusione? O questi centri sono aumentati per l’espandersi dell’età boomer, oppure per rifilare aggeggi per le orecchie contenenti  messaggi  pubblicitari? O potenza della “deficienza artificiale” dei creativi ossessionati dall’eccentrismo?

Forse c’è una spiegazione più semplice. Non è che siamo stanchi di sentire un linguaggio spesso becero, triste, obliquo e monocorde che  riguarda la politica  in tutte le sue forme di percezione? Perché lo scenario è quello di sempre: chiacchiere e propaganda! Chi governa, in par conditio, a tutti i livelli, dal centrale al regionale al comunale fa soffrire sempre e comunque  i Cittadini, lo sfascio di Roma e Milano è sotto gli occhi  di tutti  e gli scandali orribili di molte regioni italiane  occupano gran parte della cronaca giudiziaria .

Risaliamo alla recentissima  storia  di tale sfiducia. Con la storiella di una onirica “rete di semplificazione delle istituzioni,” nel novembre 1999, Governo presieduto da Massimo D’Alema, fu varata la malestra Riforma del Titolo V della Costituzione *, con un eccellente primo firmatario: Walter Veltroni, Segretario dell’allora Ds  e non più ministro (da ore) del Governo di Romano Prodi.  Poi i molti sacerdoti della politica, superstiti dell’inchiesta “mani pulite”, Amato, Bassanini e soprattutto l’ondivago Rutelli  erano stati gli “agitinpro” di tale calamità legislativa .

Questa Legge costituzionale stabiliva, secondo l’art.122 della Costituzione, l’elezione diretta del presidente di regione. Da qui iniziano i guai grossi. Molte pelose mutazioni sono state introdotte in seguito a questa Riforma. Soprattutto in seguito all’abolizione e il controllo di legittimità, da parte dello Stato, sugli atti amministrativi della regione (esercitato da un’apposita Commissione di controllo), controllo da parte della regione, sugli atti delle province e dei comuni (esercitato dal CORECO).

Inoltre ogni Regione ha emanato una propria Legge elettorale, tanto che attualmente ci sono oltre 20 leggine elettorali differenti fra loro. La situazione caotica ha portato ogni Presidente di Regione ad erigersi ad “eletto fra gli eletti “dal popolo, sentendosi autorizzato a pensare a se  attraverso comitati e fondazioni. Queste trovate sono state suggerite per mettere al riparo i ras da sguardi attenti per poter  attingere a finanziamenti veloci e dai privati. Ogni Presidente, presentandosi  da cireneo, poteva erigersi a difensore dei Cittadini con anche soldi privati…

Decisamente un ignobile intreccio di interessi che alimenta la corruzione. Così è accaduto e ancora accade, non ultima la Liguria, passando dal Lazio in primis, poi Campania , Puglia  etc… (Illuminante a proposito è ancora oggi un articolo di  Pasquale Cascella, apparso sull’Unità del 5 gennaio 2003: «Quel voto sul federalismo, fu vero errore? >> ).

Dunque questo funesto regalo al Paese fatto per giochi elettoralistici, pesa oggi come un macigno sulle spalle dei contribuenti. E udite, leggendo, cari Lettori, questi  dati: 19 Regioni e 2 Provine Autonome per l’anno in corso, grazie al Pnrr  gestiranno 290 miliardi di euro.

Potete ben comprendere a questo punto il perché della richiesta di un terzo o quarto mandato da parte dei Presidenti di Regione auto proclamati governatori  … Come direbbe una mia amica Suora di Palo laziale : “e te credo…”.

Questi beneficiati “per grazia ricevuta”, beati dal consenso espresso  rispondono solo a  loro stessi e ai loro portatori elettorali (e non solo) ignorando anche il loro partito di appartenenza e riciclandosi in tutte le elezioni possibili per poi ritornare indietro (vedi il caso del precedente Presidente della Regione Lazio, il quale, dopo molte disavventure di ogni  tipo, aspira a diventare sindaco a Roma. Eh si sa: il potere territoriale in mano a già fedeli non lo si può lasciare incustodito, le clientele reclamerebbero…

A tale proposito desidero ricordare al Prof. Cassese, oggi paladino del premierato, che nel 2004 scrisse in agosto sul Corriere :” …le strutture  regionali sono precarie, mal gestite, dominate dal  clientelismo “. Che strani sillogismi politici: Premier nazionale oggi si, ieri “premieretti” locali no…almeno 20 anni fa .

Oggi è tutto peggiorato e complicato. La riformetta dell’Autonomia differenziata di questo Governo di Destra Centro, ci condurrà al tracollo e alla bancarotta dei territori,dove non funziona praticamente nulla ed aumentano solo scandali . Poveri noi…

Le regioni sono una sorta di Leviatano, ingoiano fondi e non forniscono servizi e assistenza sociale. Inoltre non si possono considerare i Lep** semplicemente come input di risorse da attribuire alle regioni. Lo Stato nazionale, avendo assegnato le risorse, si disinteressa ai risultati, vale a dire come le regioni spendono i soldi.  Diventa necessario un grande passo indietro che potrebbe essere contenuto in una direttiva del prossimo Parlamento europeo.

Occorre utilizzare i Lep come avvio, cioè come finalità di servizio che devono essere offerti ai cittadini. Ricreare l’offerta dei servizi essenziali che tenda ad essere attuata sul territorio nazionale, non creando come ora disparità. Facciamo lavorare  su temi seri i nuovi eletti deputati europei invece che accodarsi alle bizzarrie europee .

Francesco Petrucci

 

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*https://www.treccani.it/enciclopedia/costituzione-italiana-riforma-del-titolo-v-

**https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-lep-livelli-essenziali-delle-prestazioni/

I Lep sono i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. Questo perché riguardano diritti civili e sociali da tutelare per tutti i cittadini.

Immagine: Lucifero in una illustrazione quattrocentesca della Divina Commedia