IL POSSIBILE DELL’IMPOSSIBILE È ACCONTENTARSI

di | 1 Lug 2024

Forse neanche  la Merkel sembrava  in grado di mettere in moto un nuovo percorso politicamente unitario indispensabile all’ Europa. Sta di fatto che il covid è stato l’unico spaventoso  evento che ha compattato il  vecchio continente .

Poi solo poltrone, direttive bizzarre  e aiuti miracolosi  anche per il nostro Paese, algoritmi a parte  Dopo la stasi degli ultimi anni,  la realtà  europea è stata aggravata drammaticamente dalle dolorose vicende della pandemia.

L’Italia ne è stata particolarmente colpita per prima e nel complesso grazie all’enorme capacità di sacrificio dei suoi cittadini e del generoso impegno dei sanitari di ogni livello è diventata una realtà sempre dolorosa ma meno tragica di altre.

In questi giorni  si ripropongono tutte e per intero  le divisioni egoistiche, accentuale dalle ultime elezioni .  Un clima analogo a quello tante volte descritto nel Gattopardo, con ogni sfumatura possibile del trasformismo universale che unitamente ad ogni sorta di rampantismo, di opportunismo e di smodata ambizione di ascesa sociale nell’Italia risorgimentale e post unitaria, si esprime con eterna efficacia nel “tutto cambi perché nulla muti”. Una versione che evoca l’antico motto  “mota quietare et quieta non movere”.*

A Bruxelles si consumano in  queste ore drammi e fallimenti che potrebbero avere un effetto  terribilmente negativo sul futuro di ciascuno di noi, specie per il prezzo altissimo che si troverebbero sulle loro spalle le giovani generazioni di domani. Ma i capi europei restano colpevolmente attardati su strade insufficienti e inadeguate, impegolati  soprattutto nei  giochi di potere all’interno dei singoli stati nazionali e timorosi di perdere prestigio e ulteriore successo in vista delle prossime elezioni presidenziali Usa.  A proposito, il primo confronto Biden-Trump alla Cnn, ha messo in evidenza le incertezze della modestia dei due attempati candidati .

Colpisce lo smarrimento dell’attuale Presidente e la solita arroganza menzognera del Contendente, il quale ha una forte presa nel profondo degli Usa. Queste elezioni comunque hanno condizionato le consultazioni europee e ne  condizioneranno  il futuro, come  risaputo.

Il nostro  Presidente del Consiglio, vincitore  delle italiche elezioni, continuamente alla ricerca di meriti  con il solito sfondo di vittimismo energico, non è stata  capace di operare una mediazione efficace e comunque indispensabile in ogni seria trattativa politica.

E così l’Italia è stata esclusa dalle nomine principali del Governo e Parlamento Ue, dove la gerenza politica è rimasta pressochè inalterata.

Che qualcosa non funzionasse s’era capito al G7  pugliese. L’organizzazione tronfia dell’evento è stata una sorta di arma a doppio taglio per la Presidente Meloni. Chi ha organizzato ha messo in luce lo sfarzo, i luccichii e non le solidità, la competenza, le doti del primo  Presidente donna.  Fatale è stato il paesano ballo della pizzica…

Forse una  manina femminile ha voluto suscitare gelosie da parte di Tedeschi e Francesi ? Certo chi si è prodigato in tale disegno a scapito della Presidente, doveva curarne prima una sorta di defascistizzazione  anziché darla in pasto  ai  potenti acciaccati  esponenti mondiali convenuti, come una prezzolata  parvenue, affetta da manie di ego-politica.

Chi ha organizzato dovrebbe curare eventi, sagre, balli  e servizi estetico-turistici  non politici internazionali.  E anche se  al Presidente Meloni  saranno  concessi,  alla fine degli “aggiustamenti”, una vicepresidenza o un commissario  di peso per assicurare i suoi 24 voti. Quindi l’azzardo al “martingala”  ** della Meloni è naufragato nei canali di Bruxelles .

Non aver utilizzato Mario Draghi come Mediatore speciale, considerato il riconosciuto prestigio, è stato un grave errore. L’aspettativa è che possa essere accontentata nel delicato esercizio a porte chiuse da Von der Leyen e  cercare di andare incontro alle diverse richieste degli altri leader.

Diversa invece è la dinamica al Parlamento dove socialisti e Liberali hanno posto al Ppe come condizione per una intesa su Von der Layen che non ci siano accordi con l’ECR, incluso Fratelli di Italia.

Von der Leyen guarda anche ai verdi mentre il Ppe è diviso nei confronti di una alleanza con i verdi che però in Germania a livello locale già governano in alcune realtà con la CDU. Per cercare di convincerli sarà fondamentale il programma in cui non rinnegherà il Green Deal. Forse l’Italia rappresentata da Giorgia Meloni, potrà sperare nelle votazioni  in Consiglio Ue nel quale sarà necessario il voto favorevole degli eurodeputati. In particolare Popolari e Liberali valgono 399 voti superando il quorum di 361 voti che rappresenterebbe la maggioranza assoluta. E’ nel segreto delle urne che  si  nasconde una considerevole insidia: una cinquantina di  franchi tiratori. In questi confida la Meloni per  potersi riposizionare un poco di più …

Per ora Meloni  è rimasta fuori dal portone. Per aprirlo ed entrare ci sarà la trattativa con von der Leyen sui ruoli in commissione: l’astensione italiana in Consiglio europeo potrà essere utile  (in attesa del voto in Francia) per ottenere un commissario  con una delega di peso  magari legata alla supervisione del Pnrr.

Speriamo pensi questa volta a Mario Draghi. Presidente, perdoni se mi permetto, è particolarmente importante  che lei  capisca, da donna intelligente  quale si è dimostrata,  che non  si tratta di vincere scaramucce o battaglie campali, ma di avere ben fisso lo sguardo sul bisogno ed indispensabilità di Europa che riguarda tutti e che tutti devono essere aiutati e convinti a conservare come il nostro  bene e valore supremo. E già che ci siamo: sulla  proposta di Riforma  costituzionale sul premierato  valuti bene, potrebbe schiantarsi come Renzi su un  napoleonico plebiscito. Bene ha fatto il Presidente della Repubblica Mattarella  a reclamare le prerogative dell’Italia come Paese fondatore dell’Europa,  confermando il  suo ruolo di statista .

 

Francesco Petrucci

immagine: Carta d’Europa nel 1870 Limes

 

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*“mota quietare et quieta non movere”. – Non agitare ciò che è calmo, ma calma piuttosto ciò che è agitato.

** “Martingala” – Il nome trae origine dal fatto che la martingala è un modello adatto a descrivere varie situazioni relative alla teoria dei giochi, fra cui la strategia di scommesse designata con lo stesso nome .