CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE

da | 1 Ott 2026

Propizie occasioni e nocive tentazioni...

Quando inizia a spirare il vento elettorale, la suggestione della prossimità di una resa dei conti può scatenare gli istinti peggiori, ma anche suggerire, talvolta, iniziative opportune e migliorative. Talune proposte del governo delle ultime settimane sembrano potersi ascrivere a quest’ultima categoria: la legge delega sul nucleare di ultima generazione, con tecnologie più avanzate e più sicure, ad esempio, evidenzia un orientamento coraggioso in una delle materie più delicate e decisive per la crescita economica e le prospettive di benessere del Paese, in una congiuntura mondiale nella quale la disponibilità dei carburanti fossili viene sempre più compromessa dalle iniziative belliche irresponsabili in corso, a parte le implicazioni ambientali allarmanti che il ricorso a tali fonti provoca inevitabilmente.   

Il nucleare, unito all’implementazione delle cosiddette energie “pulite” o alternative, potrebbe finalmente emanciparci dalle importazioni di greggio, di gas e di carbone, in larga misura da quei luoghi che da decenni costituiscono l’epicentro delle tensioni internazionali e, in virtù delle nuove tecnologie, si potrebbero superare i veti legislativi posti dai due ormai antichi referendum abrogativi sulla materia, quello degli Anni Ottanta, sull’onda delle emozioni seguite alla tragedia di Chernobyl e quello del 2011 che, più di una manifestazione di ostracismo al nucleare, si configurava soprattutto come un dispetto a Berlusconi.    

Un altro significativo provvedimento può ravvisarsi nel decreto legge sull’eliminazione, con alcuni limiti, della tassa di proprietà dei veicoli a motore – almeno nel 2027, poi si vedrà – un balzello abbastanza odioso e anacronistico, gravante in larga misura sulle categorie più deboli, considerando che per gran parte degli utenti l’auto non può certo ritenersi un lusso o uno sfizio, ma uno strumento necessario per le esigenze fondamentali. 

Per una piccola Fiat Panda l’operaio che se ne serve per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola paga il medesimo balzello del benestante proprietario di quello stesso modello di auto. Sempre che abbiano trovato veramente le adeguate coperture, si può ritenere una riforma che risponde a criteri di equità sociale.  

Riguardo al “tetto” di presenza nelle prime classi dei diversi cicli scolastici di alunni stranieri non ancora in condizioni di seguire e di apprendere, durante le lezioni in lingua italiana, credo non debba intendersi come segnale di un intento discriminatorio o penalizzante, ma come condizione di funzionalità e di equilibrio per il normale espletamento dei programmi.  Per coloro che non rivelino ancora adeguato possesso della lingua devono essere organizzati i necessari corsi che consentano la fruizione efficace del nostro sistema scolastico.

Sembrano tutte riforme di buon senso e legate a necessità realmente avvertite ed è quindi avvilente rilevare come l’opposizione, o almeno gran parte di essa (quella che si accinge a costituire il Campo largo, per capirci), non appaia ancora in grado di distinguere il grano dal loglio, estendendo ad ogni iniziativa del governo il suo verdetto di inesorabile condanna, ispirata ad un retropensiero strumentale che nega ogni beneficio e ogni buona ragione, anche quando ci siano veramente.   

Questo atteggiamento di continua e assoluta chiusura rende meno credibile il ruolo della minoranza che dovrebbe certo mostrarsi avara di sconti al governo, ma dimostrare anche una valenza costruttiva, rispetto alle decisioni utili e necessarie per il Paese.

di Alessandro Forlani

immagine:  “Italiani alle urne!” è un celebre disegno preparatorio realizzato in matita, tempera, acquerello e china su carta dall’artista italiano Paolo Paschetto (1885–1963)