LA VALLE DI NERFA: VIAGGIO IN VERSI ALLA RISCOPERTA DELLE ORIGINI
Scoprire qualcosa di antico e raro è sempre un’emozione. Se poi la scoperta, o riscoperta in realtà, avviene davvero casualmente e tra le mura di casa, l’emozione necessita di essere condivisa.
È quello che è accaduto ad Angelo Fracassi, romano per lavoro, ma abruzzese e capistrellano per nascita, che nella libreria del nonno ebanista trova un libricino, con dedica autografa, pubblicato nel 1931, di un autore che si firma con il nome di luogo e che descrive una valle e i suoi cinque paesi, in quartine endecasillabe a rima baciata.
La Valle di Nerfa è infatti un poemetto scritto dal maestro Francesco Di Marzio di Pagliara dei Marsi, poi divenuto anche Commendatore. E quella valle, dove regna incontrastato il fiume Liri, che la “serpeggia a torti giri”, ha così trovato nuova vita grazie a Angelo Fracassi, Mira Carpineta e Carmina Palleschi che ne hanno curato la riedizione.
L’autore si firma con uno pseudonimo, che evoca atmosfere avventurose e medievali: Rupe di Gerifalco, un nome che in realtà indica un luogo ben preciso, dove i ruderi di un antico castello raccontano di briganti e cavalieri, di incontri, battaglie, sconfitte e vittorie e tanta altra Storia che di li è passata.
A curare la ristampa del libro “La Valle Di Nerfa”, edito da Tabula Fati di Marco Solfanelli Editore, tre cultori della ricerca: storica, antropologica, etnografica, accomunati sia dalla passione che dalla provenienza familiare da quei luoghi: Mira Carpineta, giornalista, che ne conosceva alcuni versi e ne cercava l’origine. Angelo Fracassi biologo e proprietario del libro originale, che lo ha condiviso con gli altri curatori. Carmina Palleschi insegnante, che ne ha spiegato i dettagli sulla base delle sue precedenti ricerche.
La particolarità e l’originalità di questo libricino è nella forma della scrittura scelta dall’autore, ovvero le rime baciate, in versi endecasillabi e quartine. Un modo di descrivere luoghi, paesaggi, tradizioni e genti che grazie alle rime, appunto, è entrato, ed è rimasto, nella memoria collettiva delle popolazioni dei cinque paesi descritti: La Valle di Nerfa inizia dove i monti “Dogana e Aurunzo fanno sella”, ai bordi della piana del Fucino, l’antico lago prosciugato già dall’imperatore Claudio 2000 anni fa e poi nella seconda metà dell’800, dal principe romano Alessandro Torlonia. Comprende cinque paesi: Petrella Liri, Cappadocia, Pagliara dei Marsi, Castellafiume e Capistrello di cui descrive i cambiamenti sociali avvenuti nel territorio, passato da un’economia rurale alle prime forme di industrializzazione, con le officine, la centrale elettrica, la cartiera e le strade.
È proprio per una strada recuperata e riparata tanto velocemente, che il maestro Francesco Di Marzio viene invitato a descrivere le bellezze della valle allo scopo “di valorizzarne le peculiarità”. L’Autore accetta a patto di poterlo fare in modo non convenzionale e ci riesce. Con le rime infatti non descrive solo la geografia dei luoghi, ma offre uno sguardo sull’intera società dell’epoca, sull’indole degli abitanti, sulle leggende, le usanze, le ricchezze e le miserie. Anche l’utilizzo delle rime, invece della prosa, cela l’espediente con cui il poemetto è riuscito rimanere nella memoria collettiva degli abitanti della valle pur non essendo alfabetizzati, e a molti nonni di trasmetterlo alle generazioni future.
Un libricino che si legge velocemente, a tratti arguto e ironico, quasi un’istantanea di un luogo e di un tempo carico di aspettative, quale era il periodo, il 1931, che rappresenta il momento di massimo entusiasmo per il progresso industriale, economico e sociale scaturito dalla ricostruzione post prima guerra mondiale e ancora inconsapevole della futura seconda distruzione.
di Luciano Tommaso Gerace

Mira Carpineta, 1964, Laureata in Comunicazione Internazionale e Interculturale, giornalista e scrittrice, direttrice di Primapagina mensile, Primapaginaweb.it, autrice di “Na ota no’” – 2022 – Tabula Fati, vicedirettrice di ITALIANItalianinelmondo.com, ha incontrato Angelo e Carmina dapprima virtualmente, attraverso un gruppo su un diffusissimo social, con cui condivideva informazioni di carattere storico. Poi, dopo la scoperta del libricino, si è fatta promotrice della ristampa attivando un gruppo di lavoro altrettanto entusiasta e motivato.
Angelo Fracassi, Biologo con la passione per la ricerca antropologica e culturale, ha curato diverse pubblicazioni: La Confraternita di Nostra Signora del Sacro Cuore. Una storia di Capistrello dal ‘600 ai nostri giorni (2012), il volume Dialoghi abruzzesi tra memoria e futuro (Kirke, 2021) raccolti in un CD, che costituiscono la prima pubblicazione di registrazioni di canti di tradizione orale per Capistrello e una raccolta di canti tradizionali pubblicata in Ad horam nonam, Nuove ricerche sul Sacro Triduo abruzzese fra pratiche sonore e devozione (Kirke, 2022).
Carmina Palleschi capistrellana doc, anche se romana per necessità lavorative, insegnante di scuola per l’infanzia, da anni, insieme ad Angelo Fracassi, raccoglie racconti, canti, tradizioni popolari, intervistando e registrando le voci delle persone – sempre più rare – depositarie di queste testimonianze, che poi pubblica sulle sue pagine social. Con il Centro Studi Marsicani e la pro Loco di Avezzano ha realizzato un cd e un volume per la Tavola Rotonda Ad Horam Nonam (Kirke, 2022), che rappresenta la prima pubblicazione di canti di Tradizione orale per Capistrello
La Valle Di Nerfa –di Rupe di Gerifalco, a cura di M.Carpineta, A. Fracassi, C. Palleschi, 2024 ed. Ta Tabula fati.
Maggiorenne calabrese, nato da 2 trentenni e un lustro abbondante.
A vent’anni collabora con Don Luigi di Liegro nel settore stampa e pubblicità della CARITAS Diocesana di Roma.
Dal 1981 all’88, è stato responsabile del settore editoria nelle Confederazioni UIL e CISL.
Nell’84 Consigliere nella Società Editoriale delle tre Confederazioni.
Nel 1985 Capo Ufficio Stampa del Questore della Camera dei Deputati.
Consulente Ente Gestione Cinema – Consulente Istituto nazionale dell’Informazione INI.
Consulente EDITALIA poi ETI Ente Teatrale Italiano.
Consulente della Rivista storica IL TRAVASO DELLE IDEE.
Responsabile relazione esterne de L’Opinione Quotidiano.
Assistente dell’Amministratore delegato di ALITALIA.
Consigliere d’Amministrazione di OLIVETTI-OP Computer.
Direttore di ITALIANI Mensile stampato.
Nel 2008 con un gruppo di giornalisti e professionisti fonda il Mensile online wwwitalianitalianinelmondo.com che dirige come Direttore Responsabile.
Nel 2017 è stato responsabile relazioni pubbliche dell’Associazione Alamari Carabinieri Onlus.

