IL MONDO È MIGLIORE DI QUELLO NARRATO

da | 1 Ago 2026

Sulla continua tentazione dei politici di strumentalizzare la comunicazione a fine di potere personale e per la propria causa, esiste una ricca letteratura. Con la continua popolarità dei social e l’introduzione della presunta intelligenza artificiale tutto è cambiato.

Con l’allineamento di interessi di Cina, Iran, Russia e Corea del Nord per abbattere i principi dell’impianto liberale delle democrazie occidentali, assistiamo a forme di “guerra invisibile” molto particolari con tecnologie mirate soprattutto ad una persuasiva strategia generale delle forme di comunicazione ormai imperniata sulle psyops* (operazioni psicologiche elaborate inizialmente dai militari).

Queste strategie invasive hanno investito il mondo attraverso appunto social e intelligenza artificiale. In Italia il “fenomeno” personalizzato commercialmente investe direttamente la politica proprio perché i politici usano senza freni profili da cui predicare e alimentare la stessa fonte di emissione multimediale. La meteorologia, l’informazione e la politica sono i maggiori fruitori attivi di queste strategie.

La ricerca a tutti costi del consenso sconfina quasi sempre nella menzogna pur di dare in pasto una verità dubbia. Pensiamo solo al bombardamento sul caldo e all’impreparazione dei profeti della meteorologia (tranne qualche graduato dell’Aviazione) che si beano nel terrorizzare e implicitamente prestare il fianco a speculazioni commerciali (vendita di condizionatori, ventilatori, turismo finalizzato al fresco (non di galera) eccetera…

E che dire su tutte le idiozie pro e contro sull’intelligenza artificiale? Ma il dramma sta nel terrorismo incessante televisivo e multimediale che se ne fa senza rispetto umano. Si va “dall’estate più calda, ai miracoli della medicina grazie alla IA”, alla disponibilità sui motori di ricerca con versione intelligenza artificiale (addentrarsi mette a rischio lo stesso pc) o l’uso sempre di IA che ne fanno le società telefoniche che assieme alle banche licenziano e aumentano costi per l’utenza senza alcun servizio offerto, ma l’ha deciso una delle costose e numerose autority. Il Cittadino paga enne volte il nulla) a tanto altro che sa solo di grottesco ma che attecchisce.

Reazioni efficaci nessuna! Si ripetono sempre le stesse cose, comprese tra promesse speranze e molte balle, in sintesi viene prospettato un futuro di buone intenzioni. Quindi la comunicazione cade nella trappola infernale della comunicazione studiata per incatenare il più possibile “il parlatore oggetto” al computer sia esso smartphone e o altro, la tecnica della confessione religiosa diviene così una sorta di parlatorio dove scaricare emozioni, pianti, denunce, sfoggi e talmente tanto altro da non tener conto del numero.

La ricerca in ogni modo del consenso e della necessità di dare almeno l’impressione che il Governo è alle prese con la soluzione dei problemi della gente a cominciare dalla sicurezza. Tuttavia, la responsabilità non è ovviamente del solo Presidente del Consiglio, anche delle altre Istituzioni (spesso compiaciuti notai di cerimonie), di collaboratori e uffici stampa troppo solertemente adagiati agli annunci che ai fatti. Così facendo esprimono il desiderio di risultati auspicati anche se ancora lontani dalla realizzazione. Si è tentati di anticiparne, con le parole e la faccia della protagonista, la realizzazione illudendosi così di facilitarne il compito come se gli spettatori fossero incapaci di distinguere tra desiderio
e realtà, tra aspirazioni e risultati concreti.

In questo processo di comunicazione distorta e non di rado strumentale c’è anche una responsabilità dei giornalisti che, più o meno consapevolmente, diventano parte di questo gioco ingannevole. Si determina una deformazione tra realtà e sua rappresentazione con le conseguenze negative per la conoscenza e la comprensione da parte dei cittadini i quali dovrebbero essere invece i veri e principali titolari del diritto ad una informazione compiuta e libera.

L’argomento è vasto e non semplice, ma tuttavia l’insieme delle forze politiche dovrebbe affrontarlo seriamente e non continuare ad eluderlo preferendo vantaggi e comodità di breve periodo. Perché in fondo, con buona pace del Presidente del Consiglio in carica, il problema è molto più serio e grave e tocca al fondo la qualità e la sostanza della nostra vita democratica al di là del pensare a come reagire e forse incorporare Vannacci.

La Meloni insegue la tentazione Berlusconi nel senso in cui storicamente il Cavaliere, forte anche delle sue TV, ha introdotto la comunicazione e la diffusione della sua immagine – anche con giganteschi manifesti – come chiave fondamentale della sua “scesa in campo” per la conquista del Governo del Paese. E la televisione ne fu lo strumento principale. Oggi la situazione è assai diversa per la preponderanza dei social e diciamo pure con rispetto che la Meloni non è Berlusconi.

Presidente del Consiglio, visto che è arrivata al termine del suo mandato, oltre alla durata effettiva (complimenti) lasci un’impronta visibile del suolavoro, ce la può fare. Non possiamo assistere inermi alla deriva di un Paese che si avvia a caratterizzarsi come culturalmente dominato dalla distopia**.

Si allontani dalla bestia populista in mano ad interessati personaggi (oligarchi russi, cinesi, indiani e più che altro statunitensi) che divora l’umano e genera strumenti di conformismo quali l’intelligenza artificiale e raffinati social, fonti di guadagni stellari e di sciagure in atto: l’IA costa e inquina tantissimo e produce pochissimo disoccupazione in primis; i social ormai sono i custodi ripagati dei nostri dati sensibili e delle nostre abitudini, dei nostri vizi e conti correnti. Si sforzi di far rispettare la Società civile. Colga l’occasione per far capire all’Unione europea che le procedure d’infrazione e varie stravaganze oltre a dimostrare quanto sottraggano sovranità agli Stati membri siano visibilmente inefficaci e pilotate.
Incrementi le iniziative di solidarietà negli interventi legislativi e li concretizzi. Questo Paese sopravviverà anche senza una nuova legge elettorale ma ha necessità di ritrovare l’entusiasmo di una ripresa economica che non c’è, nonostante il suo sbandierato impegno.

Le Migrazioni vanno affrontate non demonizzate per compiacere suoi alleati (se ne guardi). Cerchi di fare della “mai nata autonomia differenziata” degli enti locale di limitare i poteri decentrati che producono voragini ai conti dello Stato. Presidente la solo propaganda è dannosa, in questa fase di termine del Piano di ripresa e resilienza i cui fondi (da restituire) sono stati bruciati senza palesi risultati di beneficio. Ci regali un sogno: un Paese migliore rispetto a quello che ci raccontano, almeno si sforzi …

 

di Francesco Petrucci

immagine: Sognando un mondo migliore di Maura Benevieri

 

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*Psyops (operazioni psicologiche) sono attività pianificate per influenzare le percezioni, le emozioni e i comportamenti di gruppi o governi tramite la comunicazione mirata. Vengono impiegate in ambito militare e politico per orientare il consenso o destabilizzare gli avversari… (Archiviodisarmo https://www.archiviodisarmo.it/view/UQSALbTj66cBIpfPPaycNP2dZumOV_ti84nP_UzxEY/2008-11-12-angius.pdf)

**Distopìa2 s. f. [comp. di dis-2 e (u)topia]. – Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa): le d. della più recente letteratura fantascientifica.(Treccani.it)