EQUINOZIO
Bilancio di un’estate torrida
Cari amici,
ultimamente trascuro l’appuntamento con questa lettera, preso dalle fantasie creative che mi fanno improvvisare scrittorino di feuilleton spionistici, manco ci capissi qualcosa. In realtà il caldo che ci ha accorato tutta l’estate lascia, evidentemente, segni anche sul sottoscritto, che ha un’età non ancora veneranda ma quasi.
Di certo il sole che dardeggia e appiccia l’aria regala allucinazioni da miraggio e colpi di sole in giro per il pianeta. Sarebbe facile invocare la calura per spiegare Trump, ma l’uomo dai capelli arancio gli dà di brutto anche quando fa freddo. Certo però che la promessa di 5mila dollari sul conto a ogni cittadino adulto, in caso di vittoria al midterm, farebbe invidia pure a Silvio.
Provati un po’ a sbobinarla: lui vince le elezioni e un certo numero di milioni di elettori gli manda una mail con l’iban (non so come si chiama in USA) e lui dispone un bonifico agli enne milioni moltiplicati per 5.000. Che, insomma, non basterebbe il deposito del denaro di Elon Musk sommato a quello di Zio Paperone, ma invece di invocare la neuro in tanti non vedono l’ora di votarlo.
Forse perché la neuro servirebbe a loro.
In Germania, intanto, forse per il caldo pure là, fanno il pieno di voti i nuovi nazisti alle elezioni. Dice che dipende dal fatto che invece di presentarsi con lo sguardo truce lo fanno col sorriso e il viso pulito del vicino della porta accanto. Ora, non so chi abitava vicino a Breivik, per dirne uno, ma non credo basti la cordialità per fare di un nazista una brava personcina. Però la cordialità si ritiene sia un valore: spesso anche il femminicida di turno viene descritto come tipo a posto che salutava sempre, ed era la parte maschile di una coppia modello. Mai un litigio, mai.
Il che suggerisce che è meglio non comprare a scatola chiusa, perché si rischiano delle fregature. Per esempio, Vannacci. Dice che è lì per fare gli interessi dell’Italia e che vuole governare bene. Cavoli, l’ha ripreso anche ieri il GR1, altresì detto Giorgiale Radio. Come fai a non fidarti?
In altre parti, fatto salvo il programma che sarebbe un concentrato di nostalgie che manco il sussidiario delle elementari fasciste di mia madre, si attacca Cecchettin per il suo progetto di educazione sentimentale nelle scuole. Mortifica i maschi, dice, criminalizzandoli. Magari potrebbe operare dei distinguo, come fa chi si vuole sciacquare il problema: no.
Lui considera l’assassino un omicida ordinario. Basta con queste femmine che pretendono scuse e pubblico ludibrio, oltre a condanne se non esemplari almeno efficaci. E azioni preventive.
Deve averlo pensato anche Tajani, al culmine della canicola: qua la faccenda si complica, queste erinni in minigonna ci incalzano, tette e chiappe in bella vista producono uno sfolgorio di biancore di pelle gnuda che uno poi si confonde.
Averle per casa, poi, non scherziamo: meglio che un figlio ti porti una nuora paludata, incartata con grembiuli e pastrani funzionali alle faccende domestiche, scarpe comode, mutande coprenti, maglie accollate, acconciature morigerate e trucco acqua e sapone.
Silvio si rivolterà nella tomba, chiedendo a gran voce gli sia restituito il fiato, oltre che la famigerata pompetta: qua si sragiona, la topa deve restare sempre al centro del dibattito. Tra maschi. Vannacci comunque ha fatto sapere, giusto oggi, che preferisce né lunga né corta: la donna la gonna è meglio se se la toglie. Dalla seconda media è tutto.
A proposito di scuole medie, la prof accoltellata a Centocelle dall’alunno tredicenne se la cava grazie a un ragazzino congolese che coraggiosamente disarma il compagno fellone. Lei, forse un po’ suonata per lo shock, o anche per il caldo, non trova niente di meglio da dire che sì, d’accordo, vabbè, grazie dell’aiuto, ma tanto io resto d’accordo con Vannacci, remigrazione ci vuole per tutti sti morammazzati clandestini.
Per fortuna arriva l’autunno, cadono le foglie e si rinfresca, forse, qualche testa surriscaldata.
Allego alla presente, tornando all’inizio, il link per leggere i primi 12 episodi (urca) di The Big Heat – Una caldissima spy story. Leggete, che nei prossimi 12 se ne vedranno delle belle…
di Pancrazio Anfuso
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di Roma, classe 1962. Vivo a Siena, dove lavoro.
Ho scritto un libro su Centocelle, il quartiere di Roma dove sono nato e dove ho vissuto fino al 2006. Se clicchi sul link leggi un po’ di recensioni. Se lo vuoi comprare lo trovi ovunque su internet.
Ho curato un numero ragguardevole di blog, da quando andavano di moda a quando li legge solo chi li scrive, e ho lasciato una lunga scia di presenze social in giro per internet.
Ho anche collaborato, più o meno occasionalmente, con alcuni giornali e siti web. Ho preso parte alla nascita di Vald’O, a San Quirico d’Orcia. Ho dato il mio contributo alla sconfinata messe di libriccini e libroni che parlano della Lazio, mia passione tifosa, scrivendo Sul Prato Verde. Puoi leggerlo gratis qui. Se lo vuoi comprare cerca su Amazon. Meriterebbe un aggiornamento ma ne escono troppi, magari una volta mi ci dedico.
Non scrivo per professione, altrimenti morirei di fame. Ma scrivo. Saltuariamente, quando a tordi e quando a grilli. Una settimana potresti ricevere tre lettere, poi magari sto zitto per venti giorni. Dipende da come mi gira… .
Biografia dal sito www.pancrazioanfuso.substack.com

