FARMACI CARENTI, GARATTINI: “NON È UN’EMERGENZA, ABBIAMO QUELLI CHE SERVONO”

da | 1 Ott 2026

Il presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri tranquillizza sulla disponibilità dei farmaci in Italia

“Non ci troviamo di fronte a un’emergenza: la carenza che si sta riscontrando per alcuni farmaci non costituisce un problema perché abbiamo tutti i medicinali che servono e gli equivalenti”. Così il professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri, oncologo, farmacologo e ricercatore bergamasco dalla lunghissima esperienza, tranquillizza sulla disponibilità dei farmaci in Italia.

Nelle scorse ore aveva suscitato qualche preoccupazione nei pazienti il fatto che alcuni medicinali risultassero difficili da reperire o addirittura introvabili. Complessivamente, i prodotti inseriti negli “elenchi dei farmaci temporaneamente carenti” pubblicati sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sono oltre 2.500, quindi non pochi. In questi casi bisogna optare per gli equivalenti, ossia con lo stesso principio attivo, stessa forma farmaceutica e via di somministrazione, oppure per alternative terapeutiche, cioè farmaci in commercio a base di un diverso principio attivo e indicati per la cura della stessa patologia. Per quelli che non hanno né equivalenti né alternative terapeutiche, invece, l’Agenzia italiana del farmaco adotta misure straordinarie, per esempio, autorizzando l’importazione dall’estero.

Abbiamo intervistato il professor Garattini per saperne di più.  Quali sono esattamente i “farmaci temporaneamente carenti”?

“Sono farmaci che al momento non vengono prodotti o comunque non risultano reperibili. Le ragioni della loro mancanza possono essere diverse e spaziano da dinamiche strettamente legate alla produzione a strategie delle case farmaceutiche, in base alle quali determinati farmaci non vengono messi a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale con l’idea di poter aumentare il prezzo. Il fatto che siano 2.500 prodotti può spaventarci, ma non è vero, perché in realtà in una grandissima percentuale sono presenti i farmaci equivalenti, cioè non quelli che hanno il nome di fantasia”.

Ci spieghi

Avendo perso il brevetto, questi farmaci possono essere prodotti da tutti. In questi casi non si trova il farmaco con il nome di fantasia ma lo stesso prodotto con il nome equivalente. Non cambia nulla perché il principio attivo è lo stesso ed è autorizzato dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, l’ente regolatorio dell’Unione Europea responsabile della valutazione scientifica, della sicurezza e del controllo dei medicinali. L’equivalente, così, risulta “sovrapponibile” a quello di riferimento. Poi ci sono quelli che non sono disponibili anche con il nome di fantasia, ma ne abbiamo parecchi con le stesse indicazioni terapeutiche.

Potrebbe fare un esempio?

Se manca un farmaco antidiabetico, abbiamo il rimborso di cinquanta farmaci antidiabetici e se non c’è una statina ce ne sono cinque o sei alternative, quindi anche se risulta carente la presenza di un determinato prodotto ne abbiamo altri che magari non hanno la stessa formula ma le medesime indicazioni terapeutiche e possono essere perfettamente utilizzabili.

Quindi non è un problema?

No, possiamo tranquillizzare i pazienti. La temporanea carenza di determinati farmaci non è un problema significativo: si tratta di una situazione che richiede maggiori attenzioni da parte di chi li prescrive. Come ha dichiarato il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, non siamo davanti a un’emergenza: in Italia ci sono i medicinali che servono e sono importanti. Le cause possono essere molteplici: magari i farmaci carenti o mancanti vengono convogliati in un Paese dove sono pagati di più, sul mercato nazionale ce ne sono meno e le società farmaceutiche sostengono che se ne debba aumentare il prezzo oppure più semplicemente può accadere che la produzione abbia avuto delle problematiche. A fronte di tutto ciò, non devono esserci timori particolari perché il medico prescriverà il farmaco sostitutivo.

 

fonte: https://www.bergamonews.it/