CONFINI E STRUMENTI
Chi è a favore dell’immigrazione incontrollata? Nessuno, sicché non ha neanche senso essere contro. Nessun governo europeo è favorevole agli ingressi irregolari, mentre ipotesi come quella della sostituzione etnica stanno solo nella testa degli svalvolati.
Il tema è uno solo: come riuscire a respingere chi non si vuole fare entrare, senza tenerlo a ciondolare e rimpallandoselo da un Paese all’altro. Questo è il punto, rispetto al quale si ha tutti lo stesso interesse. Tranne quelli che i problemi li usano per cavalcarli anziché risolverli.
Noi europei abbiamo bisogno degli immigrati, in numero superiore a quello che facciamo entrare regolarmente. Quindi questa è la prima cosa da farsi: adeguare gli ingressi regolari alle esigenze.
Nessuno vuole gli irregolari, ma l’esperienza ci ha insegnato che nessuno è in grado di cancellarne l’esistenza. Quel che dovremmo fare è creare centri extraterritoriali (non importa se dentro o fuori i confini dell’Ue) e lì concentrare tutti quelli che entrano irregolarmente. Qui distinguere i profughi, che hanno il diritto d’entrare e che respingendoli affosseremmo noi stessi. Gli altri provare a rimpatriarli, in ogni caso chiarendo che non si trovano in Ue e non ci si troveranno mai, provando a entrare in quel modo.
I centri non devono essere nazionali (qui l’errore dei nostri in Albania, che riproducono, più costosi, i difetti di quelli interni), ma interamente gestiti dall’Ue, con diritto e giurisdizione Ue. Un problema comunque da affrontare con strumento
comune, sapendo che si commetteranno errori e assumendocene comune responsabilità. Meno sovranità nazionale (indifendibile) e più sovranità europea (che può farsi valere).
Il resto è una campagna propagandistica talmente meschina che si spera possa ritorcersi contro le avverse parti che la animano.
Davide Giacalone.it
immagine: Murales a Silema Malta MTO The Mediterranean Tunnel
Dal 1979 in poi, mentre continuava a crescere il numero dei tossicodipendenti, si è trovato al fianco di Vincenzo Muccioli, con il quale ha collaborato, nella battaglia contro la droga.
Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana.
Dal luglio1981 al novembre 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Dal 1987 all’aprile 1991 è stato consigliere del Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni, che ha assistito nell’elaborazione dei disegni di legge per la regolamentazione del sistema radio-televisivo, per il riassetto delle telecomunicazioni e per la riforma del ministero PT, oltre che nei rapporti internazionali e nel corso delle riunioni del Consiglio dei Ministri d’Europa.
È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società Sip, Italcable e Telespazio.
Dal 2003 al 2005 presidente del DiGi Club, associazione delle Radio digitali.
Nel 2008 riceve, dal Congresso della Repubblica di San Marino, l’incarico quale consulente per il riassetto del settore telecomunicazioni e per predisporre le necessarie riforme in quel settore.
Nel maggio del 2010 ha ricevuto l’incarico di presiedere l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie dell’innovazione, dipendente dalla presidenza del Consiglio. Nel corso di tale attività ha avuto un grande successo “Italia degli Innovatori”, che ha permesso a molte imprese italiane di accedere al mercato cinese. Con le autorità di quel Paese, crea tre centri di scambio: tecnologia, design, e-government. Nel novembre del 2011 si è dimesso da tale incarico, suggerendo al governo di chiudere la parte improduttiva dell’Agenzia, anche eliminando le sovrapposizioni con altri enti e agenzie.

