E LA BARCA TORNÒ SOLA
E la barca tornò sola.
Sola, sola.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
E a me che me ne importa.
Erano tre fratelli pescatori,
con una mamma nera,
ed una barca bianca
e con tre cuori ancora da creatura.
E a me che me ne importa… (Brano di Renato Carosone)
Nelle ultime settimane, prima del Referendum, è tornata a circolare nel dibattito politico italiano l’ipotesi di una nuova legge elettorale. A Referendum svolto il “no” ha vinto e la legge elettorale si allontana.
Dunque la barca tornò sola…
Ma il tema si fa largo… come se si trattasse di una qualsiasi questione tecnica nel mucchio. Non avrebbe senso ignorare la volontà di una maggioranza popolare e chi ha perso non potrà sottrarsi ad un cambiamento non solo di una colorata Ministra, di un Sottosegretario e di
una capogabinetto ma di un modo di governare che a tutti non garba.
Non basta, occorre rinnovare i Fratelli d’Italia, cambiandone nome e gerenze familiari ingombranti investendo su esponenti preparati e rassicuranti. Aggiungiamoci anche la vicinanza con Trump e l’antipatia per il logorroico imprevedibile Tycoon immobiliarista si riverbera inesorabilmente sull’imbarazzata Giorgia nazional sovranista. L’estetico rifiuto per l’utilizzo della base di Sigonella per gli aerei Usa da parte del Governo mette in luce
che la propaganda a volte funziona…
Patetico altresì attribuirsi un merito da parte del “Quartetto Cetra” dell’Opposizione, che continua ad ammorbarci di primarie. Così come il Governo ha voluto un referendum per rafforzarsi per poi realizzare la riformetta sul premierato ed ha perso: così l’Opposizione coltiva una sorta di “camposanto esaltante” che poi spingerà a regalare la leaderschip al
presidente di Cinque Stelle Conte. i Pd partiti per suonare furono suonati come i pifferi di montagna, almeno il rischio c’è! Pensare che Crozza potrebbe essere invece un vero leader visionario…
E già si pensa al Quirinale, con Mattarella ancora residente. La Destra con confuse idee e la Sinistra (inguaiata non poco per le differenze interne tra egocentrismi e comici protagonismi da help, dai a pensare nomi da “caro estinto” da prenotare per il Colle, proporrei le primarie per il ritorno, appunto, di caro estinto delle Prime Repubbliche.
Torniamo al Governo Meloni.
A parte qualche discutibile leggina, in tre anni e mezzo non ha varato nessuna Riforma. Vero che questa inconcludenza vale pure i Governi precedenti. Le uniche Riforme fatte in questi ultimi quindici anni sono state quella del Jobs Act da Renzi (poi rinnegata dagli stessi che l’avevano sostenuta) e quella della Fornero-Governo Monti sulle pensioni e tutt’ora in essere (rinnegata e contrastata da Salvini senza effetti dirompenti).
La Meloni sta andando avanti ancora con i bonus grazie ai fondi del prestito Pnrr, trascurando che i bonus trasformano i Cittadini in sudditi da accontentare e una volta interrotti si creano rivolte significative delle categorie prima graziate. Eppure sempre nel Piano di ripresa c’era una ipotesi di Riforma della Giustizia, sostenuta dagli obiettivi del PNRR europeo, che mirava a superare fortemente l’arretrato civile (-95% entro fine 2024 rispetto al 2019) e a i processi. Ma si è pensato solo alla separazione delle carriere nella Magistratura. Ma allora? Ed ecco il Referendum! Ed ecco la sconfitta del “Si”!
In realtà cambiare le regole attraverso le quali si forma la rappresentanza parlamentare, non è semplice, tutt’altro, è un percorso più delicato e complesso per la democrazia.
Le ipotesi di cui si discute illudono tramite un meccanismo capace di trasformare anche una vittoria elettorale di misura in una larga maggioranza parlamentare. In altre parole, pochi voti di differenza potrebbero consegnare alla forza vincente un potere politico molto più ampio della sua reale consistenza nel Paese. Non abbiamo bisogno di proposte di legge contorte come quella elettorale del Governo, contraddistinta con un conio bizzarro “stabilicum”
termine improprio figlio di ignoti usi al latinorum d’occorrenza (e a confondere il prossimo).
Presidente Meloni pensi al Paese solo così potrà rafforzarsi democraticamente nelle discussioni nelle Sedi legittimate, con impegni seri per rilanciare economia e lavoro, fugga dalla facile logica dei bonus che hanno solo tolto fondi pubblici destinati a ben utile altro.
Le istituzioni non sono immobili e ogni sistema democratico deve sapersi aggiornare. Ma proprio per questo motivo le regole fondamentali della competizione politica dovrebbero nascere da un consenso largo, non da una decisione di parte.
Quando le maggioranze cambiano da sole le regole del gioco, il sospetto di una manovra di potere diventa inevitabile. La politica italiana si è ristretta nel logoro cerchio della crescente
polarizzazione tra forze politiche. Questa prospettiva presenta un rischio evidente di alterazione dell’equilibrio democratico.
Nelle stagioni più difficili della Repubblica, sui temi fondamentali delle istituzioni si è sempre cercato almeno un terreno comune di confronto. Oggi, mentre il mondo attraversa una fase di grande incertezza e l’Europa è nuovamente attraversata dalle guerre, questa prudenza sarebbe forse ancora più impellente. Gentile Presidente, non si faccia confondere dalle
carezze dei leader planetari, sono opportunismi tattici.
Approfondisca le ragioni del Cattolicesimo come servizio senza compiacere personaggi mondiali ed europei cristiani molto molto poco cristiani. Gentile Presidente non si faccia incantare dai “sirenetti e sirenette “che le Consigliano le dimissioni per poi ricevere il nuovo mandato , più forte, dal Capo dello Stato. Fossi in lei non sarei così sicura…
Le democrazie vivono di equilibrio, di fiducia e del fattore fortuna. Non incrini proprio il suo ridotto patrimonio di credibilità istituzionale. Forzando troppo le situazioni, potrebbe rimanere come “don Falcuccio che restò con una mano davanti e l’altra dietro”.
di Francesco Petrucci
immagine: Walter Lazzaro – Barca bianca -1977
Sociologo. Si è laureato presso l’Università di Roma la Sapienza.
Osservatore nei corsi economici presso L’Unione delle Camere di Commercio.
Esercitatore presso la Cattedra di Filosofia Moderna con il prof Franco Bianco.
Assistente presso la cattedra di Metodologia e Tecniche della ricerca sociale con il prof. Gianni Statera.
Ha lavorato presso la Group Italia Spa; la Confederazione della Uil nazionale e della Cisl nazionale distaccato da Società Autostrade Spa.
Consulente dell’AD Alitalia Spa.
Assistente dell’A.D. Olivetti-Eurocomputers.
Iscritto ANC Associazione Nazionale Carabinieri.
Presidente del Comitato Culturale del Giornale online “ITALIANITALIANINELMONDO.COM”.

