CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA IN CINA

da | 1 Ott 2026

La Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC) , fondata nel 1903 alla fine dell’era Qing, rappresenta la prima Camera di Commercio Italiana istituita in Oriente. Fin dalla sua nascita, ha svolto un ruolo centrale nel rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali tra Italia e Cina, fungendo da strumento chiave per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane e per salvaguardare gli interessi economici nazionali nel mercato cinese.

La Camera fu istituita su iniziativa del Console italiano a Shanghai, Cesare Nerazzini, con l’obiettivo di creare un organismo unitario in grado di riunire i commercianti e gli imprenditori italiani operanti in Cina, favorendo la cooperazione e sostenendo iniziative strategiche, tra cui i negoziati per un trattato commerciale tra Italia e Cina, già menzionati dal Corriere della Sera nel 1902. L’istituzione formale fu approvata il 16 aprile 1903 da Guido Baccelli, Ministro dell’Agricoltura, del Commercio e dell’Industria.

Nei suoi primi anni, al CCIC furono affidate funzioni specifiche: la pubblicazione di un bollettino informativo contenente prezzi, report e studi per gli operatori economici italiani; la risoluzione amichevole delle controversie commerciali tra imprenditori italiani e stranieri; la raccolta di campioni di prodotti italiani destinati al mercato cinese; e la compilazione di elenchi di merci cinesi di interesse per l’importazione in Italia.

La Camera è cresciuta costantemente nel tempo: il numero dei soci è passato da 30 nel 1907 a 42 nel 1910, raggiungendo quota 104 nel 1919 e 128 nel 1929. Nel corso degli anni, la CCIC si è affermata come una delle principali Camere di Commercio italiane all’estero, anche grazie al sostegno delle rappresentanze diplomatiche, che hanno contribuito a trasformare una presenza imprenditoriale inizialmente frammentata in una rete più strutturata e coordinata.

L’istituzione ha svolto un ruolo di supervisione e guida per l’imprenditoria italiana in Cina, definendo priorità in linea con il contesto locale e gli interessi nazionali. Ha promosso normative favorevoli alle imprese italiane, ha instaurato rapporti con le autorità cinesi e le Camere di Commercio straniere ed è diventata la voce collettiva degli operatori economici italiani, producendo ricerche e analisi pubblicate nel Bollettino della Camera sulle relazioni commerciali tra Italia, Cina ed Europa.

Tra le sue iniziative più significative vi fu la promozione di una linea di navigazione diretta tra i porti italiani e cinesi. Pochi mesi dopo la sua fondazione, la CCIC presentò un memorandum a sostegno di rotte veloci senza scali intermedi; nel 1908, la proposta fu inoltrata al Ministero delle Poste e si concretizzò nel 1919 con l’inaugurazione della linea Lloyd Triestino per il Giappone, con scalo a Shanghai, che divenne una delle principali rotte commerciali tra l’Europa e l’Estremo Oriente.

Le fonti d’archivio e la stampa dell’epoca consentono inoltre di ricostruire i profili di figure chiave nella storia della Camera. Tra queste, Achille Riva, primo Presidente nel 1903; Giovanni Adolfo Bena, attivo alla fine degli anni Dieci nella tutela dei marchi italiani e nello sviluppo delle infrastrutture tecnologiche; Giuseppe Giachino, che nel 1921 rafforzò i legami tra Shanghai e Tianjin; e Camillo Fumagalli, figura centrale nell’industria serica italiana in Cina e Presidente della CCIC dal 1923 al 1930.

Sotto la guida di Fumagalli, la Camera ha consolidato il suo ruolo economico e culturale. Imprenditore attivo tra Canton e Shanghai, ha promosso reti commerciali internazionali, contribuito al miglioramento della bilancia commerciale italiana e svolto un’intensa attività diplomatica ed economica, guadagnandosi il riconoscimento sia in Cina che in Italia. Parallelamente, ha sostenuto la diffusione della cultura italiana attraverso iniziative editoriali volte a promuovere il dialogo tra la tradizione serica italiana e la civiltà cinese.

Tra gli anni ’20 e ’30, la CCIC espanse gradualmente la sua presenza in tutto il territorio cinese dove si concentravano le attività imprenditoriali italiane, con Shanghai come centro principale e filiali a Pechino, Tianjin, Hankou, Guangdong, Hong Kong e altre regioni strategiche. Progetti infrastrutturali, come l’installazione di stazioni telegrafiche Marconi, contribuirono ulteriormente ad accrescere l’influenza dell’istituzione.

Nel 1949, la Camera sospese le sue attività, interrompendo una presenza consolidata nel paese. Un primo riavvicinamento si verificò nel 1955 con la visita in Cina di Pietro Nenni, che incontrò a Pechino Zhou Enlai e Mao Zedong. Nel 1957, Enrico Mattei, presidente dell’ENI, visitò la Cina, contribuendo allo sviluppo delle prime relazioni economiche bilaterali.

Nel 1965 furono aperti uffici commerciali a Pechino e Roma, seguiti nel 1970 dal ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Nel 1975, anche la Comunità Economica Europea ha instaurato relazioni ufficiali con la Repubblica Popolare Cinese, ampliando il quadro dei rapporti economici e istituzionali.

Nel 1991, la Camera di Commercio Italiana in Cina ottenne una licenza dal Ministero degli Affari Civili di Pechino e riprese le sue attività, rafforzando ulteriormente il suo ruolo con il riconoscimento ufficiale da parte di Assocamerestero nel 2000. Nel 2001, la Cina aderì all’Organizzazione Mondiale del Commercio, accelerando la sua integrazione nell’economia globale.

Nel 2020 si è celebrato il 50° anniversario delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina e il 45° anniversario delle relazioni UE-Cina; nel 2024, la Camera di Commercio Italiana in Cina ha aderito al Piano d’azione firmato dai due governi, rafforzando ulteriormente il suo ruolo nelle relazioni economiche tra i due Paesi.

Oggi, la Camera di Commercio Italiana in Cina è la più grande associazione di imprese italiane nella regione Asia-Pacifico, con sedi operative nelle principali città del Paese, e continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il “Sistema Paese” italiano in uno dei mercati più importanti al mondo.

Fonte: https://www.cameraitacina.com/